ritornAre!

Catania In Seria A!

Non sono un grande tifoso del Catania, ma è la città che mi ospita dal 1998, che mi ha promosso a Dottore, che mi ha dato lavoro (lo so, non è il massimo della vita, ma ci mangio…) e che spesso critico aspramente proprio perchè adoro!

Avrà mille difetti, ma questa se la meritano proprio!!! : - )

Nel podcast uno scorcio di quello che sta succedendo sotto casa mia in queste ore : - D

[Ubuntu] Paura del terminale? C\'è Synaptic!

Tutte le volte che cerco di convincere qualcuno a passare a Linux, la prima risposta che ottengo è: "..sarà  pure come dici tu, ma io rabbrividisco all’eventualità  di dover usare il terminale… Installare un programma è un casino… E’ come tornare indietro nel tempo, gli devi dare i comandi in cirillico…".
Il discorso non è del tutto insensato. Ma sono fermamente convinto che l’uso del terminale faciliti la vita dell’utente: quello che solitamente faccio districandomi fra mille menu a tendina ed un milione di pulsanti, via shell lo faccio con un paio di righe di comandi ben scritti.

Capisco anche che passare da un sistema point & click come WinXP, ad uno che definirei WriteToDo (scrivi per fare) non è semplicissimo.
Proprio per questo motivo, ferma restando la presenza e le potenzialità della shell, oramai la stragrande maggioranza delle distribuzioni Linux ha una GUI (Graphical User Interface) che permette di minimizzare l’uso del terminale.

In Ubuntu esiste un tool che permette di gestire graficamente l’installazione e la rimozione dei programmi, l’aggiornamento del sistema e la sua generale manutenzione con riferimento ai pacchetti disponibili.

Synaptic è nient’altro che un gestore visuale di APT (Advanced Packaging Tool). E fa le stesse identiche cose che fa da terminale, con la tecnica del point & click.

Premessa
APT e Synaptic gestiscono i pacchetti debian disponibili via repository. Un repository è una location, locale o remota, di un pacchetto *.deb. I repository sono contenuti nel file /etc/apt/sources.list.
Affinchè un pacchetto sia disponibile sia via APT che via Synaptic, è necessario che il sources.list contenda la giusta referenza (location) del pacchetto.
E’ anche possibile installare un pacchetto partendo direttamente dal *.deb in locale, o da un archivio binario di tipo *.tar.gz. Operazioni semplici, ma di cui si discuterà (forse) in altro articolo.
Il fatto che sia possibile gestire solo pacchetti disponibili via repository non deve apparire come un limite, per i seguenti motivi:

1- Ubuntu shara via repository una quantità enorme di pacchetti. Nel 95% dei casi vi basterà cercare fra i repository ufficiali della distro, per trovare il pacchetto che vi serve.

2- Chiunque può mettere on line un pacchetto *.deb e creare un repository ad hoc per un pacchetto. E’ questo il caso della libdvdcss2 (indispensabile per leggere i dvd video). Libreria che per motivi di licenza non può essere distribuita dalle distro ufficiale, ma è resa disponibile dalla community stessa.
A questo si aggiunga che i produttori di software, se decidono di distribuire una versione Linux e si focalizzano su diverse distribuzioni, per i sistemi debian based, mettono quasi sempre a disposizione degli utenti un repository specifico da utilizzare via APT o Synaptic.

3- Repository non è sinonimo di location remota! Avendo scaricato i pacchetti debian, è possibile creare un repository locale per gestire i *.deb con APT o Synaptic (sul come si crea un repository per pacchetti scaricati sul pc se ne parlerà  in un secondo momento).

Avviamo Synaptic
Ovviamente Synaptic è avviabile da terminale, ma se lo usiamo è spesso perchè vogliamo evitare di scrivere e preferiamo cliccare : - ) .
Nel menu principale di Ubuntu andiamo su Sistema >> Amministrazione >> Gestione dei pacchetti Synaptic. Ci sarà  richiesta la password di root (solo il superutente puಠmaneggiare i pacchetti) e subito dopo il tool si avvierà  presentandosi con una schermata simile a questa.

Synaptic

Si noteranno subito tre grandi finestroni. La colonna di sinistra ci fornisce l’organizzazione dei pacchetti, che possono essere visualizzati per:

  • Sezione: categoria pacchetti divisi ulteriormente per mantenimento (universe vuol dire che il pacchetto è mantenuto dalla cominità , multiserve che si tratta di pacchetti non free, nessuna indicazione è data per i pacchetti gestiti direttamente dal team di Ubuntu).
  • Stato: installato, installato aggiornabile, non installato…
  • Cerca: visualizza le varie ricerche di pacchetti che abbiamo fatto (si vedrà  meglio fra poco).
  • Personalizzato: criteri a discrezione dell’utente.

La seconda grande sezione. In alto sulla destra della colonna predetta, elenca i pacchetti disponibili, marcando con un bollino verde quelli installati. Si divide in cinque colonne:

  • S: pacchetto installato o meno.
  • Pacchetto: nome del pacchetto.
  • Versione installata: numero versione disponibile solo per i pacchetti installati.
  • Ultima versione: ultima versione disponibile via repository. Da attenzionare se la versione installata è precedente all’ultima versione.
  • Descrizione: breve descrizione del pacchetto.

Cliccando su un qualsiasi pacchetto, nella parte bassa della finestra comparirà  la descrizione estesa. Molto utile per capire se un pacchetto fa veramente a caso vostro!


Quegli strani tasti in alto : - )
Sono disponibili in alto dei tasti di scelta rapida, dai quali è possibile effettuare velocemente le principali operazioni.

TastiSynaptic

Ricarica: non fa altro che controllare i pacchetti disponibili nei repository. Esegue di fatto il comando apt-get update lanciato da terminale di root. Importante cliccare il tasto non appena avviato Synaptic. Solo in questo modo riusciremo a sapere se ci sono nuovi pacchetti disponibili e/o nuove versioni dei pacchetti installati. Risulta fondamentale anche per fare delle ricerche coerenti, dato che queste sono effettuate nella cache dei pacchetti che scarichiamo sul pc tutte le volte che lanciamo un update.

Marca tutti gli aggiornamenti: dopo aver ricaricato tutti i pacchetti, questo tasto si occupa di marcare per l’installazione tutti quelli che hanno una "versiona installata" antecedente all’ultima versione disponibile. Di fatto il comando fa metà  del lavoro che farebbe il comando apt-get upgrade lanciato da terminale di root.
Infatti il comando da terminale non solo controlla la disponibilità  di nuove versioni di pacchetti, ma le scarica e le installa pure. Invece via Synaptic, prima le smarchiamo, e dopo (con Applica) le installiamo. E’ evidente come il temutissimo terminale, in questo caso ci faciliterebbe la vita, dimezzando il numero di interazioni macchina <=> utente ; - ) .

Applica: abbiamo deciso che pacchetti installare? Sappiamo quali rimuovere? Abbiamo smarcato gli aggiornamenti? Bene! Con un click su applica Synaptic apporterà  le modifiche richieste : - ) .

Proprietà : se volete sapere proprio tutto di un pacchetto, non vi resta che selezionarlo dall’elenco e cliccare su questo tasto! Dato che la trasparenza è alla base di un buon rapporto software <=> utente, la visualizzazione di una schermata che vi dice vita morte e miracoli del pacchetto è la prova provata che potete fidarvi o meno di quello che state per installare.
Consiglio sempre di dare un occhio alla schermata quando si sta per installare un pacchetto non proveniente da repository ufficiali o ufficiosi (consigliati da Ubuntu anche se non direttamente gestiti).

SynapticProprieta

Giostratevi fra le diverse finestre disponibile per ottenere il maggior numero di informazioni possibili.

Cerca: sicuramente l’opzione più importante : - ) . Anche in questo caso si tratta della riproduzione visuale di un semplice comando dato da terminale: apt-cache search PacchettoDaCercare. E’ possibile effettuare diversi tipo di ricerca, ma quella che è maggiormente consigliabile è la ricerca per "descrizione e nome".
Dato che spesso i file di cache non sono localizzati, consiglio di effettuare una doppia ricerca in Italiano e Inglese. Se cercate un tool per la masterizzazione, cercherete sia "masterizzazione" che "burn" ; - ) .
Durante la sessione Synaptic, vengono salvate le ricerche effettuate, ed è possibile accedervi rapidamente cliccando sul tasto "Cerca" in basso a sinistra.

Operazioni effettuabili per singolo pacchetto
Con un click sul flag di selezione/deselezione dei pacchetti (colonna S) è possibile scegliere cosa farne del pacchetto in essere:

  • Smarca: annulla precedenti opzioni scelte, riportando lo stato del pacchetto a quello originario. In questo caso nessuna operazione verrà  effettuata sul pacchetto con un "Applica".
  • Marca per l’installazione: se il pacchetto non è installato, chiediamo l’installazione.
  • Marca per la reinstallazione: il pacchetto è installato, ma vogliemo reinstallarlo, presumibilmente perchè un problema in fase di installazione ne compromette il funzionamento.
  • Marca per l’aggiornamento: il pacchetto verrà  aggiornato all’ultima versione disponibile.
  • Marca per la rimozione: elimina il pacchetto.
  • Marca per la rimozione completa: elimina il pacchetto ed i file di configurazione (equivale all’opzione –purge remove di apt).

Non abbiate tanta paura di sbagliare a scegliere la giusta opzione. Perchè queste saranno attive per il pacchetto selezionato, solo se disponibili. E ricordate che ogni azione effettiva sul pacchetto verrà  effettuata solo dopo aver cliccato su applica, per cui, prima di allora potete ripensarci!

Gestire i repository
E’ possibile aggiungere, modificare ed eliminare un repository senza essere costretti ad editare il sources.list con gedit o VIM.
Rimango dell’opinione che gestire il sources.list con un editor di testo sia la soluzione più semplice, dato che nei fatti è un semplice file di testo a cui di volta in volta, aggiungiamo e/o eliminiamo semplici righe. Ma se persistiamo a volere una GUI, non c’è problema, possiamo fare tutto da Synaptic. Dal menu impostazioni, scegliamo la voce "archivi dei pacchetti" e visualizzeremo la schermata seguente.

synapticrepository

Non è altro che la riproduzione visuale del contenuto del sources.list. Selezionando una voce è possibile eliminarla cliccando su "Elimina" o modificarla cliccando su "Modifica". Ma vi sconsiglio di far cose del genere se non avete ben chiaro cosa andate a toccare : - ) .
Se volete aggiungere un repository basta cliccare su "Aggiungi". Scegliere la sezione adatta al repository.

SynapticAggiungiRepository

Dopo di che cliccate su "Personalizzato" per inserire l’indirizzo vero a proprio del repository. Ad esempio se volete inserire il repository messo a disposizione da Skype per installare il suo client VOIP scriverete una cosa del genere:

deb http://download.skype.com/linux/repos/debian/ stable non-free
SynapticAggiungiRepositoryIndirizzo

Ci sono motivi ben precivi per cui le righe dei repository vanno scritte in un certo modo, ma non mi sembra il caso di parlarne qui : - ) . Vi basti sapere che tali righe vengono fornite tout court da chi mette a disposizione il repository. Quella di skype ad esempio è stata presa da qui.

Questo non è sicuramente tutto quello che c’è da sapere su Synaptic ed in genere su come gestire i pacchetti delle applicazioni in Ubuntu. Ma è un buon modo per smalizziarsi e comprendere come poi, non è così difficile come si crede ; - ) .
Le schermate sono molto diverse da quelle di Windows, le cose da fare pure, ma ricordo sempre che avere una GUI non è avere la GUI di Windows! I sistemi sono radicalmente diversi. In M$ Windows la GUI è il sistema, in Linux è solo un pacchetto come gli altri : - ) .