Scritto da davidonzo il 24/04/2010, in MioBlog
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In questi giorni siamo tutti a guardare Fini, Berlusconi, Bonajuti e tutti i nostri gentili parrucconi accapigliarsi per chi deve fare la voce più grossa. E noi pensiamo che da questo possa derivare una qualche modifica al nostro futuro. Chissà se la spunta fini cosa ci succederà? E se invece dovessero fare tutti un bel patatrac?

Sicuramente un patatrac ci sarà, ma i nostri governanti non ne avranno ne colpa ne potranno in nessun modo evitarlo. Il problema reale è il sistema economico in generale. Le sue fondamenta, basate su un capitalismo finanziario, che niente ha a che vedere con il capitalismo industriale che pure tanto danno ha fatto con la grande crisi del '29.

La grande crisi degli ultimi due anni, che inevitabilmente sta placando i suoi effetti, è stata provocata da una gestione finanziaria alquanto allegra. Di colpo un sacco di gente non riusciva più a pagare i propri debiti. Si erano concessi mutui a tassi esagerati, legando la solvibilità ad una presunta crescita all'infinito del valore del bene acquistato. Come dire che paghi un kg di pasta due giorni dopo solo perchè nel frattempo il grano è aumentato di prezzo.

Dove stava la logica? Da nessuna parte!

Il perché di questo tipo di operazioni è chiaro quanto inquietante. Vedo 1000 $ di mutuo ad un prezzo di 1300 $. Ho un ricarico del 30%, molto alto. Che il rischio sia alto è formalmente normale, dato che ad alto guadagno risulta alto rischio. Ma qui qualcuno ha sbagliato a fare i conti. Un rischio d'impresa del 100% vuol dire sicuro fallimento. Invece secondo qualcuno ad un rischio elevatissimo non corrispondeva un abbandono del business, ma di un futuro guadagno senza eguali.

Sta in questo il fondamento della moderna economia finanziaria. I soldi che producono soldi.Tutto è totalmente avulso dall'economia reale. Che non sta per economia vera, ma economia basata sulla produzione e lo scambio di beni e servizi finali. Economia reale è il caffè che prendo al bar. Servizio e prodotto insieme, in quello che è una banalizzazione del tutto vera di quello che dovrebbe essere il sistema economico di un paese.

Si produce per soddisfare bisogni, quindi il centro dell'economia, della politica economica e pure degli scambi finanziari dovrebbe essere la produzione di beni e servizi. La stessa logica con cui è stata concepita la finanza in genere ha proprio questo fine. Il mercato dei capitali doveva in origine essere un supporto alle attività produttive, funzionando da regolatore di risorse, destinando queste a comparti produttivi più meritevoli, ovvero che riescono a soddisfare meglio la domanda.

Il "giro" dovrebbe essere:

  1. Bisogno percepito.
  2. Domanda di mercato relativa.
  3. Costituzione di catene produttive adeguate al soddisfacimento della domanda.
  4. Somministrazione dei prodotti/servizi.

Dove sta il mercato finanziario? Di lato, almeno in teoria, a fianco al punto 3. Chi produce, potendo non avere i capitali necessari per investire nell'impresa, ma avendo il know how per mettere in piedi il comparto, si rivolgerà al mercato dei capitali acquistando il denaro necessario alla messa in opera della catena di produzione.

Le cose vanno così? Mai, ed il perché è abbastanza chiaro: non viviamo in una società industriale. Siamo in regime di imperialismo finanziario, costituito dai governi nazionali, complici delle lobby finanziare, per mezzo del peggiore dei mali: la moneta.

La moneta nasce come mezzo di interscambio di merci. Prima fu il baratto, che andava bene per transazioni fatte fra agenti operanti nello stesso mercato geografico. E si parla di mercati di pochi chilometri di estensione. Il baratto paradossalmente è la migliore forma di mercato. Si scambiano due merci aventi valore intrinseco proprio. Ognuno baratta un bene che ha in eccesso per un altro di cui sente il bisogno. Alla fine i due agenti di mercato soddisfano direttamente il proprio bisogno con il solo scambio. Sembra una cosa da preistoria economica, eppure ad oggni il baratto è la forma più efficacie di scambio. Ovviamente poteva funzionare in un mondo dove ognuno era padrone delle proprie risorse naturali, ed al momento non ci troviamo in questa situazione, in parte grazie alla moneta.

Ma proseguiamo con un po' di storia spicciola (mi perdoneranno gli storici veri). L'economia va avanti ed i mercati crescono. C'è necessità di trovare una merce che possa valutare tutte le altre, perché portarsi in giro ogni ben di dio non è semplice. La soluzione è il più prezioso dei metalli. Qualcosa che quasi nessuno rifiuta in un baratto: l'oro.

La cosa funziona, l'oro è la soluzione. Ma è pesante, soffre di variazioni di peso causate dai trasporti, dalle latitudini a cui è spostato. Serve garantire l'integrità di ogni grammo d'oro per preservare il potere d'acquisto e la capacità produttiva del mercato. Si adottarono quindi dei certificati di credito e le prime banche. L'oro si depositava in banca, per contro venivano rilasciati dei certificati al portatore di egual valore. Con quel certificato era possibile richiedere a qualsiasi banca il quantitativo d'oro indicato su esso. Nascono le prime rudimentali banconote.

Arrivano gli stati nazionali, ed ecco che ogni stato adotta i suoi certificati. Note di credito bancarie, banconote. In questo momento il totale delle banconote in circolazione in un paese deve essere uguale al valore delle riserve auree detenute dagli istituti di credito. Nessuno quasi va più in banca a richiedere l'oro in banca dietro presentazione delle banconote. Sono le banconote stesse ad essere scambiate, ma il loro valore deriva ed è garantito dall'oro.

Ma arrivò la grande crisi del 1929. Partita, guarda caso, dagli USA. Eccesso d'offerta, troppa facilità nel concedere mutui, ipotesi di sistema economico che costruiva da solo le sue risorse: la legge degli sbocchi.

Proprio la legge degli sbocchi, dell'economista francese Jean-Baptiste Say, è una delle più grandi vaccate che gli economisti siano riusciti a partorire. Secondo Say la moneta è solo una merce rappresentativa del valore dei prodotti / servizi che offre un mercato, quindi l'offerta crea la propria domanda. Peccato non si sia tenuto conto delle inevitabili sperequazioni nella distribuzione della ricchezza che avvennero in quegli anni (preceduti dalla belle époque), per cui se si producevano 100 $ di beni, 50 di questi andavano a chi non aveva nessuna intenzione di comprare quei beni, e gli altri di solito non riuscivano tutti a mostrarsi nel mercato come domanda.

Se c'è crisi la gente si spaventa. Se la gente si spaventa cosa fa? Domanda beni rifugio. Cos'è un bene rifugio? E' quel bene che difficilmente perde di valore anche in caso di grandi sconvolgimenti socio-politici. Il bene rifugio per eccellenza è l'oro. Anche in questi anni di crisi notiamo quanto sia cresciuto il prezzo dell'oro. Non è un caso, è normale. Le monete si svalutano e 1000$ di cinque anni fa non sono 1000$ di oggi.

Ma qui la soluzione geniale della Federal Reserve: imporre il corso forzoso della moneta. Dal 1933 negli USA (e poi in praticamente tutte le economie occidentali) la moneta non era più convertibile in oro. Impegno della FR americava fu quello di mantenere il valore della moneta (il potere d'acquisto) stabile nel tempo mantenendo una quantità di circolante adeguata alla bisogna. Fonte Robert Batemarco con dati aggiornati al 2000, il dollaro da allora ha perso il 94% del suo potere d'acquisto interno e la quantità di moneta in circolazione è aumentata di 60 volte.

Ma se oro e moneta non sono più collegati, chi tiene l'oro e da cosa è garantita la moneta?

  1. L'oro lo tengono le banche centrali e chi può permetterselo.
  2. La moneta è garantita da niente.

La moneta è il bene fondamentale oggi, ma è carta straccia. Una convenzione che ci è stata imposta dopo che si è stati ladrati dal bene reale che poteva comprarli tutti.

Anzi, sarebbe corretto dire che la moneta garantisce se stessa, tramite il sistema delle riserve frazionabili. Tale sistema consiste nell'accantonare una percentuale di moneta emessa a riserva obbligatoria. Ogni istituto di credito a tutti i livelli ha l'obbligo di accantonare una determinata percentuale di liquido, il resto lo mette nel mercato finanziario. Tale sistema è a cascata e si risolve in moneta virtuale che genera inflazione.

Facciamo un esempio numerico. Ipotizziamo che la banca centrale decida di emettere 100$. Ipotizziamo che il 20% di questi debbano essere messi a riserva obbligatoria. Quindi, a fronte di una emissione in stamba di 10 biglietti da 10$, 20$ andranno a riserva e 80$ saranno messi nel mercato.

Questi ottanta dollari saranno prestati ad un istituto di credito (le bance centrali hanno solo istituti di credito come interlocutori), che a sua volta prenderà il 20% (16$) e lo metterà a riserva, gli altri 64 vanno nel mercato, magari ad un altro istituto di credito, che accantonerà 12,8$ e rigirerà i 51,2$ restanti all'interno del sistema finanziario.

Facciamo due somme e scopriamo che in circolazione, a fronte di una stampa di 100$, c'è un accantonamento di 48,8$ ed un totale di capitale circolante di 195,2$. Totale valore mercato monetario: 244$.

La moneta si è auto creata del 144% in tre passaggi. Il valore del mercato come si calcola? Bella domanda.

Ma non è finita. Perché ho volutamente omesso un particolare: i vari intermediari finanziari, fino all'utente finale che chiede denaro per l'acquisto di beni reali, non si scambiano moneta gratis. C'è un prezzo della moneta: l'interesse.

L'interesse è un altro moltiplicatore della moneta. Ti presto 100, mi dovrai restituire 110. Ad ogni passaggio la moneta si moltiplica da sola, la sua quantità cresce a dismisura in maniera virtuale creando inflazione. La moneta si autogenera con gli interessi, che fanno scaturire ulteriore richiesta di moneta (domanda di moneta per pagare moneta). Tale domanda genererà altra moneta virtuale, inflazione e nuovi interessi.

In una sola parola: DEBITO.

Stiamo vivendo una nuova crisi mondiale, generata proprio da questo sistema, e come reagiscono i nostri governanti? Emettendo moneta, concedendo prestiti, immettendo liquidità nel sistema. Il tanto decantato Obama, con le sue politiche di sostegno all'economia, non sta facendo altro che preparare le basi per la nuova crisi. Tutti stanno creando nuovo debito che non pagheremo noi. Io ormai ho trentanni, sto già pagando il debito di qualche annetto fa. Questo lo pagheranno i nostri figli.

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.Commenti rss
# 1
Mi viene proprio da dire due parole...

Bella merda!!!
Di #H  (Inviato il 24/04/2010 @ 23:28:27)
# 2
Non proprio il massimo della vita direi.
Di davidonzo  (Inviato il 25/04/2010 @ 17:32:47)


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