Scritto da davidonzo il 09/12/2005, in MioBlog
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Le informazioni presenti potrebbero non essere aggiornate!
E' arrivato un bel commento al post dedicato al colloquio che feci qualche tempo fa L'articolo che stai leggendo è stato scritto 1039 giorni orsono.
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. Sono veramente felice di sentire una voce fuori dal coro, perchè mi da modo di mettere e mettermi in discussione.Il commento è questo:
le prove che hai sostenuto sono prove di gruppo tese a valutare il modo in cui ti relazioni agli altri oltre ad essere delle prove dove incosapevolmente metti a nudo dlle tue caratteristiche personali. se il papa mure o no questo ha scarsa importanza sono le dinamiche di gruppo ad essere valutate e non che fine fa il papa. da questo punto di vista si puo' concepire la prova come uno schermo bianco dose saranno proittate le tue caratteristiche personali e quelle delle persone partecipanti alla prova.tu puoi avere delle ottime referenze e capacita' ma chi fa una selezione ha a monte delle richieste da parte dell' azienda per la quale svolge tale mansinone; esempio..se l'azienda cerca una persona da affiancare ad un leader di un gruppo e tu nelle prove che hai sostenuto ti sei dimostrato un prevaricatore allora sari scartato al di la delle tue competenze, conoscenze e titoli di studio.questo e' solo un esmplio portato alla semplificazione proprio per darti alcune risposte alle domande che ti eri posto prima. Ultima considerazione va a chi quelle prove le ha create; come te sono delle persone laureate che hanno studiato per molto tempo e che quindi non mettono su una sceneggiata a mo di telenovela per trarre tutti in inganno.infine un consiglio: prova a prendere piu' sul serio quelle che definisci prove stipide e vedrai che la prossima occasione sara' forira di migliori risultati.
Purtroppo il commentatore sceglie di non firmarsi, ma va bene lo stesso, spero legga questo articolo
.Quel giorno, stavo li ad aspettare che sto colloquio cominciasse, e parlando con gli altri ragazzi li presenti, uscì fuori che solo io ed un altra persona eravamo al primo colloquio del genere. Gli altri, avevano talmente chiara l'idea di quello che li attendeva, che mi hanno anticipato una ad una tutte le fasi della cosa.
Come fosse un film già visto, un libro già letto...
La cosa un po' mi stupì un po' mi fece pensare, ed uscendo, visto che tutti quelli rimasti erano minimo al quarto colloquio del genere, mi venne un dubbio.
La sera, mi incontrai con alcuni amici per una pizza. Parlavo dell'accaduto, e subito una persona mi disse: "Sei caduto dalla mongolfiera?". Senza che fossi arrivato a quel particolare...
Uscì fuori che questa ragazza, era stata assunta da una società di publishing, con le stesse modalità, ed al sesto colloquio del genere della sua vita. E mi disse anche piuttosto candidamente: "Sapevo cosa loro volevano sentire...".
Tengo a precisare che questa persona io la considero davvero in gamba, sia professionalmente che per tutto il resto... E considero in gamba anche alcune delle persone rimaste al colloquio che sto citando, e spero vivamente siano state assunte
.Ma la critica è la seguente: svolgendo delle procedure di selezione totalmente svincolate dalle competenze professionali dei cadidati, è giusto, efficiente, efficace, usaremetodi tanto standardizzati?!?!?!
Le persone che stanno li, sanno come rispondere, come comportarsi, cosa dire e come dirlo prima che gli si chieda la qualsiasi cosa. Hanno chiaramente fatto tesoro delle esperienze passate, e si comportano di conseguenza...
Sulla base di queste valutazioni, il risultato del colloquio può essere considerato attendibile?
D'altronde capisco che la standardizzazione vuol dire abbattimento dei costi e possibilità di aumentare a dismisura il campione di candidati. Ma se su 15 che eravamo, 13 si comportavano non per come erano, ma per come dovevano, non viene in mente il dubbio che si sta lavorando su campioni falsati?
Queste procedure impongono la valutazione di una reazione ad un'azione. E' una sorta di microscopico studio sociale a campione. Matematicamente (mi scuseranno gli analisti per l'obrobrio che sto per fare...) si può rappresentare così:
F(r) = I * A
Dove I è l'individuo, ed A è un azione che non può essere prevista e calcolata facilmente, perchè parlando di studi sociali, la reazione F(r), deve essere quanto meno naturale. Cosa fa I per risolvere l'equazione e passare il colloquio?
Risolve l'equazione in funzione di se stesso
. Perchè lui (individuo che è al quinto colloquio) ha come termine noto la F(r) che chi fa il colloquio si aspetta. Per chi fa per la prima volta il colloquio quella equazione è irrisolvibile, perchè non conosce il termine A, e non può prevedere la F(r) che scaturirà da se stesso.
Chi invece conosce le A, e si è già riscontrato a produrre più volte una F(r) non conforme, sa come adattare I (ovvero se stesso) al fine di far combaciare la sua reazione a quello che voi vi aspettate
.Ma per voi qual è la variabile fondamentale? La I, per il selezionatore che lavora in questo contesto, solo la I è quello che interessa. A e F(r) sono e devono essere note per lui, al fine di individuare la I adatta alle esigenze del selezionatore.
Ma tutto funziona solo se I non conosce le variabili. Perchè se I riesce a risolvere l'equazione, può modificare il suo comportamento (I) per rendervi una F(r) non veritiera
.Era questo che volevo dire con il mio "...la mia scarsa propensione alla prosa, mi limiterà professionalmente per tutta la vita?...".
Tutto ciò, ovviamente IMHO. Lungi da me l'essere infallibile, e lungi da me dire che certe cose non funzionano a prescindere. Ho solo posto una critica basata su un metodo che i candidati con un po' di esperienza considerano facilmente aggirabile.
Poi, spero sempre che con qualsiasi metodo, vengano assunte persone valide.











