Probabilmente questo post deprimerà non poche persone, ma penso sia importante che certe cose vengano scritte con numeri tonanti.

Sono stato dipendente a tempo indeterminato per sei anni, percependo uno stipendio con qualifica infima per avere di fatto un ruolo dirigenziale. Il mio stipendio medio stava intorno ai 1000 Euro al mese e con affitto e tutte le altre spese sinceramente non andavo da nessuna parte. Metteteci poi che l'azienda per cui lavoravo era di quelle che non possono concederti aumenti di stipendio perché anche i dipendenti devono sostenere la crescita. Salvo poi vedere i grandi capi auto-darsi aumenti di stipendio sull'ordine dei 300 Euro mensili ogni anno.

Dopo sei lunghi anni (due dei quali vissuti in nero!) e con qualche professionalità che mi ero imposto di costruirmi prescindendo da quello che facevo ho deciso di andarmene e tentare la strada del libero professionista. Ho quindi aperto partita IVA.

A differenza di molte esperienze percepite durante la scelta del migliore regime fiscale a cui aderire, io ho avuto una grande mano proprio dall'agenzia delle entrate. Proprio all'ufficio di Modica ci sono dirigenti che riescono a chiarirti bene la situazione, soprattutto ti avvertono sul fatto che l'apertura della partita IVA è totalmente gratuita, mentre qualche commercialista canaglia a cui mi ero rivolto aveva provato a chiedermi 100 euro per il disbrigo pratica e rimborso spese.

Alla fine, dopo aver valutato attentamente e grazie all'indirizzo del dirigente, sono più che sicuro di aver fatto la scelta giusta. All'epoca era appena entrata in vigore la legge sui minimi. Dal punto di vista finanziario poco cambia. Costa quanto una partita IVA normale, ma si hanno molte meno beghe burocratiche.

Bene, partiva IVA aperta in pochi minuti. Il giorno dopo ho fatto l'iscrizione alla gestione separata dell'INPS, ed anche quello è stato facile. Basta una telefonata ad un numero gratuito. Si danno i propri dati, si risponde ad un brevissimo questionario ed il gioco è fatto. In meno di una settimana mi è arrivata la ricevuta di avvenuta iscrizione.

Fin qui sembra tutto facile e bello, ma ancora non ci si è scontrati con la cosa peggiore: le aliquote fiscali e previdenziali. Perché come vi dicevo, con il miglior regime fiscale a cui si può aderire, si hanno al massimo sgravi burocratici. Lo stato ladro e canaglia in cui viviamo non fa sconti a nessuno :-)

Procediamo con un'ipotesi molto ottimistica. Ipotizziamo di aver aperto partita IVA il 28 Dicembre 2009. Ipotizziamo di cominciare a lavorarci davvero da gennaio 2010. Per semplicità poniamo il caso di emettere per tutto il 2010 un totale di 13 fatture (come se prendessimo una mensilità più una tredicesima di un dipendente) dell'importo lordo di 2000 Euro l'una.

Punto primo: il regime dei minimi è fuori campo IVA. Ovvero si ha partita IVA, ma non si applica l'imposta nelle fatture. Sembra una cosa buona, che rende più concorrenziale il libero professionista. Ma c'è un risvolto importante. Dato che si è fuori campo IVA e non si percepisce quindi dai clienti, l'IVA che andiamo a pagare sulle fatture d'acquisto è un costo. Ma non deprimiamoci, perché nonostante tutto il nostro è il regime IVA migliore che potessimo scegliere.

Tornando ai nostri conti, quanto fattureremo per il 2010? € 26.000, più il 4% di rivalsa INPS, che alla faccia della rivalsa è vero e proprio reddito su cui calcolare le imposte. Oltretutto qualsiasi cliente attento vi chiederà un prezzo comprensivo delle rivalse. Ma facciamo il caso che il problema non si ponga. Alla fine il nostro fatturato annuo sarà di € 27.040,00. Giusto giusto dentro i 30.000 di limite per i contribuenti minimi.

Noi liberi professionisti che si vende attività consulenziale, nel 99,99% dei casi si lavora per aziende a cui mancano le risorse interne ed a cui conviene comprare questo tipo di professionalità on demand. Se il nostro cliente è a sua volta un soggetto con partita IVA, noi non incasseremo il totale della fattura. A questa andrà detratta la ritenuta d'acconto (pari al 20%) che verserà come sostituto d'imposta il nostro cliente. Praticamente siam trattati come i dipendenti, che hanno le trattenute in busta paga, ma saremmo professionisti e magari queste cifre potremmo investirle per aumentare la nostra capacità di reddito. Secondo lo statazzo italiano non abbiamo questo diritto.

Facciamo due rapidi conti e a fronte di un fatturato annuo di € 27.040,00, incasseremo € 21.632,00. Tutto sommato sembra anche una bella cifra. Ma quando viene il momento della dichiarazione dei redditi ecco che arriva la bastonata: l'INPS.

E' normale pagare l'INPS, non perché un giorno avremo una pensione (c'ho perso proprio le speranza), ma perché siamo necessari per pagare le pensioni dei parlamentari, che maturano dopo un terzo di legislatura (un paio d'anni) e di tutti gli altri dirigenti statali messi lì dai politici parrucconi che godono delle stesse tutele.

L'aliquota INPS per la gestione separata? Il 27,62% (e aumenta sempre!!!). L'imponibile di calcolo è poi il totale fatturato comprensivo del 20% di ritenuta d'acconto. Quindi lo stato lo pago due volte. Al 20% che si trattiene lo stato come IRPEF devo calcolare anche il 26,72% che andrà sempre allo stato, ma sottoforma di contributi previdenziali (di cui non godremo mai). Facciamoli due conticini. A fine anno di INPS si dovranno pagare € 7.225,09.

Voi pensate di poter contare su un netto di (€ 21.632,00 - 7.223,09) = € 14.406,91? Ma assolutamente no. Perché oltre il saldo dell'anno di competenza, ci viene chiesto anche l'anticipo per l'anno successivo.

L'anticipo INPS è parti all'80% dei contributi dell'anno di competenza. Pagabili in due rate: una contestuale al saldo e l'altra entro il 30 novembre. Ma che simpatico stato che ci fa pure rateizzare il pagamento di contributi calcolati sulla fiducia.

Ricapitolando, avendo fatturato 2000 Euro al mese, posto che siamo riusciti a farci riconoscere anche il 4% di rivalsa (ci stiamo ipotizzando non iscritti ad albi professionali, per questo il 4% e non il 2%), avremo un risultato economico d'esercizio pari a:

Fatturato: € 27.040,00
- Ritenuta d'acconto: € 5.408,00
- Contributi INPS: € 7.225,09
---------------------------------------------------------------
Risultato economico: € 14.406,91
- Primo anticipo INPS: € 2.890,04
---------------------------------------------------------------
A giugno disponiamo di: € 11.516,88
- Secondo anticipo INPS: € 2.890,04
---------------------------------------------------------------
A Novembre disponiamo di € 8.626,84

Ovvero, dopo il primo anno di attività (quindi il momento più difficile della vita imprenditoriale di una ditta) avendo fatturato una cifra niente male per essere agli inizi, sappiamo di poter disporre pulite di meno di 10mila euro, pari al 31,90% di quello che abbiamo prodotto. Anche senza contare gli anticipi, siamo intorno al 53,28%. Ovvero metà a me che lavoro e l'altra metà allo stato che non fa una sega e non riesce a garantirmi in nessun modo un futuro pensionistico!

Ma forse non sto considerando un aspetto: i costi d'impresa. Quelli sono deducibili! Che costi fa un libero professionista che vende il suo lavoro intellettuale? Facciamone una lista:

  • Mangia sempre fuori: i pasti possono scaricarsi al 70% e se lo fa nei weekend e/o festivi deve pure giustificare la cosa.
  • Sta sempre in giro: le spere per carburanti e manutenzione auto possono scaricarsi al 40% (io però l'auto la uso al 90% per lavoro e quando non lavoro se posso vado a piedi).
  • Sta sempre al telefono: scaricabile all'80%. Mica male, solo che se faccio un contratto con partita IVA devo pure pagare la tassa di concessione governativa. Perché?! Che senso ha la tassa di concessione governativa se poi ipotizzi l'uso promisquo della spesa?
  • Noi si sta lontani da casa: l'affitto, posto che si deve avere un contratto registrano (in Italia?! Ahahahahah!!!) e devi dichiarare la stanza presa a peso d'oro come sede della ditta, è scaricabile al 50%.

Infine rivediamo i nostri calcoli ed ipotizziamo che fra pasti, benzina, materiali di consumo e beni strumentali, il nostro povero cristo riesca a scaricare 300 Euro al mese.

Fatturato: € 27.040,00
- Costi d'esercizio: € 3.600,00
- Ritenuta d'acconto: € 4.688,00
- Contributi INPS: € 6.263,17
---------------------------------------------------------------
Risultato economico: € 12.488,83
- Primo anticipo INPS: € 2.505,27
---------------------------------------------------------------
A giugno disponiamo di: € 11.516,88
- Secondo anticipo INPS:
€ 2.505,27
---------------------------------------------------------------
A Novembre disponiamo di € 7.478,30

Le percentuali ovviamente non cambiano, ma cambia il fatto che mettendo nel conto i costi aziendali esce fuori che il libero professionista fin dalla prima fattura sta di fatto anticipando imposte allo stato. Se è vero che la ritenuta d'acconto di competenza in questo caso è di € 4.688,00, lui ne verserà comunque € 5.408,00. Quella somma gli viene trattenuta fattura per fattura, pagamento per pagamento, e non può farci niente ne lui, ne il suo cliente. Per legge va fatto. Solo in sede di dichiarazione dei redditi, a conti fatti potrà portare in detrazione la somma. Quindi rispetto alle fatture di Dicembre, solo sei mesi dopo, rispetto a quelle di Gennaio, giusto 18 mesi. Ulteriore liquidità che potrebe tornare utile ad un professionista che sa come investire le sue eccedenze.

In conclusione, cari politici, di destra, di sinistra (a voi di centro nemmeno vi nomino perché siete la causa del sistema) quando venite a dirci che ci vuole più iniziativa in Italia, mi fareste il sacro santo favore di andarvene a fare in culo?!

Edit: leggendo commenti sparsi per il web a questo post molti fanno un appunto formalmente giusto: mischio cassa e competenza. Vero. Lo faccio perché è il regime dei minimi a funzionare sencondo il solo principio di cassa. Tale specifica in effetti è una novità assoluta per i regimi fiscali italiani fin qui vigenti.

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# 1
Wow, bello sfogo!
Di Sirsly  (Inviato il 23/05/2010 @ 19:20:16)
# 2
L'ultima frase è lo sfogo. Il resto son calcoli freddi da sbattere in faccia a chi dice che in Italia non c'è voglia di lavorare.

Il fatto è che non conviene.
Di davidonzo  (Inviato il 23/05/2010 @ 20:06:45)
# 3
Standing ovation...
Di Fabio13  (Inviato il 23/05/2010 @ 20:10:29)
# 4
92 minuti di applausi!
Di Daniel Londero  (Inviato il 24/05/2010 @ 12:14:41)
# 5
Comprendo il tuo sfogo e non puoi che trovare una porta aperta dal mio canto. So' esattamente quello che vuol dire avere una partita iva e tutto il resto.

Permettimi tuttavia un paio di appunti.

1) Costo della pratica, 100 euro che qualche commercialista canaglia ti ha chiesto.

Ok, premetto che non sono commercialista (se mi cerchi in rete ne avrai la conferma), non voglio difendere la loro categoria che comunque e' sufficientemente strapagata, tuttavia mi sento di spezzare una lancia in loro favore.
Il fatto che tu ti rivolga ad uno qualsiasi per aprire la partita iva - gratis - non significa che poi darai lui mandato di tenere i registri e tutto il resto.
La domanda a questo punto e' perche' quel commercialista dovrebbe aprirti la p. iva gratis? Per lui e' una spesa andare all'ufficio del registro e fare la domanda in nome e per conto tuo.

Se tu ritieni di avere tempo, puoi procedere da solo. Altrimenti trovi un accordo con il soggetto e gli dici, ti affido il lavoro ma questi 100 euro me li sconti.

2) Regime dei minimi, o p. iva normale. E' pressappoco lo stesso. Lo stato sempre ti si fotte il 51% di tasse.
Tuttavia ci sono un paio di precisazioni da fare.

Tutte le tue fatture sopra ai 77 euro devono essere dotate di marca da bollo da 1,81 euro che tu devi applicare, altrimenti ti pigli una multa tu e una il cliente in caso di controllo della finanza.

In regime minimo non applichi l'iva, quindi non la versi, tuttavia sei soggetti a ritenuta d'acconto alla fonte (il cliente non te la paga a te e la deve versare per tuo conto) per la quale devi ricevere nell'anno successivo un documento di sintesi che comprova il versamento. Non tutti te lo danno e se i soldi non vengono versati non e' un problema tuo, tu non li hai percepiti.

Questo puo' tradursi in un vantaggio in termini di competitivita' del prezzo, ma sono questioni di punti di vista.

A presto
Andrea
Di seoer  (Inviato il 24/05/2010 @ 12:33:17)
# 6
P.S. Quoto e riquoto e straquoto la tua ultima frase.

P.S. 2 L'alternativa migliore e' andarsene dall'Italia.
Di seoer  (Inviato il 24/05/2010 @ 12:38:44)
# 7
@ Fabio e Daniele: thanks :D

@ seoer: applico il bollo sempre. Sull'IVA e la ritenuta è come ho scritto sopra.

Per il commercialista, io non pretendo un disbrigo pratiche gratuito, ma 100 euro per una cosa di 10 minuti mi sembran tantine. Vuoi chiedermi 30 euro? Ok, ma 100...
Di davidonzo  (Inviato il 24/05/2010 @ 12:47:33)
# 8
Ciao,
eccellente articolo, sono nella tua stessa situazione e devo dire che facevi meglio a fare regime agevolato (con iva ) per i primi 3 anni... Comunque grazie per aver speso il tempo di questo post a chiarire le idee di chi, come me, c'è dentro e non arriva a vederci chiaro... Anche io, appena entro i limiti del fatturato, e non capisco come pago più tasse di quanto guadagno... Ma se fatturo 2500 € al mese come diavolo si aspettano che mer metà del tempo uno paghi 2450 € al mese di tasse? PS. se ti serve una pano per qualcosa di SEO, visita il mio link... CIAO!
Di SEO  (Inviato il 24/05/2010 @ 18:04:45)
# 9
Come è vero... intristisce alla grande, ma è tutto vero. Ragazzi, siamo messi veramente male in Italia. Io ho un'attività da 10 anni, ma riuscire a campare è un'impresa ardua. E quando arrivano le tasse da pagare ci prende un salasso ogni volta.
Brutta storia lavorare in questo paese di m.
Di simplemal  (Inviato il 24/05/2010 @ 22:39:52)
# 10
Permettimi due appunti:

- I contribuenti minimi sono coloro che hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro.
Non si parla di fatturato, ma di guadagno, questo ribalta completamente tutto il tuo calcolo.

- L'IVA diventa un costo.
Questo significa che a fine anno hai un imponibile per le tasse inferiore, e questo è universalmente un vantaggio.

I calcoli che hai fatto tu sono inesatti e non tengono conto dell'anno fiscale, ti consiglio di rivedere il tutto (magari con un commercialista retribuito, anche loro pagano le tasse, e 100 euro per una prestazione a mio avviso è molto poco), potresti rimanere sorpreso.
Di Veronica  (Inviato il 27/05/2010 @ 16:56:45)
# 11
Permettimi tre appunti:

- Ricavo aka compenso = Fatturato.
Guadagno = (Ricavo - Costi). Circa in prima elementare sti studia la cosa.

- L'IVA è un costo. Non aggiungo IVA. Quindi il vantaggio si esclude da solo.
Però l'IVA costo di fatto, piuttosto che poterla scaricare ogni 3 mesi (o ogni mese, in base ai casi), essendo costo d'esercizio la anticipo per tutto l'anno, senza incassare una corrispettiva partita in entrata. Questo crea un scompenso finanziario nella gestione caratteristica.

- Ultimo appunto: i calcoli che ho fatto sono corretti. Se sei un commercialista, beh, dimmelo che saprò caldamente sconsigliarti, se non lo sei, cercatene uno bravo.

Saluti
Di davidonzo  (Inviato il 27/05/2010 @ 17:20:48)
# 12
Che i tuoi calcoli siano corretti, pardon, ho seri dubbi, visto che non sai nemmeno scrivere correttamente "promisCuo".
Ti rimando a questa pagina per dimostrartelo.
http://www.fiscoetasse.it/domande-e-risposte/10197-in-che-modo-viene-determinato-il-reddito-nel-regime-dei-minimi.html
I tuoi 30.000 euro sono di Guadagno, non di fatturato totale. Ergo, correggi.
Di Jolanda  (Inviato il 27/05/2010 @ 17:44:32)
# 13
@Jolanda: nel link si parla del Principio della Cassa, che applicato al regime dei minimi vuol dire: paghi le tasse sulle fatture che ti hanno PAGATO nell'anno solare.

Cosa ben diversa dal dire che il limite per aderire al regime dei minimi è di 30.000 euro di guadagno (assurdità in qualsiasi regime fiscale).

Basterebbe leggere le disposizioni dell'agenzia delle entrate.

Chi sono i contribuenti minimi?
http://www.agenziaentrate.it/wps/wcm/connect/Nsilib/Nsi/Documentazione/Regimi+agevolati/Contribuenti+minimi/chi+sono+contribuenti+minimi

Al punto primo:
hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro.

Ergo, se vuoi insisti pure, ma andar contro ad un'ovvietà riempie solo d'arroganza la tua palese ignoranza in materia.
Di davidonzo  (Inviato il 28/05/2010 @ 10:06:36)
# 14
Se Dio c'è, tu gli sei amico.
Questo post, incorniciato in bacheca, fa il paio con quest'altro che scrissi qualche tempo fa: http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=4546

e Grazie.


Ciao, Fil.
Di Filippo Ronco  (Inviato il 28/05/2010 @ 18:07:32)
# 15
:-)
Di davidonzo  (Inviato il 28/05/2010 @ 21:41:56)
# 16
caro amico,davidonzo.... mi han proposto un lavoro come procacciatore di affari, il titolare mi ha chiesto quanto volovo percepire al mese....io in quel momento non ho saputo rispondergli,ora secondo te per vivere in questa italia di ladroni...x poter pagare tutte queste tasse ecc ecc..che cifra dovrei proporgli????
Di tonyfire  (Inviato il 07/06/2010 @ 12:28:37)
# 17
@tonyfire: non è una risposta facile da dare. Dipende da molte cose. Darti una cifra con quello che mi dici sarebbe da parte mia presuntuoso e rischierei di farti dire castronerie.

Ovviamente ti auguro di convincerlo a farti pagare un milione di euro al giorno :-)
Ma scherzi a perte, è giusto che tu parli con un buon commercialista, che saprà dirti molto meglio di me a cosa vai incontro rispetto alle varie forme contrattuali possibili.
Di davidonzo  (Inviato il 07/06/2010 @ 12:33:47)
# 18
VISTO CHE TI SEI TROVATO BENE CON IL TUO CONSULENTE PUBBLICO ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE, COME MAI NON TI HA MESSO IN GUARDIA DELLA BATOSTA PREVIDENZIALE?????

Inoltre: il regime dei minimi in fase di apertura della partita iva è più svantaggioso rispetto al regime fiscale agevolato ex art. 13 L. 388/2000...

La verità è che per risparmiare 400 euro all'anno di commercialista la si prende nel C..O!

Firmato

Un commercialista stufo degli autodidatta.


Di Commercialista stufo  (Inviato il 23/06/2010 @ 14:20:33)
# 19
Caro Commercialista, mi stupisce il tuo commento. Cosa c'entra la consulenza dell'agenzia delle entrate con la questione dei versamenti previdenziali?!?!

Fanno capo a due istituti diversi. Hanno in comune (per la mia situazione almeno) il solo fatto che si versano con lo stesso modello (F24).

Ti rode che i tuoi clienti con regime dei minimi ti chiedono perché son costretti a pagare un servizio mensile per avere di fatto un solo vero adempimento annuale?!

Per l'INPS che tu sia contribuente minimo o meno poco importa. E la cosa mi fu detta chiaramente anche dal dirigente dell'agenzia delle entrate.

Ho per l'UNICO 2009 (figlio unico di madre vedova) 360 Euro + IVA adducendo una consulenza di 60 Euro mensili. Per 3 ore di lavoro mi son sembrate tantine.

Ora, visto che non sono un improvvisato, ho semplicemente cercato un nuovo commercialista. L'ho pure trovato sai?!

Spendo la metà ed ho a disposizione un commercialista serio, che mi avverte, mi avvisa per tempo, rispetta tutte le (poche) scadenze e non mi costringe, come in passato, a pagare penali per suoi ritardi.

Non sono un commercialista improvvisato, ma nemmeno un cliente fesso ;-)
Di davidonzo  (Inviato il 23/06/2010 @ 16:53:29)
# 20
Caro Davidonzo,

il mio voleva essere uno sfogo a favore della mia categoria. Ti sembra che diventare dottore commercialista sia un passeggiata (4 anni di università, 3 di tirocinio, un esame di stato molto rigoroso e via dicendo...).

Ovviamente mi trovo daccordo con te in merito ad eventuali consulenze prestate da pseudo colleghi inefficenti a tariffe svantaggiose: questi commercilaisti perderanno ben presto la clientela e saranno tirati fuori dal mercato.

Io discuto sul fatto che noi non vendiamo salumi a peso, ma vendiamo competenza, serietà e professionalità: la tariffa per compilarti il modello UNICO viene fuori dalle suddette qualità e non dalle ore impiegate.

Pensi che un avvocato che ti chieda 100 euro per una lettera legale impieghi più di 10 minuti a stenderla (lui o la segretaria)??? In queste circostanze nessuno si lamenta??

Chiudo il mio ennesimo sfogo raccomandando a tutti di rivolgersi a professionisti seri e competenti e di non basare questa valutazione sulla tariffa applicata.

Firmato

Un commercialista stufo degli autodidatta.




Di Commercialista stufo  (Inviato il 25/06/2010 @ 11:40:18)
# 21
Commercialista,

Il post sopra non voleva nemmeno essere un atto d'accusa ai commercialisti, ma contro uno stato assurdo nell'imposizione fiscale e previdenziale.

So bene cosa serve per diventare dottore commercialista e ti capisco benissimo. Però ascolta un attimo la mia storia.

Un commercialista mi chiede 100 euro per far fare 16 metri di strada ad un suo praticante sfruttato, per andarmi a presentare un modulo, adducendo anche il romborso di bolli vari e spese amministrative per non si sa cosa. Fuori uno.

Faccio tutto da me. Agenzia delle entrate con 10 minuti di fila. Modulo presentato e P.Iva aperta. Esco, torno a casa, faccio il numero verde INPS e mi iscrivo alla gestione separata in sei minuti.

Ma mi serve un commercialista, proprio perché so essere un'attività strategica per me. Devo essere ben seguito.

Mi rivolgo ad un altro, che mi prende in giro sull'unica scadenza che doveva rispettare, pensando che io non riesca a fare un controllo sui codici tributo del F24. M'ha fatto pagare penali per ritardo pagamento.

Prima di questo c'è pure da dire che i conteggi me li ero fatti io, dopo che lui non rispondeva nemmeno al telefono. Glieli invio e lui come se nulla fosse dopo due giorni mi chiama e glissando sulla mia email mi dice che, guarda un po', pago al centesimo quello che gli avevo calcolato io (e visto che io non sono un commercialista, dubito fortemente della correttezza dei miei calcoli).

Mi chiede il conto e mi dice che non mi farà pagare a mese, ma una tantum. Lui per gente come me, che fattura pochetto, chiede almeno 30 euro al mese, ma siccome sono io va bene 360 + IVA. Mi facevo seguire da sei mesi, a conti fatti il doppio di quanto di solito chiede.

Mica però me la prendo con I commercialisti. Io con lui me la sono presa e l'ho fanculizzato alla grande.

E' sbagliato secondo te che racconti la mia esperienza? Secondo me potrà tornare utile a qualcuno che magari si evita una fregatura.

Come dicevo al commento # 17 a chi mi chiedeva una quasi consulenza, io invito tutti a cercare e trovare un buon consulente.

PS: io sono laureato in Economia e Commercio, mai abilitato, faccio altro.

PPS: ribadisco che il post non è contro la tua categoria (anzi). Io ce l'ho con la politica finanziaria assurda, che colpisce liberi professionisti, dipendenti e tutti coloro che vorrebbero vivere senza rubare.
Di davidonzo  (Inviato il 25/06/2010 @ 12:23:56)
# 22
Parole sante, stessa situazione, professionista senza cassa e lavoro intellettuale,scappata da uno studio dove lavoravo in nero e pure a urla, ho faticato 7 camicie persino per poter aprire un conto dedicato alla mia attività, in banca non ci sono riuscita, pare ci siano delle circolari bancarie (non leggi!!) che impediscono l'apertura di un conto a chi non è iscritto alla camera di commercio, ignorando di fatto il decreto Bersani e la categoria dei professionisti senza cassa, alla fine il conto l'ho aperto alle poste. Che dire, io non sono aperta nemmeno da un anno e già con la prima dichiarazione dei redditi mi è arrivata la batosta INPS, è dura, durissima, nera! Mi sbatto tutto il giorno a cercar clienti e lavorare, ma quanto è difficile trovarli...come potrei chiedere cifre assurde per la redazione di documenti di sicurezza? è impossibile, i preventivi verrebbero cestinati! Per vivere dovrei fatturare nell'ordine di 4000 euro al mese!! una follia per chi lavora da solo!! Attendo dicembre 2010 e se le cose non cambiano dovrò chiudere per forza di cose....:'( alla faccia degli anni di studio, sacrifici e sfruttamento...ovviamente i contributi alla gestione separata saranno soldi buttati che non riavrò mai indietro.
Di professionista alla fame  (Inviato il 07/07/2010 @ 10:26:49)
# 23
Mi spiace vedere scritte certe cose.

Lo so che è difficile, lo so che il primo anno in particolare è pesantissimo, ma ho fatto una scelta e non voglio demordere!

Prima o poi dovrà succedere qualcosa. Per forza!

Sappiamo quale bestia combattiamo (uno stato ingordo e meschino nei confronti dei suoi componenti). Facciamolo e basta.

Forza e coraggio!
Di davidonzo  (Inviato il 07/07/2010 @ 10:32:21)
# 24
E che ne parliamo a fà. Questa è la realtà.
Di Anonimo  (Inviato il 22/07/2010 @ 10:00:33)
# 25
Bravo complimenti
Di Anonimo  (Inviato il 26/07/2010 @ 16:36:25)
# 26
Complimenti per l'articolo Davidonzo, tocca molte problematiche che deve affrontare chi intende avviare una nuova piccola attività.

Forse ho letto troppo velocemente il tutto, ma se posso farti un appunto mi sembra che tu vada a confondere la competenza delle imposte/contributi con la lora manifestazione monetaria. Se inizi a realizzare i primi redditi nel 2010 allora per l'anno in corso ti vedrai sottrarre solo le ritenute d'acconto. Poi nel 2011 arriverà la batosta Inps (saldo 2010 + acconti 2011), ma devi anche considerare che potrai contare sui redditi conseguiti nel 2011 per far fronte a queste (notevoli) uscite.
Questo per sottolineare e ribadire a gran voce che l'anno veramente più difficile per una piccola impresa/professionista è il secondo in quanto ci si ritrova a dover versare i saldi per il primo anno (senza ovviamente aver versato acconti) e gli acconti per l'anno in corso.

Concludo, sicuramente avrai avuto i tuoi validi motivi per optare per il regime dei minimi, ma mi sento di consigliare a chiunque voglia intraprendere una nuova attività di valutare la possibilità di avvalersi del regime previsto per le nuove inziative (ex art. 13 L. 388/2000).

Saluti

PS: il regime dei minimi prevede espressamente una percentuale di deduzione del 50% dei costi riferibili a beni ad uso promiscuo.
Di Alessandro  (Inviato il 31/08/2010 @ 18:48:31)


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