L'articolo che stai leggendo è stato scritto 601 giorni orsono.
Le informazioni presenti potrebbero non essere aggiornate!
Chi di voi ha visto ieri sera la puntata di "Presa diretta"? Bel programma. Ben fatto anche se parte sempre prendendo le posizioni di qualcuno. Risulta a volte poco obiettivo, ma è pur sempre piacevole e soprattutto, prende le parti di chi fa tanta fatica a farsi sentire e trova in questi programmi una valvola di sfogo e visibilità.
Ieri sera la puntata si intitolava "Generazione sfruttata". Si dice che i nati fra il 75 ed il 90 (ovvero chi attualmente è in età lavorativa da poco o sta all'interno del percorso di studi universitari), hanno l'unica certezza di non avere futuro.
Un po' la concorrenza delle economie in via di sviluppo che impone maggiore produttività, vuoi un po' perché in Italia in ricerca e sviluppo (una cosa che possa far aumentare la produttività procapite) si spendono pochi spicci l'anno, sembra che l'unico modo per essere competitivi è abbassare il costo del lavoro, essere flessibili negli orari, nelle paghe, negli straordinari... Insomma, come sempre in Italia, i nostri industriali si dimostrano degli incapaci cronici (ivi compresi palazzinari presidenti del consiglio) e quelli che devono pagare i debiti (ma anche le piscine) altrui sono i lavoratori.
Non sto qui a rifare tutti i discorsi del servizio di ieri. Cose ormai tragicamente banali per tutti. Voglio solo dire una cosa, piccola, dopo mesi che non scrivo sul blog: voglio dare la colpa di tutto questo alla generazione dei nostri genitori. Quelli che nel servizio spesso erano associati ad un "meno male che i miei mi aiutano". Illusi! I tuoi di hanno condannato, crescendo come quella generazione che faceva il doppio lavoro, ma uno in nero, "...perché mica posso essere dipendente $Metti_Qui_Ente_Pubblico_A_Caso e fare anche $vero_lavoro...". Una generazione che militava nei pariti perché "...poi $politico mi da il posto...".
La stessa generazione che non veniva assunta, promossa, licenziata o messa in cassa integrazione. Ma prendeva o perdeva il posto. Sono loro che hanno umiliato il concetto di lavoro a mero spazio vitale (spesso inanimato).
Ma la beffa più grande è che dopo essersi mangiate le risorse che sarebbero servite a noi per diventare cittadini di questo mondo, oggi la stessa generazione è quella che decide se, come, quando e per quanto tempo noi potremo lavorare, guadagnare o morire di fame.
Ci hanno fatto terra bruciata intorno, allontanandoci da un futuro che poteva essere "da vivere" e che invece è da farci passare addosso. Si sono mangiati tutto quello che potevano e le briciole che oggi ci danno li chiamiamo "aiuti indispensabili". Ed ancora oggi queste persone dispongono di noi e non fanno altro che soffocarci ed impedirci di fare il nostro destino.
Un messaggio a loro: avete rotto i coglioni.
Nota Bene: anch'io avevo un padre ed ho una madre. Fra l'altro nessuno dei due è di quelli che hanno fatto soldi facili facendo il dipendente comunale nulla facente. Questo post non è rivolto a tizio o caio, ma a una categoria di persone che, adulte negli anni 80, hanno impedito a chi in quel tempo nasceva, di poter ripetere il decimo di quello che hann fatto loro.















