Riporto di seguito un comunicato stampa dell'Associazione Consulenti Terziario Avanzato su un possibile aumento dei contributi INPS a carico del popolo delle Partite IVA senza cassa previdenziale. Visto che faccio parte di questo popolo, mi piacerebbe capire a cosa servono i miei contributi INPS visto che non ho diritto ad alcun ammortizzatore sociale e con ogni probabilità lavorerò fino a poche ore dalla mia morte.
ACTA (Associazione Consulenti Terziario Avanzato) lancia un allarme : si prepara un ulteriore aumento dei contributi INPS nella prossima finanziaria per i professionisti autonomi. Si parla infatti di aumentare di 1,2 punti percentuali la contribuzione dei parasubordinati.
Nel 2010 è già previsto un aumento dell’1% dei contributi, che speravamo venisse annullato anche in considerazione della difficile situazione economica, ma secondo alcune anticipazioni della stampa dovrebbe invece essere addirittura pari al 2,2%.
A fronte della crisi, Governo e parti sociali varano le misure per aiutare i lavoratori e attivano gli ammortizzatori sociali. Ma c'è una categoria che in questo contesto non solo non riceve nessun aiuto, ma addirittura rischia di venire penalizzata da un ulteriore aumento dei contributi INPS: i professionisti autonomi. Già in difficoltà a far fronte a versare rate e anticipi INPS - molti dei nostri soci denunciano ritardi nei pagamenti e cali vertiginosi di lavoro - vedono profilarsi il pericolo di un ulteriore aumento dei contributi, che non trova giustificazioni.
Essi infatti, in seguito a ripetuti incrementi che hanno determinato la crescita di oltre 11 punti percentuali in soli 6 anni, versano già oggi il 25,72%. Un incremento troppo repentino per poter essere traslato sui committenti, anche a causa del generale peggioramento delle condizioni di mercato per le attività professionali. Un peso decisamente superiore non solo a quello degli altri lavoratori autonomi (artigiani e commercianti versano circa il 20% di artigiani, mentre i professionisti con cassa privata il 12-14%) , ma, utilizzando la stessa base di calcolo, anche a quella dei dipendenti.
Ci troviamo dunque di fronte a un ennesimo "assalto" da parte del Governo. Questi lavoratori, oltre a lottare contro la crisi senza nessun sostegno, si trovano a dover sostenere una pressione fiscale e contributiva iniqua se confrontata a tutte le altre categorie in Italia e molti di essi dovranno chiudere l’attività.
Io ho sempre fatturato anche le molliche di pane. Mai evaso un centesimo. Sono anche noioso riguardo a precisione amminsitrativa con i miei clienti (che devo dire un po' si sorprendono della cosa). Con tutto ciò lo stato risponde andando a raschiare il fondo del barile. Accrescendo la convenienza dell'evasione fiscale. Tanto più costa essere onesti, tanto più il rischio di sanzioni diventa minore in proporzione ai vantaggi ottenibili. Questo è un concetto semplice e basilare, che sembra non voler entrare in testa a chi ci governa.
















