Probabilmente questo post deprimerà non poche persone, ma penso sia importante che certe cose vengano scritte con numeri tonanti.

Sono stato dipendente a tempo indeterminato per sei anni, percependo uno stipendio con qualifica infima per avere di fatto un ruolo dirigenziale. Il mio stipendio medio stava intorno ai 1000 Euro al mese e con affitto e tutte le altre spese sinceramente non andavo da nessuna parte. Metteteci poi che l’azienda per cui lavoravo era di quelle che non possono concederti aumenti di stipendio perché anche i dipendenti devono sostenere la crescita. Salvo poi vedere i grandi capi auto-darsi aumenti di stipendio sull’ordine dei 300 Euro mensili ogni anno.

Dopo sei lunghi anni (due dei quali vissuti in nero!) e con qualche professionalità che mi ero imposto di costruirmi prescindendo da quello che facevo ho deciso di andarmene e tentare la strada del libero professionista. Ho quindi aperto partita IVA.

A differenza di molte esperienze percepite durante la scelta del migliore regime fiscale a cui aderire, io ho avuto una grande mano proprio dall’agenzia delle entrate. Proprio all’ufficio di Modica ci sono dirigenti che riescono a chiarirti bene la situazione, soprattutto ti avvertono sul fatto che l’apertura della partita IVA è totalmente gratuita, mentre qualche commercialista canaglia a cui mi ero rivolto aveva provato a chiedermi 100 euro per il disbrigo pratica e rimborso spese.

Alla fine, dopo aver valutato attentamente e grazie all’indirizzo del dirigente, sono più che sicuro di aver fatto la scelta giusta. All’epoca era appena entrata in vigore la legge sui minimi. Dal punto di vista finanziario poco cambia. Costa quanto una partita IVA normale, ma si hanno molte meno beghe burocratiche.

Bene, partiva IVA aperta in pochi minuti. Il giorno dopo ho fatto l’iscrizione alla gestione separata dell’INPS, ed anche quello è stato facile. Basta una telefonata ad un numero gratuito. Si danno i propri dati, si risponde ad un brevissimo questionario ed il gioco è fatto. In meno di una settimana mi è arrivata la ricevuta di avvenuta iscrizione.

Fin qui sembra tutto facile e bello, ma ancora non ci si è scontrati con la cosa peggiore: le aliquote fiscali e previdenziali. Perché come vi dicevo, con il miglior regime fiscale a cui si può aderire, si hanno al massimo sgravi burocratici. Lo stato ladro e canaglia in cui viviamo non fa sconti a nessuno 🙂

Procediamo con un’ipotesi molto ottimistica. Ipotizziamo di aver aperto partita IVA il 28 Dicembre 2009. Ipotizziamo di cominciare a lavorarci davvero da gennaio 2010. Per semplicità poniamo il caso di emettere per tutto il 2010 un totale di 13 fatture (come se prendessimo una mensilità più una tredicesima di un dipendente) dell’importo lordo di 2000 Euro l’una.

Punto primo: il regime dei minimi è fuori campo IVA. Ovvero si ha partita IVA, ma non si applica l’imposta nelle fatture. Sembra una cosa buona, che rende più concorrenziale il libero professionista. Ma c’è un risvolto importante. Dato che si è fuori campo IVA e non si percepisce quindi dai clienti, l’IVA che andiamo a pagare sulle fatture d’acquisto è un costo. Ma non deprimiamoci, perché nonostante tutto il nostro è il regime IVA migliore che potessimo scegliere.

Tornando ai nostri conti, quanto fattureremo per il 2010? € 26.000, più il 4% di rivalsa INPS, che alla faccia della rivalsa è vero e proprio reddito su cui calcolare le imposte. Oltretutto qualsiasi cliente attento vi chiederà un prezzo comprensivo delle rivalse. Ma facciamo il caso che il problema non si ponga. Alla fine il nostro fatturato annuo sarà di € 27.040,00. Giusto giusto dentro i 30.000 di limite per i contribuenti minimi.

Noi liberi professionisti che si vende attività consulenziale, nel 99,99% dei casi si lavora per aziende a cui mancano le risorse interne ed a cui conviene comprare questo tipo di professionalità on demand. Se il nostro cliente è a sua volta un soggetto con partita IVA, noi non incasseremo il totale della fattura. A questa andrà detratta la ritenuta d’acconto (pari al 20%) che verserà come sostituto d’imposta il nostro cliente. Praticamente siam trattati come i dipendenti, che hanno le trattenute in busta paga, ma saremmo professionisti e magari queste cifre potremmo investirle per aumentare la nostra capacità di reddito. Secondo lo statazzo italiano non abbiamo questo diritto.

Facciamo due rapidi conti e a fronte di un fatturato annuo di € 27.040,00, incasseremo € 21.632,00. Tutto sommato sembra anche una bella cifra. Ma quando viene il momento della dichiarazione dei redditi ecco che arriva la bastonata: l’INPS.

E’ normale pagare l’INPS, non perché un giorno avremo una pensione (c’ho perso proprio le speranza), ma perché siamo necessari per pagare le pensioni dei parlamentari, che maturano dopo un terzo di legislatura (un paio d’anni) e di tutti gli altri dirigenti statali messi lì dai politici parrucconi che godono delle stesse tutele.

L’aliquota INPS per la gestione separata? Il 27,62% (e aumenta sempre!!!). L’imponibile di calcolo è poi il totale fatturato comprensivo del 20% di ritenuta d’acconto. Quindi lo stato lo pago due volte. Al 20% che si trattiene lo stato come IRPEF devo calcolare anche il 26,72% che andrà sempre allo stato, ma sottoforma di contributi previdenziali (di cui non godremo mai). Facciamoli due conticini. A fine anno di INPS si dovranno pagare € 7.225,09.

Voi pensate di poter contare su un netto di (€ 21.632,00 – 7.223,09) = € 14.406,91? Ma assolutamente no. Perché oltre il saldo dell’anno di competenza, ci viene chiesto anche l’anticipo per l’anno successivo.

L’anticipo INPS è parti all’80% dei contributi dell’anno di competenza. Pagabili in due rate: una contestuale al saldo e l’altra entro il 30 novembre. Ma che simpatico stato che ci fa pure rateizzare il pagamento di contributi calcolati sulla fiducia.

Ricapitolando, avendo fatturato 2000 Euro al mese, posto che siamo riusciti a farci riconoscere anche il 4% di rivalsa (ci stiamo ipotizzando non iscritti ad albi professionali, per questo il 4% e non il 2%), avremo un risultato economico d’esercizio pari a:

Fatturato: € 27.040,00
– Ritenuta d’acconto: € 5.408,00
– Contributi INPS: € 7.225,09
—————————————————————
Risultato economico: € 14.406,91
– Primo anticipo INPS: € 2.890,04
—————————————————————
A giugno disponiamo di: € 11.516,88
– Secondo anticipo INPS: € 2.890,04
—————————————————————
A Novembre disponiamo di € 8.626,84

Ovvero, dopo il primo anno di attività (quindi il momento più difficile della vita imprenditoriale di una ditta) avendo fatturato una cifra niente male per essere agli inizi, sappiamo di poter disporre pulite di meno di 10mila euro, pari al 31,90% di quello che abbiamo prodotto. Anche senza contare gli anticipi, siamo intorno al 53,28%. Ovvero metà a me che lavoro e l’altra metà allo stato che non fa una sega e non riesce a garantirmi in nessun modo un futuro pensionistico!

Ma forse non sto considerando un aspetto: i costi d’impresa. Quelli sono deducibili! Che costi fa un libero professionista che vende il suo lavoro intellettuale? Facciamone una lista:

  • Mangia sempre fuori: i pasti possono scaricarsi al 70% e se lo fa nei weekend e/o festivi deve pure giustificare la cosa.
  • Sta sempre in giro: le spere per carburanti e manutenzione auto possono scaricarsi al 40% (io però l’auto la uso al 90% per lavoro e quando non lavoro se posso vado a piedi).
  • Sta sempre al telefono: scaricabile all’80%. Mica male, solo che se faccio un contratto con partita IVA devo pure pagare la tassa di concessione governativa. Perché?! Che senso ha la tassa di concessione governativa se poi ipotizzi l’uso promisquo della spesa?
  • Noi si sta lontani da casa: l’affitto, posto che si deve avere un contratto registrano (in Italia?! Ahahahahah!!!) e devi dichiarare la stanza presa a peso d’oro come sede della ditta, è scaricabile al 50%.

Infine rivediamo i nostri calcoli ed ipotizziamo che fra pasti, benzina, materiali di consumo e beni strumentali, il nostro povero cristo riesca a scaricare 300 Euro al mese.

Fatturato: € 27.040,00
– Costi d’esercizio: € 3.600,00
– Ritenuta d’acconto: € 4.688,00
– Contributi INPS: € 6.263,17
—————————————————————
Risultato economico: € 12.488,83
– Primo anticipo INPS: € 2.505,27
—————————————————————
A giugno disponiamo di: € 11.516,88
– Secondo anticipo INPS:
€ 2.505,27
—————————————————————
A Novembre disponiamo di € 7.478,30

Le percentuali ovviamente non cambiano, ma cambia il fatto che mettendo nel conto i costi aziendali esce fuori che il libero professionista fin dalla prima fattura sta di fatto anticipando imposte allo stato. Se è vero che la ritenuta d’acconto di competenza in questo caso è di € 4.688,00, lui ne verserà comunque € 5.408,00. Quella somma gli viene trattenuta fattura per fattura, pagamento per pagamento, e non può farci niente ne lui, ne il suo cliente. Per legge va fatto. Solo in sede di dichiarazione dei redditi, a conti fatti potrà portare in detrazione la somma. Quindi rispetto alle fatture di Dicembre, solo sei mesi dopo, rispetto a quelle di Gennaio, giusto 18 mesi. Ulteriore liquidità che potrebe tornare utile ad un professionista che sa come investire le sue eccedenze.

In conclusione, cari politici, di destra, di sinistra (a voi di centro nemmeno vi nomino perché siete la causa del sistema) quando venite a dirci che ci vuole più iniziativa in Italia, mi fareste il sacro santo favore di andarvene a fare in culo?!

Edit: leggendo commenti sparsi per il web a questo post molti fanno un appunto formalmente giusto: mischio cassa e competenza. Vero. Lo faccio perché è il regime dei minimi a funzionare sencondo il solo principio di cassa. Tale specifica in effetti è una novità assoluta per i regimi fiscali italiani fin qui vigenti.

72 thoughts on “Professionisti a partita IVA: mezza giornata per me, l’altra mezza allo stato

  1. L'ultima frase è lo sfogo. Il resto son calcoli freddi da sbattere in faccia a chi dice che in Italia non c'è voglia di lavorare.

    Il fatto è che non conviene.

  2. Comprendo il tuo sfogo e non puoi che trovare una porta aperta dal mio canto. So' esattamente quello che vuol dire avere una partita iva e tutto il resto.

    Permettimi tuttavia un paio di appunti.

    1) Costo della pratica, 100 euro che qualche commercialista canaglia ti ha chiesto.

    Ok, premetto che non sono commercialista (se mi cerchi in rete ne avrai la conferma), non voglio difendere la loro categoria che comunque e' sufficientemente strapagata, tuttavia mi sento di spezzare una lancia in loro favore.
    Il fatto che tu ti rivolga ad uno qualsiasi per aprire la partita iva – gratis – non significa che poi darai lui mandato di tenere i registri e tutto il resto.
    La domanda a questo punto e' perche' quel commercialista dovrebbe aprirti la p. iva gratis? Per lui e' una spesa andare all'ufficio del registro e fare la domanda in nome e per conto tuo.

    Se tu ritieni di avere tempo, puoi procedere da solo. Altrimenti trovi un accordo con il soggetto e gli dici, ti affido il lavoro ma questi 100 euro me li sconti.

    2) Regime dei minimi, o p. iva normale. E' pressappoco lo stesso. Lo stato sempre ti si fotte il 51% di tasse.
    Tuttavia ci sono un paio di precisazioni da fare.

    Tutte le tue fatture sopra ai 77 euro devono essere dotate di marca da bollo da 1,81 euro che tu devi applicare, altrimenti ti pigli una multa tu e una il cliente in caso di controllo della finanza.

    In regime minimo non applichi l'iva, quindi non la versi, tuttavia sei soggetti a ritenuta d'acconto alla fonte (il cliente non te la paga a te e la deve versare per tuo conto) per la quale devi ricevere nell'anno successivo un documento di sintesi che comprova il versamento. Non tutti te lo danno e se i soldi non vengono versati non e' un problema tuo, tu non li hai percepiti.

    Questo puo' tradursi in un vantaggio in termini di competitivita' del prezzo, ma sono questioni di punti di vista.

    A presto
    Andrea

  3. @ Fabio e Daniele: thanks 😀

    @ seoer: applico il bollo sempre. Sull'IVA e la ritenuta è come ho scritto sopra.

    Per il commercialista, io non pretendo un disbrigo pratiche gratuito, ma 100 euro per una cosa di 10 minuti mi sembran tantine. Vuoi chiedermi 30 euro? Ok, ma 100…

  4. Ciao,
    eccellente articolo, sono nella tua stessa situazione e devo dire che facevi meglio a fare regime agevolato (con iva ) per i primi 3 anni… Comunque grazie per aver speso il tempo di questo post a chiarire le idee di chi, come me, c'è dentro e non arriva a vederci chiaro… Anche io, appena entro i limiti del fatturato, e non capisco come pago più tasse di quanto guadagno… Ma se fatturo 2500 € al mese come diavolo si aspettano che mer metà del tempo uno paghi 2450 € al mese di tasse? PS. se ti serve una pano per qualcosa di SEO, visita il mio link… CIAO!

  5. Come è vero… intristisce alla grande, ma è tutto vero. Ragazzi, siamo messi veramente male in Italia. Io ho un'attività da 10 anni, ma riuscire a campare è un'impresa ardua. E quando arrivano le tasse da pagare ci prende un salasso ogni volta.
    Brutta storia lavorare in questo paese di m.

  6. Permettimi due appunti:

    – I contribuenti minimi sono coloro che hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro.
    Non si parla di fatturato, ma di guadagno, questo ribalta completamente tutto il tuo calcolo.

    – L'IVA diventa un costo.
    Questo significa che a fine anno hai un imponibile per le tasse inferiore, e questo è universalmente un vantaggio.

    I calcoli che hai fatto tu sono inesatti e non tengono conto dell'anno fiscale, ti consiglio di rivedere il tutto (magari con un commercialista retribuito, anche loro pagano le tasse, e 100 euro per una prestazione a mio avviso è molto poco), potresti rimanere sorpreso.

  7. Permettimi tre appunti:

    – Ricavo aka compenso = Fatturato.
    Guadagno = (Ricavo – Costi). Circa in prima elementare sti studia la cosa.

    – L'IVA è un costo. Non aggiungo IVA. Quindi il vantaggio si esclude da solo.
    Però l'IVA costo di fatto, piuttosto che poterla scaricare ogni 3 mesi (o ogni mese, in base ai casi), essendo costo d'esercizio la anticipo per tutto l'anno, senza incassare una corrispettiva partita in entrata. Questo crea un scompenso finanziario nella gestione caratteristica.

    – Ultimo appunto: i calcoli che ho fatto sono corretti. Se sei un commercialista, beh, dimmelo che saprò caldamente sconsigliarti, se non lo sei, cercatene uno bravo.

    Saluti

  8. @Jolanda: nel link si parla del Principio della Cassa, che applicato al regime dei minimi vuol dire: paghi le tasse sulle fatture che ti hanno PAGATO nell'anno solare.

    Cosa ben diversa dal dire che il limite per aderire al regime dei minimi è di 30.000 euro di guadagno (assurdità in qualsiasi regime fiscale).

    Basterebbe leggere le disposizioni dell'agenzia delle entrate.

    Chi sono i contribuenti minimi?
    http://www.agenziaentrate.it/wps/wcm/connect/Nsilib/Nsi/Documentazione/Regimi+agevolati/Contribuenti+minimi/chi+sono+contribuenti+minimi

    Al punto primo:
    hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro.

    Ergo, se vuoi insisti pure, ma andar contro ad un'ovvietà riempie solo d'arroganza la tua palese ignoranza in materia.

  9. caro amico,davidonzo…. mi han proposto un lavoro come procacciatore di affari, il titolare mi ha chiesto quanto volovo percepire al mese….io in quel momento non ho saputo rispondergli,ora secondo te per vivere in questa italia di ladroni…x poter pagare tutte queste tasse ecc ecc..che cifra dovrei proporgli????

  10. @tonyfire: non è una risposta facile da dare. Dipende da molte cose. Darti una cifra con quello che mi dici sarebbe da parte mia presuntuoso e rischierei di farti dire castronerie.

    Ovviamente ti auguro di convincerlo a farti pagare un milione di euro al giorno 🙂
    Ma scherzi a perte, è giusto che tu parli con un buon commercialista, che saprà dirti molto meglio di me a cosa vai incontro rispetto alle varie forme contrattuali possibili.

  11. VISTO CHE TI SEI TROVATO BENE CON IL TUO CONSULENTE PUBBLICO ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE, COME MAI NON TI HA MESSO IN GUARDIA DELLA BATOSTA PREVIDENZIALE?????

    Inoltre: il regime dei minimi in fase di apertura della partita iva è più svantaggioso rispetto al regime fiscale agevolato ex art. 13 L. 388/2000…

    La verità è che per risparmiare 400 euro all'anno di commercialista la si prende nel C..O!

    Firmato

    Un commercialista stufo degli autodidatta.

  12. Caro Commercialista, mi stupisce il tuo commento. Cosa c'entra la consulenza dell'agenzia delle entrate con la questione dei versamenti previdenziali?!?!

    Fanno capo a due istituti diversi. Hanno in comune (per la mia situazione almeno) il solo fatto che si versano con lo stesso modello (F24).

    Ti rode che i tuoi clienti con regime dei minimi ti chiedono perché son costretti a pagare un servizio mensile per avere di fatto un solo vero adempimento annuale?!

    Per l'INPS che tu sia contribuente minimo o meno poco importa. E la cosa mi fu detta chiaramente anche dal dirigente dell'agenzia delle entrate.

    Ho per l'UNICO 2009 (figlio unico di madre vedova) 360 Euro + IVA adducendo una consulenza di 60 Euro mensili. Per 3 ore di lavoro mi son sembrate tantine.

    Ora, visto che non sono un improvvisato, ho semplicemente cercato un nuovo commercialista. L'ho pure trovato sai?!

    Spendo la metà ed ho a disposizione un commercialista serio, che mi avverte, mi avvisa per tempo, rispetta tutte le (poche) scadenze e non mi costringe, come in passato, a pagare penali per suoi ritardi.

    Non sono un commercialista improvvisato, ma nemmeno un cliente fesso 😉

  13. Caro Davidonzo,

    il mio voleva essere uno sfogo a favore della mia categoria. Ti sembra che diventare dottore commercialista sia un passeggiata (4 anni di università, 3 di tirocinio, un esame di stato molto rigoroso e via dicendo…).

    Ovviamente mi trovo daccordo con te in merito ad eventuali consulenze prestate da pseudo colleghi inefficenti a tariffe svantaggiose: questi commercilaisti perderanno ben presto la clientela e saranno tirati fuori dal mercato.

    Io discuto sul fatto che noi non vendiamo salumi a peso, ma vendiamo competenza, serietà e professionalità: la tariffa per compilarti il modello UNICO viene fuori dalle suddette qualità e non dalle ore impiegate.

    Pensi che un avvocato che ti chieda 100 euro per una lettera legale impieghi più di 10 minuti a stenderla (lui o la segretaria)??? In queste circostanze nessuno si lamenta??

    Chiudo il mio ennesimo sfogo raccomandando a tutti di rivolgersi a professionisti seri e competenti e di non basare questa valutazione sulla tariffa applicata.

    Firmato

    Un commercialista stufo degli autodidatta.

  14. Commercialista,

    Il post sopra non voleva nemmeno essere un atto d'accusa ai commercialisti, ma contro uno stato assurdo nell'imposizione fiscale e previdenziale.

    So bene cosa serve per diventare dottore commercialista e ti capisco benissimo. Però ascolta un attimo la mia storia.

    Un commercialista mi chiede 100 euro per far fare 16 metri di strada ad un suo praticante sfruttato, per andarmi a presentare un modulo, adducendo anche il romborso di bolli vari e spese amministrative per non si sa cosa. Fuori uno.

    Faccio tutto da me. Agenzia delle entrate con 10 minuti di fila. Modulo presentato e P.Iva aperta. Esco, torno a casa, faccio il numero verde INPS e mi iscrivo alla gestione separata in sei minuti.

    Ma mi serve un commercialista, proprio perché so essere un'attività strategica per me. Devo essere ben seguito.

    Mi rivolgo ad un altro, che mi prende in giro sull'unica scadenza che doveva rispettare, pensando che io non riesca a fare un controllo sui codici tributo del F24. M'ha fatto pagare penali per ritardo pagamento.

    Prima di questo c'è pure da dire che i conteggi me li ero fatti io, dopo che lui non rispondeva nemmeno al telefono. Glieli invio e lui come se nulla fosse dopo due giorni mi chiama e glissando sulla mia email mi dice che, guarda un po', pago al centesimo quello che gli avevo calcolato io (e visto che io non sono un commercialista, dubito fortemente della correttezza dei miei calcoli).

    Mi chiede il conto e mi dice che non mi farà pagare a mese, ma una tantum. Lui per gente come me, che fattura pochetto, chiede almeno 30 euro al mese, ma siccome sono io va bene 360 + IVA. Mi facevo seguire da sei mesi, a conti fatti il doppio di quanto di solito chiede.

    Mica però me la prendo con I commercialisti. Io con lui me la sono presa e l'ho fanculizzato alla grande.

    E' sbagliato secondo te che racconti la mia esperienza? Secondo me potrà tornare utile a qualcuno che magari si evita una fregatura.

    Come dicevo al commento # 17 a chi mi chiedeva una quasi consulenza, io invito tutti a cercare e trovare un buon consulente.

    PS: io sono laureato in Economia e Commercio, mai abilitato, faccio altro.

    PPS: ribadisco che il post non è contro la tua categoria (anzi). Io ce l'ho con la politica finanziaria assurda, che colpisce liberi professionisti, dipendenti e tutti coloro che vorrebbero vivere senza rubare.

  15. Parole sante, stessa situazione, professionista senza cassa e lavoro intellettuale,scappata da uno studio dove lavoravo in nero e pure a urla, ho faticato 7 camicie persino per poter aprire un conto dedicato alla mia attività, in banca non ci sono riuscita, pare ci siano delle circolari bancarie (non leggi!!) che impediscono l'apertura di un conto a chi non è iscritto alla camera di commercio, ignorando di fatto il decreto Bersani e la categoria dei professionisti senza cassa, alla fine il conto l'ho aperto alle poste. Che dire, io non sono aperta nemmeno da un anno e già con la prima dichiarazione dei redditi mi è arrivata la batosta INPS, è dura, durissima, nera! Mi sbatto tutto il giorno a cercar clienti e lavorare, ma quanto è difficile trovarli…come potrei chiedere cifre assurde per la redazione di documenti di sicurezza? è impossibile, i preventivi verrebbero cestinati! Per vivere dovrei fatturare nell'ordine di 4000 euro al mese!! una follia per chi lavora da solo!! Attendo dicembre 2010 e se le cose non cambiano dovrò chiudere per forza di cose….:'( alla faccia degli anni di studio, sacrifici e sfruttamento…ovviamente i contributi alla gestione separata saranno soldi buttati che non riavrò mai indietro.

  16. Mi spiace vedere scritte certe cose.

    Lo so che è difficile, lo so che il primo anno in particolare è pesantissimo, ma ho fatto una scelta e non voglio demordere!

    Prima o poi dovrà succedere qualcosa. Per forza!

    Sappiamo quale bestia combattiamo (uno stato ingordo e meschino nei confronti dei suoi componenti). Facciamolo e basta.

    Forza e coraggio!

  17. Complimenti per l'articolo Davidonzo, tocca molte problematiche che deve affrontare chi intende avviare una nuova piccola attività.

    Forse ho letto troppo velocemente il tutto, ma se posso farti un appunto mi sembra che tu vada a confondere la competenza delle imposte/contributi con la lora manifestazione monetaria. Se inizi a realizzare i primi redditi nel 2010 allora per l'anno in corso ti vedrai sottrarre solo le ritenute d'acconto. Poi nel 2011 arriverà la batosta Inps (saldo 2010 + acconti 2011), ma devi anche considerare che potrai contare sui redditi conseguiti nel 2011 per far fronte a queste (notevoli) uscite.

    Questo per sottolineare e ribadire a gran voce che l'anno veramente più difficile per una piccola impresa/professionista è il secondo in quanto ci si ritrova a dover versare i saldi per il primo anno (senza ovviamente aver versato acconti) e gli acconti per l'anno in corso.

    Concludo, sicuramente avrai avuto i tuoi validi motivi per optare per il regime dei minimi, ma mi sento di consigliare a chiunque voglia intraprendere una nuova attività di valutare la possibilità di avvalersi del regime previsto per le nuove inziative (ex art. 13 L. 388/2000).

    Saluti

    PS: il regime dei minimi prevede espressamente una percentuale di deduzione del 50% dei costi riferibili a beni ad uso promiscuo.

  18. leggo e quasi quasi piango. da gennaio vorrei seguire il tuo stesso cammino, ma la strada così in salita a dir poco mi scoraggia. quindi solo una domanda: se tornassi indietro lo rifaresti?

  19. @Clarissa: assolutamente sì.

    Da libero professionista hai il vantaggio / onere di doverti gestire completamente. Vai addosso a mille difficoltà (clienti non paganti, stato assurdo, problematiche di cui non capisci la ratio), ma alla fine ti fai un bagaglio di roba tale che se sei bravo e (soprattutto) ostinato, riesci man mano a farti fregare di meno, a gestire anche le tasse (pensa un po') e soprattutto a dire *no* a chi ti vorrebbe prendere per fame 😉

  20. beh qui si parla dando tanti dati certi che poi nella pratica non sono mai cosi scontati. un esempio su tutti: se fatturo a gennaio e DISGRAZIATAMENTE mi pagano la fattura a maggio (puo' capitare soprattutto nelle PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI!!!), nel trimestre ci ritroviamo a pagare tasse per denaro che ancora dobbiamo ricevere… mi sembra che la cosa sia piuttosto importante e da non sottovalutare nei vostri ragionamenti.
    io sinteticamente la tradurrei in questo modo:

    fatturo 100 euro
    +20euro iva
    -20euro ritenuta acconto
    = RICEVO 100 euro.

    al trimestre pago 20euro per l'IVA e 20euro per l'INPS(giusto per fare conti facili)

    se nel trimestre di competenza, non ho speso nulla ne per vivere ne per lavorare… nel mio portafogli ho 60euro

    tralasciando i vari brogli legalizzati dovuti agli eventuali anticipi e saldi (pensate chi nel 2007 aveva anticipato l'INPS per il 2008!!!!) e compagnia bella, di questi 60 euro meglio che ne mettiate da parte altri 15, meglio 20euri….

    il mio portafogli ha ora +o- 40euro.

    se fatturo 2000 euro al mese avro' +o- spendibili 800 scarse scarse scarse….

    ah, dimenticavo, di queste ultime 800 euro dovro' considerare anche gli investimenti nel lavoro per il mese successivo: benzina, parcheggi, autovelox….

    l'ITALIA è la patria delle micro-imprese, e cono noi sta gente ci gioca a palline….

  21. Ma tutto questo presuppone che il cliente di paghi!

    La cosa forte è quando non pagano, tu nemmeno gli fai causa che per certe somme fai solo un regalo all'avvocato, ed alla fine rischi pure di pagarci le tasse si soldi che non vedrai mai!

  22. Purtroppo mi unisco a questo unico blog che ho trovato in un lungo momento di frustrazione personale. Chiuderò la partita iva entro la fine di questo anno per non sapere cosa fare alla tenera età di 43 anni, sposato con rate di mutui e altro da pagare.
    In questo paese di merda non ho avuto modo di realizzare il mio sogno, quello di fare con serenità il mio lavoro professionale, di creare una famiglia sulle soddisfazioni personali ed economiche, di far smettere di lavorare a mia moglie per occuparsi magari di un figlio anziché dell'azienda che fortunatamente le da ancora uno stipendio.
    Ma i calcoli che hai fatto sono tutti giusti, anzi le spese indetraibili che incidono come reddito portano la tassazione al 75% e ogni anno è una curva esponenziale di soldi rubati dall'Inps che non ti garantisce nemmeno la pensione.
    Ci si sente falliti con se stessi e con gli altri senza aver danneggiato nessuno e depressi sentendo gente come la Gabriella Carlucci che si lamenta che non riesce ad andare avanti con 20000 euro al mese di stipendi rubati a noi e presi per il suo passatempo politico.
    NON APRITE PARTITE IVA, NON METTETEVI IN CONTO PROPRIO, CERCATE LAVORO FUORI, ANDATE VIA DALL'ITALIA.

  23. Una piccola nota a margine di questa tua acuta analisi: il regime dei minimi non è un regime "ordinario" per liberi professionisti … puoi usarlo i primi anni di attività, quando il livello di fatturato è ancora basso oppure si presta bene a chi ha un'altra attività con un altro regime o è lavoratore dip/collaboratore e vuole avviarne una seconda avvalendosi di un'imposta per cosi dire "agevolata".

    E' chiaro che i primi 2-3 anni non si guadagna tanto, quanto basta o forse anche meno ma è fisiologico per qualunque attività autonoma così come d'impresa.

    Il problema è CRESCERE e portare i fatturati ad un livello superiore a quello dei minimali previsti per questo regime, perché è ovvio che con un fatturato di 30.000 € o meno non vai da nessuna parte …!

    Crescere, bilanciando costi e imposizione fiscale. Per i contributi previdenziali … è una storiaccia penosa su cui si sprecano già molte parole … inutilmente. Una strada da valutare sarebbe quella di costituire una srl unipersonale, designarsi amministratore unico e versare i contributi in gestione ordinaria (non separata) in base ad un compenso minimo previsto … ma su questo è meglio che si pronunci un commercialista/fiscalista.

    E, se proprio dobbiamo dirla tutta, prima di aprire una partita iva, facciamo (o facciamoci fare) un'analisi di fattibilità con tanto di proiezioni economico-finanziarie … così capiamo subito se ci sono margini o meno nel settore in cui operiamo !

    Perché aprire la partita iva significa avere un atteggiamento imprenditoriale, il che comporta capacità di pianficazione e analisi. Non basta masticare il proprio mestiere .. e se le analisi non sono il vostro, rivolgetevi ad un supporto esterno.

    Saluti,

    S. Fadi, consulente finanziario

  24. @fabi: la tua analisi è formalmente ineccepibile, il problema è il mercato del lavoro in Italia.

    Nessuno ti assume, trovi qualcosa solo se hai partita IVA e vieni trattato come un dipendente di fatto, ma senza difese.

    Io non mi sono pentito della scelta, lo rifarei e giorno dopo giorno cerco di organizzare la mia attività con criteri più o meno di sostenibilità a lungo termine, però il fisco e le millemila richieste degli uffici tributari italiani sono un massacro continuo.

    Non ultimo, ho perso convenienza a mantenere un server in Germania, perché tutti i mesi dovrei fare una dichiarazione alla dogana e se la dimentico sono cazzi.

    Il commercialista se ne può far carico, ma giustamente vuole essere pagato. Io dovrei fare il mio lavoro e pensare meno ad amenità amministrative. Risultato: devo fare scelte meno convenienti che mi stringono la crescita potenziale. Qualsiasi cosa faccia, so che andrà peggio di prima perché il legislatore ancora una volta ha deciso di tarparmi le ali.

    Solo un esempio di tanti che se ne possono fare in tal senso.

  25. GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEE….. proprio domani devo dare risposta a un'azienda che mi riconoseva 100 € al giorno da libero professionista… dicevo niente male…. ora dico andate a fare in c…o

  26. @gigi85: Per riuscire a vivere devi cercare di fatturare, al netto delle spese, 250 euro al giorno … e allora te ne rimangono 100 per te e per coprire altri imprevisti dal fisco che prima o poi verranno fuori. Ma il problema è che sei fuori mercato, perché l'Azienda troverà qualcun altro disposto ignorantemente ad accettare le 100 euro lorde.

  27. qui non e' sufficeinte un vaffanculo… io sono nella stessa situazione di chi ha scritto l'articolo. occorrerebbe fare numero e convogliare tutti quelli che si riconoscono e fare massa critica

  28. Che dire…. io ci sto provando ocme consulente informatico/web master….

    Per miracolo son riuscito a pagare la 1° rata dell'inps in ritardo ora vediamo se riesoc a pagare quella di dicembre 🙁

    L'unica cosa che posso pensare che SE MAI POTRO' vorrei scappare dall'italia….

    Approposito mi spiefìgate una cosa??

    Un pagamento è da fare entro luglio ed ok ma l'acconto come dell' 80% ???

    A me hanno detto (inps locale) che è del 100% !!! 🙁

  29. Sei un idolo!! Il problema è che pure io sono nel regime dei minimi ed è tutto vero!!! Adesso ho fatturato 3500€ in 3 mesi e hai l'impressione che stai facendo buone cose ma invece…ZACCHETE nel deretano dallo Stato.

    Grazie Stato

  30. Potrei aggiungere di non avventurarti mai nella assunzione di un dipendente/collaboratore, peggio ancora se trattasi di un familiare o coniugato. L'inps in questo caso non è nemmeno in grado di decidere da sola che inquadramento previdenziale questi debba avere (e mi riferisco al dipendente familiare).
    Porto ad esempio una mia esperienza, come professionista iscritto a ente previdenziale privato, che ha sventuratamente deciso di assumere un familiare:

    L'inps pone in dubbio la subordinazione del rapporto di lavoro, pur svolgendosi questo in un cantiere sito a notevole distanza dalla mia sede. Nella migliore ipotesi potrò effettuare le trattenute in regime di Gestione Separata al 17%. Non sarebbe nemmeno tanto male se poi non si fosse messa di mezzo l'agenzia delle entrate con l'art.60 del Testo Unico, secondo il quale non posso dedurre le spese per prestazioni di lavoro di un familiare. Bene vuol dire che pagherò io l'IRPEF come se fossi io il soggetto fiscale che percepisce quel reddito (facendomi ovviamente restituire i soldi dal malcapitato in forma di bustarella sottobanco). Sorge a questo punto un problema: io pago la mia previdenza sul mio imponibile IRPEF, ergo vado a pagare la previdenza sociale un'altra volta sulla medesima somma…

    Offro i 400 Euro del commercialista a chi mi risolve definitivamente questo problema (ovviamente a mio favore…e chiedo solo correttezza, null'altro).

    Per gli esterofili consiglio di provarci, varie esperienze all'estero mi hanno mostrato come fuori dai confini sia tutta un'altra storia (e parlo di comunità europea, senza dover scomodare Stati Uniti o Australia).

  31. Un ragionamento a freddo:
    Lo stato ed i vari enti hanno emanato negli anni centinaia di circolari e direttive, spesso ignorando l'operato dell'ente accanto…

    Ma se ci unissimo in una class action (per ridurre i costi giudiziari) ed iniziassimo ad impugnare una circolare contro l'altra, un articolo contro l'altro, partendo dalla medesima costituzione?
    Almeno non ci sentiremo poi così soli in questa guerra e di sicuro potremmo creare un bacino di informazioni atte ad aiutare non più gli enti a spennarci ma viceversa per permetterci di sottrarci legalmente ad oneri insopportabili.

  32. Ciao Davidonzo, condivido il tuo post e le tue incazzature, è dura per chi apre una partita iva tirare a campare in questo stato di leccaculo, puttane e raccomandati.

    Dimentichi nei tuoi calcoli di considerare l'IVA che pagherai come consumatore da privato (è la variabile diabolica che nessuno considera mai!).

    Dei tuoi sudati 8.000 euro "cash" che ti ritrovi in saccoccia a fine dicembre (e che immagino userai per vivere), ci pagherai sopra un bel 20%, qualsiasi acquisto tu faccia (dal caffè, alla penna bic, dal motosega alla lezione di ricamo per tua nonna, ai preservativi alla ciliegia, etc.)

    L'IVA che ricade sul consumatore finale è IL DIAVOLO nascosto di tutto questo sistema fiscale del cazzo! E' ILLEGALE!

    Perchè ti domandi?
    Perché incide su chiunque, senza guardare in faccia a nessuno, senza considerare se guadagni o sei col culo per terra.

    Esempio: se un barbone fa l'elemosina per strada e recupera 2 euro e li spende in un bar per un cappuccino e cornetto: anche lui pagherà il suo bel 20% d'IVA.

    Aaaah! dimenticavo le accise sulla benzina che userai per andare in vacanza, i bolli per le varie pratiche burocratiche personali, il bollo per la tenuta del c/c, il canone RAI, pedaggi autostradali, etc. etc. etc.

    Welcome to paradise davidonzo!

  33. Interessante quanto letto. Lavoro a progetto e percepisco 1200 euro netti volevo passare a partita IVA cosi pensavo almeno mi pago i contributi per intero altrimenti qui chissà quando avrò un giorno di pensione (300 euro??). Secondo voi quanto dovrebbe valere una giornata di lavoro? (8 ore come consulente informatico??). Grazie

  34. Ciao Davidonzo,

    io sono stato nei minimi per 3 anni, ora nel quarto sono passato al regime ordinario, non perché ho superato i 30.000 euro, ma perché mi è calato il fatturato e da conti, con 2 figli a carico, sotto i 28.000 ci rimetterei.

    Senza nulla da ridire sui tuoi conti, è necessario però fare alcune precisazioni.

    La prima è che sicuramente ti sarebbe convenuto il regime fiscale agevolato. L'ho avuto per 3 anni, mentre ero dipendente, e lì è stata una manna dal cielo, ed ora ce l'ha mia moglie.

    Altra cosa non si apre la partita iva a dicembre.

    Ecco una guida alla sopravvivenza con i regimi minimi che ti permette di tenere in tasca circa il 66% dei guadagni, in 3 anni:

    – Prima di aprira la p.iva per i minimi fai prestazioni occasionali fino al massimo (5.000 lordi, ossia 4.000 netti)

    – Supponi di aprire la p.iva a marzo, al massimo puoi faturare 25.000 per rimanere nei minimi per l'anno corrente e per il futuro (30.000/12*10), ed è anche la cifra alla quale devi cercare di avvicinarti il più possibile.

    – Se produci qualcosa con le mani, ma anche con la mente, ad esempio realizzi siti web, iscriviti all'inps ed alla camera di commercio come artigiano (inps al 20% e nessuna ritenuta d'acconto nelle fatture, che sicuramente aiuta se i committenti li trovi tramite internet. Già è difficile trovare lavori, se poi gli dai pure oneri burocratici ai committenti sei fritto).

    Supposizioni: 25.000 euro di compensi il primo anno, 30.000 il secondo, 30.000 il terzo, spese 5.000 euro ogni anno.

    inps primo anno (vige il regime di cassa): 866 + 1500 di acconto = 2.366

    secondo anno 4.857

    terzo anno 4.869

    a fronte di un costo effettivo per inps di rispettivamente 4.000, 5.000, 5.000

    Meglio pagare acconti sostanziosi, più di quelli richiesti per legge, per pagare meno tasse.

    tasse il primo anno 3.526, secondo 4.028, terzo 4.026

    recupero totale dei 1.000 euro di ritenuta d'acconto del primo anno, e 0 tasse sui 4.000 euro di prestazione occasionale

    Alla fine avrò ricavi 90.000, costi 15.000, tasse + inps 25.581, in saccocia netti 49.418

  35. comprendo benissimo e sottoscrivo, ho fatto la stessa scelta circa 1 mese fa. Questi conti me li ero già fatti quindi non mi sono depressa:)
    sono felice di sapere che ci sono ancora in Italia persone in grado di ragionare e magari… l'unione fa la forza:) credo che verremo si ingiustamente tassati, ma siamo liberi e questo ci consentirà forse di orientare meglio e più opportunamente le energie. Io ci credo che si possa fare qualcosa.

  36. Ecco…esattamente questi sono i motivi per cui non riesco ad avviare un'attività propria…sono giovane, ho volontà, ho idee…voglio anche accontentarmi di guadagnare il minimo…ma di questo passo non so nemmeno si riuscirei a pagare le spese fisse! Assurdo!!! Cosa diamine dovrebbe fare una persona per poter lavorare??? Non ho parole…sono amareggiata, delusa e arrabbiata nera!!!!!! Sottoscrivo ogni singola parola, compreso il consiglio per i politici!!!

  37. @Cirillo, anch'io pensavo al regime fiscale agevolato che permette di pagare un'imposta sostitutiva dell'irpef del 10%, in più mi sono informata e sarei esonerata, come artigiana, dal pagare l'irap…però l'inps al 18%, sempre nel mio caso specifico, è salato!!! Paga l'affitto…la luce…la spazzatuta :D…praticamente dovrei guadagnare un tot al mese per forza solo per pagare le spese fisse! Allucinante! Come si fa agli inizi??? Ho fatto due conti…è impossibile!

  38. Bello sfogo e sopratutto tutto vero! Mi sono trovato nella stessa IDENTICA situazione l'anno scorso, con l'inps da pagare sia per l'anno precedente, che era il primo dall'apertura della partita IVA, sia l'anticipo e mi sono trovato con 7000 e passa euro da pagare con quasi 1000e al mese. Conclusione non ho fatto le vacanze in estate (sono rimasto a Roma al caldo) e per pagare l'inps ho dovuto ritirare dei soldi che avevo da parte per le emergenze… Tutto ciò è ASSURDO. STATO LADRO.

  39. io quest'anno chiudo la mia società dopo 7 anni grazie a:
    – i clienti che non pagano (ora è diventata una moda)
    – i commercialisti che non fanno altro che chiederti soldi e non fanno un cazzo per farti pagare meno di IVA TASSE O TUTTE STE BOCCHINATE BUROCRATICHE ITALIANE
    – agli avvocati che non vincono le cause nemmeno con preventivi firmati ma tutto ciò e grazie a giudici vecchi e rimbambiti che non capiscono un bel cazzo di niente e se ne sbattono.
    – A tutti i politici e chi ci sta dietro
    – Agenzia delle entrate
    – Banche con interessi altissimi nonostante io sia sotto per colpa dei famosi clienti che non pagano nonostante ci siano delle fatture!!
    – INPS
    – IRPEF
    – EQUITALIA e tutti gli strozzini
    – tutti quei facce di merda dei recupero crediti che come cazzi di avvoltoi ti stanno addosso!

    ma io dico dun dio ho lavorato 16 ore al giorno, dando lavoro ai dipendenti, facendomi il culo come una capanna cercando di portare innovazione in sto paese di vecchi stronzi che prendono stipendi da 30000 euro..e ora????
    MI sono mangiato dei panini per 7 anni, ho vissuto in una camera nemmeno un monolocale e ora mi ritrovo con un buco di 40 mila euro per colpa loro!!!
    ma che cazzo!!
    ma come fai a risanare una cosa così???

    FATE UNA COSA ANDATE VIA DA QUI!!
    non pagate le imposte non pagate le banche ladre non pagate nessuno fino a quando il sistema non collassa!!!
    IL PROBLEMA?
    tutti hanno paura di sta gente che ti minaccia ti porto via questo ti porto via quello ti metto sul libro nero delle banche!!!
    ma mettetevi un dito nel culo brutti figli di put..
    io se troverò una soluzione ve lo farò sapere!
    scusate se mi sono innervosito e se ho usato parole volgari!!

  40. Ciao a tutti,
    mi sto aggingendo ad aprire la partita IVA ed ipotizzando un fatturato per il 2012 di 48000 euro, il commercialista ha previsto tra saldo ed acconto circa 49000 euro di tasse da versare nel 2013… mi sono venuti i capelli bianchi!! Ma come posso solo pensare di avere quei soldi da versare che sono più del mio fatturato???? Come pagherò il mutuo???
    Sto cercando di leggere più possibile per capire come abbiano fatto gli altri senza regime agevolato a campare….

  41. io avevo partita iva. chiusa il 31/08 dopo sei lunghi anni. avevo praticamente un solo cliente. sono arrivato a 28mila euro lordi nel 2010. quest'anno da giugno a novembre sto pagando cifre mostruose .. ho mandato a cagare tutto e mi sono fatto fare un contratto di collaborazione a 1300 euro al mese. non ne potevo più

  42. Ho una partita Iva da 6 anni, quest'anno mi sono anche separato da mia moglie perché mi ha considerato indigente. su 30000 euro di fatturato lordo pago il 27 all'INPS, il 20 di ritenuta d'acconto, 1500 euro di irap per aver intestato la partita iva a casa mia, tasse varie e spese in detrazione al 40%: ogni anno sono il 73% di imposte che si pagano, per 16 ore di lavoro al giorno con 600 euro al mese scarse. Chiudo a Dicembre e cambio continente. Non tornerò più in questo paese di parassiti di merda.

  43. Salve. A me hanno proposto un posto come Agente di commercio, informandomi in rete ho letto che oltre a circa il 50% di tasse fra inps e varie, si deve pagare anche un'altro istituto previdenziale l'enasarco.. con tutte ste tasse non so quanto convenga.. a meno che non ci sia qualche scappatoia per la nuova imprenditoria etc.. chi sa qualcosa in merito? oppure sono destinato?

  44. Da premettere che la tassazione ed i contributi in Italia sono elevati, i calcoli effettuati devono considerare due aspetti non rilevati.

    I contributi inps sono deducibili, quindi, una parte delle ritenute d'acconto sono riportate in accredito l'anno successivo e possono essere compensate. Inoltre, per quanto riguarda l'acconto dell'anno, non dimentichiamo che esso è corrisposto dal mese di agosto (proroga) fino a dicembre. In teoria, dovrebbe essere già maturato una parte dell'utile dell'anno.

    E solo una precisazione ma di sicuro la tassazione in Italia è elevatissima e favorisce le persone ad evadere (giustamente).

  45. la cosa che dispera di più è che sono circa 40 anni che queste merde campano alle spalle di chi intende vivere di lavoro…
    e questi stronzi vanno a fare il belli o le belle in TV
    se abitassi a Roma sarebbe da andare quotidianamente a sputargli negli occhi

    ma gli italiani forse se lo meritano questa gente ognuno a credere di poter coltivare il proprio orticello a scapito dell'altro
    in Italia è rimasta solo gente con poco cervello quelli che ce l'hanno vanno altrove
    tra la mafia e i politici mangiauffo a tradimento larve incallite siamo al fallimento di fatto

    e Poggiolini con il sangue infetto che messo a morte migliaia di persona sapete la cifrettina che prende
    43 mila euri al meseeeeee….
    roba da mandargli tutti quelli della caritas di Roma a casa tutti i santi giorni !

  46. La tassazione in italia è proprio un salasso per chi vuole lavorare.

    Una piccola nota positiva: con il nuovo anno, chi potrà accedere al nuovo regime dei minimi sarà soggetto ad un'imposta sostitutiva del 5%

  47. Davidonzo hai fatto bene a fare questo articolo. Credevo io di essere non in grado. Poi ragionando bene vedo che non si puo' avendo un reddito basso.
    Io sono un drastico e vorrei prendere il forcone insieme a tanti altri ed andare a Roma dentro parlamento e sanato e farli correr fuori. Conquistando e bloccando la cassa dello stato che e' la causa dei ns problemi. Si l'avarizia di chi si rifornisce da quella cassa porta al menefreghismo.
    Per me l'italia non dura tutto il 2012, tanto vale che ce l'affossiamo prima. Prova a pensare che significa tenere tutto in tasca !
    Appena avremo instaurato gente intelligente ed onesta per governare questo stato potremo riprendere a pagare il giusto onesto.
    Non ci vuole molto servono solo almeno 100.000 forconi a Roma (Roma invasa).

  48. ho 25 anni faccio impianti elettrici a milano, sto' (in questi giorni) aprendo la partita iva..questo blog mi stà mettendo un'ansia pazzesca…
    se i miei coetanei usassero internet per aiutarsi,consigliarsi,darsi opinioni su cose serie,(come in qesto blog)e non solo per facebook o you tube forse l'italia non sarebbe in queste condizioni..

  49. Hai perfettamente ragione. Io da quest'anno sono anche fuori dai minimi e la situazione è molto molto peggio! Ma se collabori con aziende e non puoi farti assumere, non ci sono alternative. Alla faccia dei lavoratori autonomi che fanno la bella vita, lavorano quando vogliono e non pagano le tasse. Mi vien da pensare che chi ci riesce ha ragione di farlo!

  50. Situazione analoga a molti
    dopo 10 anni da artigiano, ho dovuto chiudere , troppe tasse e gente che non pagava ecc.
    Ho provato ad andare per vie legali per recuperare alcune fatture impagate da un cliente € 8.000 circa
    Risultato:
    € 350 avvocato
    € 384 DA PAGARE a l'ufficiale giudiaziario
    che non ha trovato niente da pignorare al mio ex-cliente

    oltre il danno la beffa.

    Se dovete aprire p.iva non intestatevi Niente

    Ps. Ma non Mollo riapro p.iva e ricomincio a 45 anni da zero

  51. Davidonzo, leggo solo ora il tuo blog. Ho 53 anni, partita iva, lavoro nella formazione nformatica ma non faccio niente di eccezionale. Questo significa che sono in concorrenza con giovani e con persone che, se possibile, sono più disperate di me e quindi disposte a lavorare a tariffe più basse. Quando i dipendenti vedono le mie tariffe orarie sgranano gli occhi e pensano che io sia immeritatamente super ricco. Proprio non gli entra che non lavoro 8 ore al giorno per 22 giorni al mese per 13 (sì, tredici…) mesi l'anno con ferie e malattie come loro.

    E sento ancora l'assioma che i lavoratori autonomi sono evasori…

    E che dire dei tempi di pagamento?

    Pagherei volentieri una persona che si sedesse a un tavolo di trattative e che parlasse per conto di noi tutti, come dire, un rappresentante di categoria, ma siamo troppo frammentati per arrivare ad averlo.

    Comunque, più se ne parla meglio è.

  52. scusa non ho cpaito un paio di cose abbi pazienza ma soldi da spendere in commercialisti non ne ho e la cosa è abastanza urgente..io mid evo aprire la partita iva.. e siamo al 27 febbraio ho gia guadagnato qualcosa…x il primo mese di lavoro..ora.. quando devo pagare l inps quest anno? a giugno? o a novembre? mettiamo che pago una rata giugnoe l altra novembre…a novembre cosa devo pagare, l inps x l anno in corso dei restanti mesi a partire da giugno ( a giugno ho gia pagato quelli di febbraio finoa giugno) piu quelli dell annoprossimoall 80%? e poi a giugno2013 di nuovo l inps del 20% che non ho pagato entro il 30 novembre e anche quello dell anno venturo cioè 2014 che posso divider e in due rate ergo entro novembre ?cioè mi pare assurdo! in pratic all inps me lo pago 3 volte ..x favore rispondetemi xche se cosi è non vado ad aprilra e dico al tipo di cercarsi qualcuna che abbia piu tempo da perdere

  53. Davidonzo, come darti torto hai messo in prosa tutto quello che penso e che ho sempre pensato, io lavoro in proprio con partita IVA non credo ci siano grosse differenze tra regime dei minimi o no, la differenza sta nel fatto che noi paghiamo le tasse più di chiunque altro in questo paese, come si fa a crescere? E' come l'Holodomor in Ucraina ai tempi dell'Unione Sovietica quando per ordine di Stalin sottraevano tutto il grano ai contadini anche l'ultimo sacco che sarebbe servito a seminare l'anno successivo, a noi lo stato italiano ci sta trattando nello stesso modo, ci tengono con il guinzaglio corto, non capiscono che lasciandoci più risorse avremmo la volontà di reinvestire, di crescere e di conseguenza di fare crescere il nostro paese e loro avrebbero la possibilità di mangiare di più, ma sono accecati dalla loro stessa voracità e ci stanno facendo morire, non in senso metaforico…non capendo che così prima o poi scompariranno anche loro , in un modo o nell'altro.
    Il nostro è un mestiere logorante, che il più delle volte ci impegna 12 ore al giorno 7 giorni su 7, di ferie vediamo solo quelle che fanno gli altri, senza alcuna tutela, non ci ammaliamo mai, i nostri anticorpi sono allo studio dei più famosi immunologi di tutto il pianta, siamo degli eroi come nella canzone di Caparezza; eppure ogni giorno ogni manovra veniamo presi a calci in bocca da questo stato strozzino.
    E' avvilente arrivare a fine anno e dovere pagare ancora migliaia di euro, con guadagni su cui grava ancora più della metà di tasse, sembra veramente di non arrivare mai alla fine, non si finisce mai di pagare.
    Non appena ci si risolleva un attimo, bam! arriva una rata da pagare, un bollettino dell'autostrada, il conto della carta di credito (del lavoro), il conto del meccanico, e chi più ne ha più ne metta, e nuovamente si va sotto con il contocorrente, se uno potesse tracciare il grafico del mio contocorrente lo paragonerebbe alle montagne russe.
    Non esiste una categoria che ci rappresenti eppure ci sono categorie e associazioni assurde, ma nessuna che sia in grado di difendere i nostri diritti calpestati fino all'inverosimile, uniamoci, facciamo qualcosa
    io non voglio gettare la spugna, e voi?

    Comunque grazie per averne parlato, è già un passo verso la guarigione.

    Daniele

  54. Ciao a tutti!
    I problemi dell'Italia: burocrazia asfissiate, imposte e contributi elevati, rigidità del mercato del lavoro, tempo di incasso medio-alto, inefficienza della macchina statale.

    Gli sprechi della pubblica amministrazione sono sotto gli occhi di tutti: soldi buttati via in opere inutili, dipendenti pubblici in sovrannumero e/o che lavorano poco, dirigenti statali con stipendi faraonici.
    E Mario Monti cosa fa? elimina gli sprechi?!? nooooo, per ora ha solo aumentato le già alte tasse.

    Altro problema sono gli incassi: oggi fai il lavoro, e tra 120-180 gg. (se ti va bene) ti pagano, le P.A arrivano anche a 365 gg!!!
    E anche se non incassi devi pagare irpef, irap, iva…..

    Contributi alla gestione separata inps: oramai al 27%! un vero furto dello stato per far cassa subito, SENZA garantire un'adeguata pensione agli iscritti! i soldi versata alla g.s. inps sono letteralmente buttati via!

    Troppe imposte, troppi balzelli, troppi adempimenti…. che continuano a crescere.
    Io vorrei tanto che tutti i politici ed i dirigenti pubblici si aprissero la partita iva per un anno e due, così finalmente capirebbero a cosa si va incontro!!!!
    Tra irpef, inps, irap, addizionali irpef e iva, quale dovrebbere essere il reddito LORDO di un titolare di p.iva, per garantirgli un reddito netto che gli consenta di vivere decentemente e decorosamente?!?!!

    Sul versante del lavoro dipendente, poi, noto come sempre più conti avere la raccomandazione al posto di un bel curriculum. E' successo a tanti miei amici e amiche: hanno titoli, competenza, esperienza, però al loro posto vengono sempre assunti coloro che hanno un appoggio o una conoscenza o una parentela alle spalle…. che bella Italia!!!!

    Sandro

  55. Ciao Davidonzo
    ho letto ed apprezzato quanto da te descritto,volevo chiederti un consiglio anche se già conosco la risposta.
    Sono un dipendente a tempo indeterminato(con mutuo e 2 figli compreso di assegno guadagno 1000 euro al mese,650 di mutuo)ora il mio titolare per sua superficialità quando mi inquadrò 11 anni fa' mi chiese i documenti per la mansione da svolgere,lui portò gli stessi all'ente predisposto al controllo e alla deposizione dei miei titoli,tornò e mi disse che era tutto a posto,ora poichè deve avere un accreditamento definitivo dall'ente di cui sopra,mi dice che i miei titoli non sono validi e che deve passarmia p.iva facendomi un piacere a non licenziarmi,mettendo l'altro mio collega che ora è a p.iva ma venuto 8 anni dopo di me che possiede i titoli tali da non fargli bocciare l'accreditamento.
    Ora mi chiedo ma con la p.iva perdo in pratica assegni,ferie,tredicesima quattprdicesima ecc.. ed in più pagherei una montagna di tasse giusto??'
    Mi conviene fargli causa che ne pensate?

  56. posso dire che nel 2012 a distanza di 2 anni le cose non sono cambiate.
    ieri sono stato dal commercialista per l'unico.
    pago il secondo anno di attività con regime NIP , quindi 10% sostitutiva irpef, 27% gestione separata inps. Aspetta, non è da contare ma c'è l'iva (quello che resta tolta l'iva delle spese) e ovviamente un acconto del 80% sull'INPS anno prossimo.

    Conclusioni: lo stato nei prossimi mesi mi si prende 37%+ inps anno prossimo, + IVA ovviamente che non mai stata mia scusate…

    totale? su un utile di 100, più o meno il 56%, che arriva all'83% considerando l'IVA che lo so non è mai stata mia figuriamoci.

    Secondo anno di attività, regime AGEVOLATO.

    Conclusione? Scusate se non vivo con 5000 euro all'anno di utile, tolto quello che devo dare al Fisco.

    E perfortuna che ho dei risparmi, con cui quest'anno pagherò le tasse.

  57. condivido pienamente…
    tanti sforzi, tanti sacrifici, tante preoccupazioni ed alla fine non abbiamo neanche la certezza di avere una pensione (dopo aver versato per 40 anni quasi 200.000,00 euro di contributi)!
    rivoluzione, nient'altro! oppure si emigra come i nostri nonni 50 anni fà!
    e tutto per far arricchire quei quattro ladroni al governo, che si riempiono le tasche loro e dei loro amici di milioni di euro col nostro sangue..
    Ps io sono libero professionista quindi parlo con un minimo di cognizione di causa..
    poi ci riempiono la testa di frasi del tipo "c'è la crisi"..ok, la crisi c'è non lo metto in dubbio ma perchè nei paesi esteri (in particolare nord Europa) dove pagano un'aliquota pari o minore della nostra hanno tanti servizi e opportunità maggiori delle nostre e noi in Italia abbiamo anche problemi a fare la spesa?

  58. Siamo in un paese di corrotti, di ladri, di burocrati, di parassiti, di Baroni, Caporali, Podestà, per mantenere tutto questo lo Stato, anzichè essere strumento al servizio dei cittadini per dare servizi ai cittadini è diventato strumento per sottrarre ai cittadini i loro beni per dare da mangiare ai corrotti, ladri, burocrati, parassiti, baroni, caporali, podestà.

  59. ci sono troppe tasse ,serve fare i conti , all'oste, daii questo sistema e massonico serve per distruggere l'italia , il prelievo fiscale per i contribuenti e da servi della gleba,e l'usurpazione perfezionata delle fatiche altrui, è una vergogna attuale,lavorare in italia è come spararsi nellle palle, rimangono solo 2 pzioni ..guerra civile o emigrare,salutoni itaglioti

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