Un altro anno è finito e di solito non faccio bilanci. Per quelle robe ho un ottimo commercialista pronto a darmi qualsivoglia dispiacere fiscale. Una cosa sicuramente la farò prima che finisca il 2013: ascolterò cosa ha da dire il Presidente della Repubblica.

Lo farò in parte perché lo faccio sempre e le tradizioni mi danno tranquillità. Lo farò perché voglio ascoltare cosa dice. Lo farò per poter dire dopo cosa ne penso.

Non è detto che sarò d’accordo, ma non è detto nemmeno il contrario. Starò ad ascoltare, in silenzio, davanti il televisore, le parole di una persona che controvoglia non ha potuto lasciare una poltrona scomodissima, che lui stesso voleva lasciare.

Non boicotterò il discorso del Presidente, ma altrettanto non inviterò nessuno a vederlo. Siamo Italiani e sappiamo cosa succede ogni anno prima del cenone. Ognuno scelga cosa fare, dove stare, chi ascoltare. Ma mi piacerebbe si evitassero boicottaggi del pensiero.

Ognuno di noi può e deve difendere un’inevitabile libertà che subiamo minuto per minuto: la diversità. Siamo liberi perché godiamo delle nostre diversità in un mondo in cui anche gli altri possono. Anche le diversità hanno un limite di accettazione: la libertà altrui. Diversità e libertà sono complementari, ma allo stesso tempo uno conseguenza dell’altro.

La riduzione in classi omogenee (chi boicotta, chi non boicotta, chi aderisce e chi vorrebbe impedire…) sono solo nostre esemplificazioni logiche, perché è molto più facile raggruppare le differenze in insiemi che sono solo una nostra trasposizione.

Non vedrò in diretta il discorso di Grillo, nonostante l’advertising in stile serata danzante

beppegrillo.it

Lo vedrò sicuramente (ma quanto è bella l’asincronia…), perché sono curioso di sapere cosa ha da dire, da proporre. Purtroppo so già che valuterò il tutto con una inevitabile velatura di pregiudizio, verso chi promuove iniziative “contro“. Valuterò il tutto con il pregiudizio di chi lo ha preso in considerazione in un certo momento, ma poi ne ha letto l’irrealizzabile programma (dove li trovi 32 Miliardi di Euro l’anno per il reddito di cittadinanza non è ancora chiaro, visti che i risparmi proposti sono tagli che creano disponibilità una tantum).

Lo guarderò e non mi dimenticherò mai che lui propose non più di due mandati a persona in parlamento. Una di quelle proposte che oggi trova tutti d’accordo, ma al tempo di un certo Enrico Berlinguer avrebbe fatto rabbrividire. Fossimo mai capaci di far arrivare i più bravi politici a fare politica, li licenziamo dopo due mandati?

Di solito non pagano troppo le politiche punitive, soprattutto quando vanno a colpire un innocente. È lo stesso discorso del coprifuoco in tempo di guerra: si parte dal presupposto che tutti sono delinquenti, quindi la notte, quando il controllo è più difficile, si costringe la gente a non uscire. Il valore dell’onestà in questo modo viene azzerato. Non c’è più bisogno di essere delle persone per bene, perché la società in cui vivi ti considera delinquente prima di tutto.

Io non ragionerò mai così. Sono diverso 🙂 . Preferisco di gran lunga che tutti siano messi in condizione di informarsi, di conoscere le idee altrui, soprattutto quando sono diverse e contrarie. Come fai a essere in disaccordo con qualcuno che non vuoi ascoltare?

Buon anno.

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