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Se n'è andato e l'ho appena saputo. Ho sempre nutrito una grande ammirazione per Curzi. Persona ragionevole e ragionata, prima che compagno e partigiano da sempre.
L'ho sempre visto come la voce critica della sinistra. Come colui che riusciva a schiaffare in faccia ai mediocri Veltroni, Dalema, Fassino e compagnia, il vero modo di dover essere di sinistra. In maniera coerente, sempre nel giusto sempre per il rispetto degli altri.
Ho avuto anche la fortuna di incontrarlo, giusto un anno fa, in occasione del PiuBlogCamp alla fiera della Piccole Editoria a Roma. Proprio di fronte l'EUR. Attraversammo la strada insieme in direzione del bar di fronte. Lo osservai con rispetto ed un po' di timore reverenziale. Avrei voluto dirgli qualcosa. Niente di alto o politicamente rilevante, ma a certa gente un semplice grazie è dovuto. Non lo feci allora e di questo me ne rammarico.
Grazie di tutto Sandro. Grazie per aver speso tutta la tua vita a favore di un'idea. Alla faccia di quelli che dichiaramo morte le ideologie e ci vorrebbero classificare solo in base alle fidelity card che teniamo nel portafoglio.
















