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<title>RSS Categoria: MioBlog - davidonzo's blog :)</title>
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<description>RSS Categoria: MioBlog - davidonzo's blog :)</description>
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<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:33:19 +0100</pubDate>
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<title>Paolo Borsellino - Palermo 1992</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1225/paolo-borsellino-palermo-1992/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Era il 1992 e lo ricordo bene quel caldo pomeriggio di luglio. C'era caldo, tanto caldo, ma &egrave; normale nelle estati siciliane stare intorno ai 35 gradi.</p>
<p>Molte facce erano tristi, pensierose. Una speranza si era spenta qualche mese prima. Giovanni Falcone e la sua scorta erano stati fatti esplodere sull'autostrada a Capaci. Qualcuno era stato tanto bravo da mettere mezza tonnellata di tritolo sotto l'asfalto passando apparentemente inosservato.</p>
<p>Si era tutti tristi per quel fatto, ma era rimasta una speranza. Paolo Borsellino.</p>
<p>Certo, gli mancava Falcone. Insieme erano riusciti a far tremare cosa nostra pi&ugrave; di una volta. Il maxiprocesso &egrave; andato come &egrave; andato grazie a loro. Per&ograve; anche da solo Borsellino aveva la forza non solo per portare avanti le indagini ed incastrare delle carogne (fra l'altro solitamente ben note), ma anche per scuotere le coscienze. Ed &egrave; proprio di questo che avevano paura i grandi ed i piccoli capi. La paura &egrave; che la gente, per il tramite di certi simboli di ribellione, potesse cominciare essa stessa a ribellarsi.</p>
<p>Ma dicevo, era un caldo pomeriggio, guardavo stancamente la TV dopo essermi fatto una doccia rinfrescante. Di colpo tutti i programmi si interrompono e parte un'edizione straordinaria dei TG. Si parla di un'auto-bomba a Palermo. In via D'Amelio. C'era la scorta di Borsellino sul posto. I cadaveri sono sparsi un po' ovunque, &egrave; una strage. Di Borsellino ancora non si sa niente. Forse &egrave; riuscito a scampare alla bomba. Il corpo non &egrave; stato trovato.</p>
<p>Mentre gi&agrave; si piangono gli uomini della scorta ed altra povera gente che stava l&igrave;, si ha almeno la speranza che non si sia arrivati all'obiettivo.</p>
<p>Passano meno di dieci minuti ed il corpo senza vita del Giudice Borsellino viene trovato.</p>
<p>Alla notizia della bomba ricordo informai mio padre di corsa. Era in bagno a fare la barba e tir&ograve; un pugno al lavandino. Dopo qualche minuto, alla notizia della morte di Borsellino, non dimenticher&ograve; mai lo sconforto nei suoi occhi. Probabilmente avevo la stessa espressione. Forse tutti avevamo un'aria da &quot;<strong><em>basta &egrave; finita e abbiamo perso</em></strong>&quot;.</p>
<p>Tutti noi sappiamo di chi fu la colpa di tanti morti. Non si parla solo di mafia. La mafia &egrave; stata esecutore, carnefice e prima benefattrice delle stragi. <strong>Ma da nessuna parte sarebbero potuti andare un pugno di pistoleros senza l'appoggio dello stato</strong>.</p>
<p>Non si fanno entrare centinaia di chili di tritolo senza che nessuno ne sappia niente. Non si mettono esplosivi sotto strade senza che nessuno se ne accorga. Non si lascia un 126 parcheggiato in Via D'Amelio dopo un ordine di sgombero di tutti i mezzi.</p>
<p>Sono cose sotto gli occhi di tutti. Tutti sanno e l'omert&agrave; della stampa non ci far&agrave; dimenticare mai quanto di buono hanno fatto degli eroi, come non ci far&agrave; mai dimenticate quanto di marcio abbiamo ancora in casa. Se poi il marcio lo si nomina pure senatore a vita nonostante la sentenza reciti che:</p>
<p align="center"><a target="_blank" href="http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/andreotti.html">&laquo;con la sua condotta (...) (non meramente fittizia) ha, non senza personale tornaconto, consapevolmente e deliberatamente coltivato una stabile relazione con il sodalizio criminale ed arrecato, comunque, allo stesso un contributo rafforzativo manifestando la sua disponibilit&agrave; a favorire i mafiosi&raquo;</a></p>
<p>Non dobbiamo mai dimenticare cosa c'hanno tolto, ma nemmeno come c'hanno lasciato.</p>
<p><em>Un Siciliano che come tutti gli altri sa come stanno le cose</em></p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 23:13:27 +0200</pubDate>
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<title>Forzare il protocollo https su Facebook</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1221/forzare-il-protocollo-https-su-facebook/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Magari son malato io su certe cose, ma nell'era della condivisione se qualcosa parte dal mio pc, mi piacerebbe che prima di diventare cosa pubblica, il tutto rimanga un discorso fra me e il server.</p>
<p>Fortunatamente <a href="https://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>, <a href="https://twitter.com" target="_blank">Twitter</a> e <a href="https://friendfeed.com" target="_blank">FriendFeed</a> supportano la connessione https. L'unico difetto &egrave; che Facebook, nonostante si apra regolarmente ad ogni pagina richiesta in https, avendo i collegamenti assoluti non &egrave; poi navigabile in https.</p>
<p>Per risolvere velocemente, se usate Firefox scaricate l'addon <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/12714/" target="_blank">Force-TLS</a>, aggiungete www.facebook.com fra i domini in cui forzare il protocollo secure ed il gioco &egrave; fatto.</p>
<p>Se ci fosse qualcosa di simile per Chrome e qualcono lo segnalasse sarebbe cosa gradita. Per Internet Explorer non chiedo nemmeno.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 22:16:24 +0200</pubDate>
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<title>Ci sono volte in cui rimango basito</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1214/ci-sono-volte-in-cui-rimango-basito/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Poco fa stavo al supermercato. Sotto casa, il discount vicino Largo Beltramelli. Fila lunga alla cassa verso le 19.30, come sempre dopo tutto.</p>
<p>Due casse aperte, due file ben disposte e a fianco a me un passeggino con un bambino simpaticissimo. Avr&agrave; avuto meno di due anni e cercava di afferrare tutto quello che gli passava vicino. Sorridente, occhi grandi e mani come chele di granchio.</p>
<p>La fila di fianco va avanti e quel bambino si trova a fianco di una signora, sui cinquant'anni, con gonnella estiva. Il bimbo afferra la gonna e la donna fa un balzo indietro, quasi terrorizzata. Penso che non si sia resa conto che era stata afferrata da un bimbo. Invece si gira verso la sua amica e dice: &quot;<em>Non se ne pu&ograve; pi&ugrave; di certa gente, ma se ne tornassero a casa loro! Ora mi tocca lavare il vestito!</em>&quot;. Quel bimbo era il figlio di una ragazza rom.</p>
<p>Non sono riuscito ad augurare niente di male a quella donna, perch&eacute; penso che peggio di cos&igrave; non le possa andare.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 20:40:26 +0200</pubDate>
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<title>iPhone 4 e novitą</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1211/iphone-4-e-novita/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Quindi il dispositivo rivoluzionario ha come grande novit&agrave; la videochiamata, una risoluzione migliore dello schermo, il multitasking ed i video in hd.</p>
<p>Ah beh!</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 10:13:12 +0200</pubDate>
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<title>Inquinamento globale</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1208/inquinamento-globale/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Sento sempre dire che stiamo avvelenando il pianeta, che stiamo mettendo a rischio la sua esistenza. Anche quando si parla di una problematica che tocca solo ed esclusivamente l'uomo, se ne discute come di qualcosa che non ci tange. Si ha la consapevolezza di essere causa, ma non di essere pure vittima.</p>
<p>Ci sarebbe da spiegare che, almeno di calcoli sbagliati in merito ai restanti 5 miliardi di anni di durata del sole, la terra come pianeta non corre il rischio di scomparire. La vita su di essa &egrave; molto pi&ugrave; a rischio. Anzi, proprio considerando la spinta vitale del sole, il vero rischio &egrave; della vita sulla terra per come la conosciamo noi.</p>
<p>Riflettendo su questo banalissimo concetto, dovremmo renderci conto di cosa vuol dire inquinamento: <strong>autodistruzione</strong>.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Sat, 29 May 2010 18:28:15 +0200</pubDate>
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<title>Globalizzazione</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1205/globalizzazione/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Sabato mattina il barista romano che lavora nel bar dei cinesi sotto casa, mi ha presentato un nuovo lavorante, di nome yan uhm l&igrave; o qualcosa del genere, ma rinominato Davide per l'Italia. A Roma non ho ben capito perch&eacute;, Davide &egrave; titolare di un bar nei pressi della Fiera del Luni a Catania e parla con uno spiccato accento siculo.</p>
<p>Al mio &quot;<em>ah fammillu 'n caf&eacute;</em>&quot; ha risposto prontamente &quot;<em>subbbitu</em>&quot;.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Tue, 25 May 2010 09:00:04 +0200</pubDate>
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<title>Professionisti a partita IVA: mezza giornata per me, l&#039;altra mezza allo stato</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1203/professionisti-a-partita-iva-mezza-giornata-per-me-l039altra-mezza-allo-stato/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Probabilmente questo post deprimer&agrave; non poche persone, ma penso sia importante che certe cose vengano scritte con numeri tonanti.</p>
<p>Sono stato dipendente a tempo indeterminato per sei anni, percependo uno stipendio con qualifica infima per avere di fatto un ruolo dirigenziale. Il mio stipendio medio stava intorno ai 1000 Euro al mese e con affitto e tutte le altre spese sinceramente non andavo da nessuna parte. Metteteci poi che l'azienda per cui lavoravo era di quelle che non possono concederti aumenti di stipendio perch&eacute; anche i dipendenti devono sostenere la crescita. Salvo poi vedere i grandi capi auto-darsi aumenti di stipendio sull'ordine dei 300 Euro mensili ogni anno.</p>
<p>Dopo sei lunghi anni (<strong>due dei quali vissuti in nero!</strong>) e con qualche professionalit&agrave; che mi ero imposto di costruirmi prescindendo da quello che facevo ho deciso di andarmene e tentare la strada del libero professionista. Ho quindi aperto partita IVA.</p>
<p>A differenza di molte esperienze percepite durante la scelta del migliore regime fiscale a cui aderire, io ho avuto una grande mano proprio dall'agenzia delle entrate. Proprio all'ufficio di Modica ci sono dirigenti che riescono a chiarirti bene la situazione, soprattutto ti avvertono sul fatto che l'apertura della partita IVA &egrave; totalmente gratuita, mentre qualche commercialista canaglia a cui mi ero rivolto aveva provato a chiedermi 100 euro per il disbrigo pratica e rimborso spese.</p>
<p>Alla fine, dopo aver valutato attentamente e grazie all'indirizzo del dirigente, sono pi&ugrave; che sicuro di aver fatto la scelta giusta. All'epoca era appena entrata in vigore la legge sui minimi. Dal punto di vista finanziario poco cambia. Costa quanto una partita IVA normale, ma si hanno molte meno beghe burocratiche.</p>
<p>Bene, partiva IVA aperta in pochi minuti. Il giorno dopo ho fatto l'iscrizione alla gestione separata dell'INPS, ed anche quello &egrave; stato facile. Basta una telefonata ad un numero gratuito. Si danno i propri dati, si risponde ad un brevissimo questionario ed il gioco &egrave; fatto. In meno di una settimana mi &egrave; arrivata la ricevuta di avvenuta iscrizione.</p>
<p>Fin qui sembra tutto facile e bello, ma ancora non ci si &egrave; scontrati con la cosa peggiore: <strong>le aliquote fiscali e previdenziali</strong>. Perch&eacute; come vi dicevo, con il miglior regime fiscale a cui si pu&ograve; aderire, si hanno al massimo sgravi burocratici. Lo stato ladro e canaglia in cui viviamo non fa sconti a nessuno :-)</p>
<p>Procediamo con un'ipotesi molto ottimistica. Ipotizziamo di aver aperto partita IVA il 28 Dicembre 2009. Ipotizziamo di cominciare a lavorarci davvero da gennaio 2010. Per semplicit&agrave; poniamo il caso di emettere per tutto il 2010 un totale di 13 fatture (come se prendessimo una mensilit&agrave; pi&ugrave; una tredicesima di un dipendente) dell'importo lordo di 2000 Euro l'una.</p>
<p>Punto primo: il regime dei minimi &egrave; fuori campo IVA. Ovvero si ha partita IVA, ma non si applica l'imposta nelle fatture. Sembra una cosa buona, che rende pi&ugrave; concorrenziale il libero professionista. Ma c'&egrave; un risvolto importante. Dato che si &egrave; fuori campo IVA e non si percepisce quindi dai clienti, <strong>l'IVA che andiamo a pagare sulle fatture d'acquisto &egrave; un costo</strong>. Ma non deprimiamoci, perch&eacute; nonostante tutto il nostro &egrave; il regime IVA migliore che potessimo scegliere.</p>
<p>Tornando ai nostri conti, quanto fattureremo per il 2010? &euro; 26.000, pi&ugrave; il 4% di rivalsa INPS, che alla faccia della rivalsa &egrave; vero e proprio reddito su cui calcolare le imposte. Oltretutto qualsiasi cliente attento vi chieder&agrave; un prezzo comprensivo delle rivalse. Ma facciamo il caso che il problema non si ponga. <strong>Alla fine il nostro fatturato annuo sar&agrave; di &euro; 27.040,00</strong>. Giusto giusto dentro i 30.000 di limite per i contribuenti minimi.</p>
<p>Noi liberi professionisti che si vende attivit&agrave; consulenziale, nel 99,99% dei casi si lavora per aziende a cui mancano le risorse interne ed a cui conviene comprare questo tipo di professionalit&agrave; on demand. Se il nostro cliente &egrave; a sua volta un soggetto con partita IVA, noi non incasseremo il totale della fattura. A questa andr&agrave; detratta la ritenuta d'acconto (pari al 20%) che verser&agrave; come sostituto d'imposta il nostro cliente. Praticamente siam trattati come i dipendenti, che hanno le trattenute in busta paga, ma saremmo professionisti e magari queste cifre potremmo investirle per aumentare la nostra capacit&agrave; di reddito. Secondo lo statazzo italiano non abbiamo questo diritto.</p>
<p>Facciamo due rapidi conti e a fronte di un fatturato annuo di &euro; 27.040,00, <strong>incasseremo &euro; 21.632,00</strong>. Tutto sommato sembra anche una bella cifra. Ma quando viene il momento della dichiarazione dei redditi ecco che arriva la bastonata: <strong>l'INPS</strong>.</p>
<p>E' normale pagare l'INPS, non perch&eacute; un giorno avremo una pensione (c'ho perso proprio le speranza), ma perch&eacute; siamo necessari per pagare le pensioni dei parlamentari, che maturano dopo un terzo di legislatura (un paio d'anni) e di tutti gli altri dirigenti statali messi l&igrave; dai politici parrucconi che godono delle stesse tutele.</p>
<p>L'aliquota INPS per la gestione separata? <strong>Il 27,62% (e aumenta sempre!!!)</strong>. L'imponibile di calcolo &egrave; poi il totale fatturato comprensivo del 20% di ritenuta d'acconto. Quindi lo stato lo pago due volte. Al 20% che si trattiene lo stato come IRPEF devo calcolare anche il 26,72% che andr&agrave; sempre allo stato, ma sottoforma di contributi previdenziali (di cui non godremo mai). Facciamoli due conticini. A fine anno di INPS si dovranno pagare <strong>&euro; 7.225,09</strong>.</p>
<p><strong>Voi pensate di poter contare su un netto di (&euro; 21.632,00 - 7.223,09) = &euro; 14.406,91?</strong> Ma assolutamente no. Perch&eacute; oltre il saldo dell'anno di competenza, ci viene chiesto anche l'anticipo per l'anno successivo.</p>
<p><strong>L'anticipo INPS &egrave; parti all'80% dei contributi dell'anno di competenza</strong>. Pagabili in due rate: una contestuale al saldo e l'altra entro il 30 novembre. Ma che simpatico stato che ci fa pure rateizzare il pagamento di contributi calcolati sulla fiducia.</p>
<p>Ricapitolando, avendo fatturato 2000 Euro al mese, posto che siamo riusciti a farci riconoscere anche il 4% di rivalsa (ci stiamo ipotizzando non iscritti ad albi professionali, per questo il 4% e non il 2%), avremo un risultato economico d'esercizio pari a:</p>
<p><em>Fatturato: &euro; 27.040,00<br />
- Ritenuta d'acconto: &euro; 5.408,00<br />
- Contributi INPS: &euro; 7.225,09<br />
---------------------------------------------------------------<br />
Risultato economico: &euro; 14.406,91<br />
- Primo anticipo INPS: &euro; 2.890,04<br />
---------------------------------------------------------------<br />
A giugno disponiamo di: &euro; 11.516,88<br />
- Secondo anticipo INPS: &euro; 2.890,04<br />
---------------------------------------------------------------<br />
<strong>A Novembre disponiamo di &euro; 8.626,84</strong></em></p>
<p>Ovvero, dopo il primo anno di attivit&agrave; (quindi il momento pi&ugrave; difficile della vita imprenditoriale di una ditta) avendo fatturato una cifra niente male per essere agli inizi, sappiamo di poter disporre pulite di meno di 10mila euro, <strong>pari al 31,90% di quello che abbiamo prodotto</strong>. Anche senza contare gli anticipi, siamo intorno al <strong>53,28%</strong>. <strong>Ovvero met&agrave; a me che lavoro e l'altra met&agrave; allo stato che non fa una sega e non riesce a garantirmi in nessun modo un futuro pensionistico!</strong></p>
<p>Ma forse non sto considerando un aspetto: i costi d'impresa. Quelli sono deducibili! Che costi fa un libero professionista che vende il suo lavoro intellettuale? Facciamone una lista:</p>
<ul>
    <li>Mangia sempre fuori: i pasti possono scaricarsi al 70% e se lo fa nei weekend e/o festivi deve pure giustificare la cosa.</li>
    <li>Sta sempre in giro: le spere per carburanti e manutenzione auto possono scaricarsi al 40% (io per&ograve; l'auto la uso al 90% per lavoro e quando non lavoro se posso vado a piedi).</li>
    <li>Sta sempre al telefono: scaricabile all'80%. Mica male, solo che se faccio un contratto con partita IVA devo pure pagare la tassa di concessione governativa. Perch&eacute;?! Che senso ha la tassa di concessione governativa se poi ipotizzi l'uso promisquo della spesa?</li>
    <li>Noi si sta lontani da casa: l'affitto, posto che si deve avere un contratto registrano (in Italia?! Ahahahahah!!!) e devi dichiarare la stanza presa a peso d'oro come sede della ditta, &egrave; scaricabile al 50%.</li>
</ul>
<p>Infine rivediamo i nostri calcoli ed ipotizziamo che fra pasti, benzina, materiali di consumo e beni strumentali, il nostro povero cristo riesca a scaricare 300 Euro al mese.</p>
<p><em>Fatturato: &euro; 27.040,00<br />
- Costi d'esercizio: &euro; 3.600,00<br />
- Ritenuta d'acconto: &euro; 4.688,00<br />
- Contributi INPS: &euro; 6.263,17<br />
---------------------------------------------------------------<br />
Risultato economico: &euro; 12.488,83<br />
- Primo anticipo INPS: &euro; 2.505,27<br />
---------------------------------------------------------------<br />
A giugno disponiamo di: &euro; 11.516,88<br />
- Secondo anticipo INPS: </em><em>&euro; 2.505,27</em><br />
<em> ---------------------------------------------------------------<br />
<strong>A Novembre disponiamo di &euro; 7.478,30</strong></em></p>
<p>Le percentuali ovviamente non cambiano, ma cambia il fatto che mettendo nel conto i costi aziendali esce fuori che il libero professionista fin dalla prima fattura sta di fatto anticipando imposte allo stato. Se &egrave; vero che la ritenuta d'acconto di competenza in questo caso &egrave; di &euro; 4.688,00, lui ne verser&agrave; comunque &euro; 5.408,00. Quella somma gli viene trattenuta fattura per fattura, pagamento per pagamento, e non pu&ograve; farci niente ne lui, ne il suo cliente. Per legge va fatto. Solo in sede di dichiarazione dei redditi, a conti fatti potr&agrave; portare in detrazione la somma. Quindi rispetto alle fatture di Dicembre, solo sei mesi dopo, rispetto a quelle di Gennaio, giusto 18 mesi. Ulteriore liquidit&agrave; che potrebe tornare utile ad un professionista che sa come investire le sue eccedenze.</p>
<p>In conclusione, cari politici, di destra, di sinistra (a voi di centro nemmeno vi nomino perch&eacute; siete la causa del sistema) <strong>quando venite a dirci che ci vuole pi&ugrave; iniziativa in Italia, mi fareste il sacro santo favore di andarvene a fare in culo?!</strong></p>
<p><strong>Edit</strong>: leggendo commenti sparsi per il web a questo post molti fanno un appunto formalmente giusto: mischio cassa e competenza. Vero. Lo faccio perch&eacute; &egrave; il regime dei minimi a funzionare sencondo il solo principio di cassa. Tale specifica in effetti &egrave; una novit&agrave; assoluta per i regimi fiscali italiani fin qui vigenti.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Sun, 23 May 2010 17:58:04 +0200</pubDate>
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<title>Internet Key K3765 Vodafone funzionante su Ubuntu 9.10</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1196/internet-key-k3765-vodafone-funzionante-su-ubuntu-910/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p><img align="left" width="200" height="160" src="http://www.davidonzo.com/public/image/tumb/vodafonevfe180-300x240.jpg" alt="Internet Key Vodafone" />Se possedete la Internet Key K3765, gentilmente fornita da Vodafone con la Vodafone Station, dovreste avere 30 ore mensili di navigazioni fuori casa. Pochine, ma perhc&eacute; non sfruttarle? Tutto sommato &egrave; comodo potersi collegare in mobilit&agrave; quando c'&egrave; necessit&agrave; di controllare al volo la posta e si vogliono evitare le ristrettezze del cellulare.</p>
<p>Fare funzionare la chiavetta su Ubuntu 9.10 (ma presumo anche sulla recente 10.4) &egrave; davvero facile.</p>
<p>Come prima cosa, da <a href="https://forge.betavine.net/frs/?group_id=12" target="_blank">Betavine Forge</a> scarichiamo i seguenti pacchetti debian:</p>
<ul>
    <li><a href="https://forge.betavine.net/frs/download.php/538/ozerocdoff_0.4-2_i386.deb">ozerocdoff_0.4-2_i386.deb</a></li>
    <li><a href="https://forge.betavine.net/frs/download.php/626/vodafone-mobile-connect_2.25.01-1_all.deb">vodafone-mobile-connect_2.25.01-1_all.deb</a></li>
</ul>
<p>Installiamoli con un bel double click ed alla fine via terminale installiamo il pacchetto <strong>usb_modemswitch</strong>.</p>
<p><span class="Code">sudo apt-get install usb-modemswitch</span></p>
<p>Apriamo il file /etc/usb_modemswitch.conf (usiamo sudo per garantirci i permessi di scrittura sul file) e verso la riga 347 troveremo le direttive per la vodafone key. Baster&agrave; decommentarle come di seguito.</p>
<pre>######################################################## <br /># Vodafone K3760 (made by Option, HSO driver) <br />#&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br /># Contributor: The Solutor&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br /><br />DefaultVendor=&nbsp; 0x0af0 <br />DefaultProduct= 0x7501 <br /><br />TargetClass=&nbsp;&nbsp;&nbsp; 0xff <br /><br /># only for reference<br /># MessageEndpoint=0x01<br /><br />MessageContent=&quot;55534243785634120100000080000601000000000000000000000000000000&quot;</pre>
<p><br />
Inseriamo la chiavetta, apriamo &quot;Vodafone Mobile Connect&quot; dal menu Applications &gt;&gt; Internet, seguiamo i tre passi, lasiando tutto in default e se le cose sono andate bene, baster&agrave; cliccare su connetti nella finestra riportata sotto.</p>
<p align="center"><img width="470" height="408" src="http://www.davidonzo.com/public/image/debianubuntu/vodafonemconnect.png" alt="Vodafone Mobile Connect" /></p>
<p>Come sempre un grazie a tutti coloro che si premurano di sviluppare tool per Linux, che rendano l'uso di questo splendido sistema operativo un'esperienza piacevole.</p><p>Tags: <a href="http://technorati.com/tag/Vodafone/" rel="tag">Vodafone</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Internet+Key/" rel="tag">Internet Key</a></p>]]></description>
<pubDate>Sat, 08 May 2010 12:16:07 +0200</pubDate>
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</item>
<item>
<title>Sono piccoli, devono crescere</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1195/sono-piccoli-devono-crescere/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Lui gli ha dato del &quot;<em>negro di merda</em>&quot;, l'altro gli ha risposto &quot;<em>sei finito</em>&quot;. Io li manderei in acciaieria una settimana a fare i turni di notte, cos&igrave; vediamo se quando tornano a guadagnarsi da vivere tirando calci ad un pallone (e non solo a quello) non sentiranno l'irrefrenabile impulso di baciare il prato tutte le volte che finiscono per terra.</p>
<p>Che i calciatori facciano le pubblicit&agrave; dei cellulari o delle vacanze. Mi sta bene. Non sono un esempio per gli altri, sono solo motivo di invidia perenne. La gente non vuole essere come i calciatori, ne apprezza lo stile di vita.</p>
<p>Alzarmi al mattino alle 10, andare ad un campo di gioco, farsi una corsetta e tirare due calci ad un pallone. Se sei scarso in Serie A di solo contratto arriverai a guadagnare il tuo mezzo milione di euro. Se ti considerano bravo non hai limiti. Poi ci sono gli sponsor, la notoriet&agrave; (che in Italia vuol dire avere tutto gratis), le comparsate televisive e tutto il resto.</p>
<p>Questa gente, solitamente con un titolo di studio comprato per loro dalle societ&agrave;, pu&ograve; andar bene per una campagna pubblicitaria sull'ultimo modello della FIAT (l'auto in Italia &egrave; il primo status symbol), l'ultimo modello di cellulare... Ma vi prego, basta vedere gentaglia ignorante, viziata e presuntuosa parlarci della fame nel mondo, di quanto &egrave; bello far beneficienza e cose varie.</p>
<p>Questi non sanno cosa siano certe cose, perch&eacute; non ne sono mai stati sfiorati. Hanno tutto senza far niente. Per me pu&ograve; pure andar bene, chi se ne frega, ma non venitemi a propinare certe figure come campioni della moralizzazione.</p>
<p>Il valore dei calciatori &egrave; dato dal prezzo pagato per i 5 secondi di spot durante una partita. Dopo questo non valgono pi&ugrave; niente.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Fri, 07 May 2010 11:13:06 +0200</pubDate>
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</item>
<item>
<title>ll marketing non convenzionale</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1194/ll-marketing-non-convenzionale/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Ecco, finalmente ho capito cos'&egrave; sto marketing non convenzionale. Praticamente consiste nel fare una cazzata, ma bella grossa. Tipo regalare oro, incenso e mirra al primo neonato incontrato per strada, passeggiare con l'uccello di fuori per le vie di grandi citt&agrave;. Insomma, cose del genere.</p>
<p>Questo crea scalpore (ed a volte anche qualche denuncia), ma la cosa fondamentale &egrave; attenzionare gli esperti di &quot;marketing non convenzionale&quot;, che sono ne pi&ugrave; ne meno che dei catalizzatori di vaccate. Questi parleranno di te, spiegando al mondo quanto sei innovativo, imprevedibile, e forse pure pregiudicato.</p>
<p>Gli esperti di marketing non convenzionale, essendo di fatto delle casse di risonanza, mica poi sono tanto non convenzionali, e l'interesse dei mezzi di comunicazione tradizionali in realt&agrave; &egrave; molto alto per innata affinit&agrave; di mezzi ed intenti.</p>
<p>Potrebbe cos&igrave; arrivare il giorno in cui Repubblica, il Corriere ed il Giornale parlino di te e di quanto di te hanno parlato gli esperti di marketing non convenzionale.</p>
<p>Il fine ultimo &egrave; riuscire a farsi invitare da Vesta a Porta a Porta, e vedere realizzato il sogno di ogni comunicatore non convenzionale: il plastico 3D della propria stronzata.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Wed, 05 May 2010 13:09:47 +0200</pubDate>
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<title>Frasi colte al volo</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1190/frasi-colte-al-volo/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>L'altra sera mi trovavo in zona Termini. Non so esattamente dove, visto che qui vado dove mi porta il TomTom e se non mi ci porta non ci vado. Comunque stavo l&igrave;, avevo appena posteggiato ed ero pure contento di aver trovato subito posto. Andavo verso dove dovevo andare, (o almeno credevo di farlo) sempre con il mio fedele navigatore a farmi da Virgilio, quando colgo una frase decontestualizzata da una discussione fra due signori sui 60 anni:</p>
<p align="center"><strong><em>&quot;Secondo me, l'unica &egrave; ricostituire il regno delle due Sicilie da Roma in gi&ugrave;&quot;</em></strong></p>
<p>Non so esattamente di cosa stessero parlando, ma erano serissimi. Dopo tutto sono pure riusciti a distrarmi dalla linea rossa del navigatore.</p>
<p>Cosa potrebbe succedere in caso di ricostituzione del glorioso regno delle due Sicilie &egrave; un mistero, ma cos&igrave; ad istinto, la cosa mi trova pienamente d'accordo.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 23:14:14 +0200</pubDate>
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<title>Critica al sistema monetario internazionale</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1187/critica-al-sistema-monetario-internazionale/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>In questi giorni siamo tutti a guardare Fini, Berlusconi, Bonajuti e tutti i nostri gentili parrucconi accapigliarsi per chi deve fare la voce pi&ugrave; grossa. E noi pensiamo che da questo possa derivare una qualche modifica al nostro futuro. Chiss&agrave; se la spunta fini cosa ci succeder&agrave;? E se invece dovessero fare tutti un bel <em>patatrac</em>?</p>
<p>Sicuramente un patatrac ci sar&agrave;, ma i nostri governanti non ne avranno ne colpa ne potranno in nessun modo evitarlo. Il problema reale &egrave; il sistema economico in generale. Le sue fondamenta, basate su un capitalismo finanziario, che niente ha a che vedere con il capitalismo industriale che pure tanto danno ha fatto con la grande crisi del '29.</p>
<p>La grande crisi degli ultimi due anni, che inevitabilmente sta placando i suoi effetti, &egrave; stata provocata da una gestione finanziaria alquanto allegra. Di colpo un sacco di gente non riusciva pi&ugrave; a pagare i propri debiti. Si erano concessi mutui a tassi esagerati, legando la solvibilit&agrave; ad una presunta crescita all'infinito del valore del bene acquistato. Come dire che paghi un kg di pasta due giorni dopo solo perch&egrave; nel frattempo il grano &egrave; aumentato di prezzo.</p>
<p><strong>Dove stava la logica? Da nessuna parte!</strong></p>
<p>Il perch&eacute; di questo tipo di operazioni &egrave; chiaro quanto inquietante. Vedo 1000 $ di mutuo ad un prezzo di 1300 $. Ho un ricarico del 30%, molto alto. Che il rischio sia alto &egrave; formalmente normale, dato che ad alto guadagno risulta alto rischio. Ma qui qualcuno ha sbagliato a fare i conti. Un rischio d'impresa del 100% vuol dire sicuro fallimento. Invece secondo qualcuno ad un rischio elevatissimo non corrispondeva un abbandono del business, ma di un futuro guadagno senza eguali.</p>
<p>Sta in questo il fondamento della moderna economia finanziaria. I soldi che producono soldi.Tutto &egrave; totalmente avulso dall'economia reale. Che non sta per economia vera, ma economia basata sulla produzione e lo scambio di beni e servizi finali. Economia reale &egrave; il caff&egrave; che prendo al bar. Servizio e prodotto insieme, in quello che &egrave; una banalizzazione del tutto vera di quello che dovrebbe essere il sistema economico di un paese.</p>
<p>Si produce per soddisfare bisogni, quindi il centro dell'economia, della politica economica e pure degli scambi finanziari dovrebbe essere la produzione di beni e servizi. La stessa logica con cui &egrave; stata concepita la finanza in genere ha proprio questo fine. Il mercato dei capitali doveva in origine essere un supporto alle attivit&agrave; produttive, funzionando da regolatore di risorse, destinando queste a comparti produttivi pi&ugrave; meritevoli, ovvero che riescono a soddisfare meglio la domanda.</p>
<p>Il &quot;giro&quot; dovrebbe essere:</p>
<ol>
    <li>Bisogno percepito.</li>
    <li>Domanda di mercato relativa.</li>
    <li>Costituzione di catene produttive adeguate al soddisfacimento della domanda.</li>
    <li>Somministrazione dei prodotti/servizi.</li>
</ol>
<p>Dove sta il mercato finanziario? Di lato, almeno in teoria, a fianco al punto 3. Chi produce, potendo non avere i capitali necessari per investire nell'impresa, ma avendo il know how per mettere in piedi il comparto, si rivolger&agrave; al mercato dei capitali <strong>acquistando il denaro necessario</strong> alla messa in opera della catena di produzione.</p>
<p>Le cose vanno cos&igrave;? Mai, ed il perch&eacute; &egrave; abbastanza chiaro: non viviamo in una societ&agrave; industriale. Siamo in regime di imperialismo finanziario, costituito dai governi nazionali, complici delle lobby finanziare, per mezzo del peggiore dei mali: <strong>la moneta</strong>.</p>
<p>La moneta nasce come mezzo di interscambio di merci. Prima fu il baratto, che andava bene per transazioni fatte fra agenti operanti nello stesso mercato geografico. E si parla di mercati di pochi chilometri di estensione. Il baratto paradossalmente &egrave; la migliore forma di mercato. Si scambiano due merci aventi valore intrinseco proprio. Ognuno baratta un bene che ha in eccesso per un altro di cui sente il bisogno. Alla fine i due agenti di mercato soddisfano direttamente il proprio bisogno con il solo scambio. Sembra una cosa da preistoria economica, eppure ad oggni il baratto &egrave; la forma pi&ugrave; efficacie di scambio. Ovviamente poteva funzionare in un mondo dove ognuno era padrone delle proprie risorse naturali, ed al momento non ci troviamo in questa situazione, in parte grazie alla moneta.</p>
<p>Ma proseguiamo con un po' di storia spicciola (mi perdoneranno gli storici veri). L'economia va avanti ed i mercati crescono. C'&egrave; necessit&agrave; di trovare una merce che possa valutare tutte le altre, perch&eacute; portarsi in giro ogni ben di dio non &egrave; semplice. La soluzione &egrave; il pi&ugrave; prezioso dei metalli. Qualcosa che quasi nessuno rifiuta in un baratto: l'<strong>oro</strong>.</p>
<p>La cosa funziona, l'oro &egrave; la soluzione. Ma &egrave; pesante, soffre di variazioni di peso causate dai trasporti, dalle latitudini a cui &egrave; spostato. Serve garantire l'integrit&agrave; di ogni grammo d'oro per preservare il potere d'acquisto e la capacit&agrave; produttiva del mercato. Si adottarono quindi dei certificati di credito e le prime banche. L'oro si depositava in banca, per contro venivano rilasciati dei certificati al portatore di egual valore. Con quel certificato era possibile richiedere a qualsiasi banca il quantitativo d'oro indicato su esso. Nascono le prime rudimentali banconote.</p>
<p>Arrivano gli stati nazionali, ed ecco che ogni stato adotta i suoi certificati. Note di credito bancarie, <strong>banconote</strong>. <strong>In questo momento il totale delle banconote in circolazione in un paese deve essere uguale al valore delle riserve auree detenute dagli istituti di credito</strong>. Nessuno quasi va pi&ugrave; in banca a richiedere l'oro in banca dietro presentazione delle banconote. Sono le banconote stesse ad essere scambiate, ma il <strong>loro valore deriva ed &egrave; garantito dall'oro</strong>.</p>
<p>Ma arriv&ograve; la grande crisi del 1929. Partita, guarda caso, dagli USA. Eccesso d'offerta, troppa facilit&agrave; nel concedere mutui, ipotesi di sistema economico che costruiva da solo le sue risorse: <strong>la legge degli sbocchi</strong>.</p>
<p>Proprio la <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Say">legge degli sbocchi</a>, dell'economista francese Jean-Baptiste Say, &egrave; una delle pi&ugrave; grandi vaccate che gli economisti siano riusciti a partorire. Secondo Say la moneta &egrave; solo una merce rappresentativa del valore dei prodotti / servizi che offre un mercato, quindi l'offerta crea la propria domanda. Peccato non si sia tenuto conto delle inevitabili sperequazioni nella distribuzione della ricchezza che avvennero in quegli anni (preceduti dalla <em>belle &eacute;poque</em>), per cui se si producevano 100 $ di beni, 50 di questi andavano a chi non aveva nessuna intenzione di comprare quei beni, e gli altri di solito non riuscivano tutti a mostrarsi nel mercato come domanda.</p>
<p>Se c'&egrave; crisi la gente si spaventa. Se la gente si spaventa cosa fa? <strong><em>Domanda beni rifugio</em></strong>. Cos'&egrave; un bene rifugio? E' quel bene che difficilmente perde di valore anche in caso di grandi sconvolgimenti socio-politici. <strong>Il bene rifugio per eccellenza &egrave; l'oro</strong>. Anche in questi anni di crisi notiamo quanto sia cresciuto il prezzo dell'oro. Non &egrave; un caso, &egrave; normale. Le monete si svalutano e 1000$ di cinque anni fa non sono 1000$ di oggi.</p>
<p>Ma qui la soluzione geniale della Federal Reserve: <strong>imporre il corso forzoso della moneta</strong>. Dal 1933 negli USA (e poi in praticamente tutte le economie occidentali) la moneta non era pi&ugrave; convertibile in oro. Impegno della FR americava fu quello di mantenere il valore della moneta (il potere d'acquisto) stabile nel tempo mantenendo una quantit&agrave; di circolante adeguata alla bisogna. Fonte <a href="http://web2.venet.net/libridelponte/det-articolo.asp?ID=19" target="_blank">Robert Batemarco</a> con dati aggiornati al 2000, <strong>il dollaro da allora ha perso il 94% del suo potere d'acquisto interno e la quantit&agrave; di moneta in circolazione &egrave; aumentata di 60 volte</strong>.</p>
<p>Ma se oro e moneta non sono pi&ugrave; collegati, chi tiene l'oro e da cosa &egrave; garantita la moneta?</p>
<ol>
    <li>L'oro lo tengono le banche centrali e chi pu&ograve; permetterselo.</li>
    <li><strong>La moneta &egrave; garantita da niente</strong>.</li>
</ol>
<p>La moneta &egrave; il bene fondamentale oggi, ma &egrave; carta straccia. Una convenzione che ci &egrave; stata imposta dopo che si &egrave; stati ladrati dal bene reale che poteva comprarli tutti.</p>
<p>Anzi, sarebbe corretto dire che la moneta garantisce se stessa, tramite il sistema delle riserve frazionabili. Tale sistema consiste nell'accantonare una percentuale di moneta emessa a riserva obbligatoria. Ogni istituto di credito a tutti i livelli ha l'obbligo di accantonare una determinata percentuale di liquido, il resto lo mette nel mercato finanziario. Tale sistema &egrave; a cascata e si risolve in <strong>moneta virtuale che genera inflazione</strong>.</p>
<p>Facciamo un esempio numerico. Ipotizziamo che la banca centrale decida di emettere 100$. Ipotizziamo che il 20% di questi debbano essere messi a riserva obbligatoria. Quindi, a fronte di una emissione in stamba di 10 biglietti da 10$, 20$ andranno a riserva e 80$ saranno messi nel mercato.</p>
<p>Questi ottanta dollari saranno prestati ad un istituto di credito (le bance centrali hanno solo istituti di credito come interlocutori), che a sua volta prender&agrave; il 20% (16$) e lo metter&agrave; a riserva, gli altri 64 vanno nel mercato, magari ad un altro istituto di credito, che accantoner&agrave; 12,8$ e rigirer&agrave; i 51,2$ restanti all'interno del sistema finanziario.</p>
<p>Facciamo due somme e scopriamo che in circolazione, a fronte di una stampa di 100$, c'&egrave; un accantonamento di 48,8$ ed un totale di capitale circolante di 195,2$. Totale valore mercato monetario: <strong>244$</strong>.</p>
<p>La moneta si &egrave; auto creata del 144% in tre passaggi. Il valore del mercato come si calcola? Bella domanda.</p>
<p>Ma non &egrave; finita. Perch&eacute; ho volutamente omesso un particolare: i vari intermediari finanziari, fino all'utente finale che chiede denaro per l'acquisto di beni reali, non si scambiano moneta gratis. C'&egrave; un prezzo della moneta: <strong>l'interesse</strong>.</p>
<p>L'interesse &egrave; un altro moltiplicatore della moneta. Ti presto 100, mi dovrai restituire 110. Ad ogni passaggio la moneta si moltiplica da sola, la sua quantit&agrave; cresce a dismisura in maniera virtuale creando inflazione. La moneta si autogenera con gli interessi, che fanno scaturire ulteriore richiesta di moneta (domanda di moneta per pagare moneta). Tale domanda generer&agrave; altra moneta virtuale, inflazione e nuovi interessi.</p>
<p>In una sola parola: <strong>DEBITO</strong>.</p>
<p>Stiamo vivendo una nuova crisi mondiale, generata proprio da questo sistema, e come reagiscono i nostri governanti? Emettendo moneta, concedendo prestiti, immettendo liquidit&agrave; nel sistema. Il tanto decantato Obama, con le sue politiche di sostegno all'economia, non sta facendo altro che preparare le basi per la nuova crisi. Tutti stanno creando nuovo debito che non pagheremo noi. Io ormai ho trentanni, sto gi&agrave; pagando il debito di qualche annetto fa. Questo lo pagheranno i nostri figli.</p><p>Tags: <a href="http://technorati.com/tag/Crisi/" rel="tag">Crisi</a></p>]]></description>
<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 20:44:42 +0200</pubDate>
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</item>
<item>
<title>FFSS: Ferrovie Farlocche di uno Stato Sarchiapone</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1181/ffss-ferrovie-farlocche-di-uno-stato-sarchiapone/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p><img align="left" width="285" height="290" src="http://www.davidonzo.com/public/image/sciocchezze/trenitalia.jpg" alt="Trenitalia" />Vengo a sapere tramite <a href="http://friendfeed.com/pandemia/d0097bd4/per-il-treno-roma-fiumicino-scatta-rincaro-nel" target="_blank">Luca Conti</a>, che da ieri sono in vigore nuove tariffe per raggiungere da Roma l'aeroporto di Fiumicino.</p>
<p>FFSS ci tiene a far sapere che tali aumenti erano previsti da mesi (ma non &egrave; dato sapere da quanti mesi) in seguito ad un <a href="http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=7685603ace2b7210VgnVCM1000004016f90aRCRD" target="_blank">contratto di servizio con la Regione Lazio</a>.</p>
<p>E' indicativo che mesi fa sia stato siglato un accordo per l'aumento delle tariffe di tratte trafficatissime, con entrata in vigore proprio l'inizio del week end pasquale. &quot;<em>Ma guarda un po'...</em>&quot; si potrebbe dire. Giusto il fine settimana in cui pendolari, fuori sede e locali si recano in aeroporto per andare nei rispettivi paesi d'origine o in vacanza, ecco un bell'<strong>aumento del 27% sulle tariffe del giorno prima</strong>.</p>
<p>Perch&egrave; non si parla mica di qualche centesimo di differnza. I prezzi aumentano di oltre un quarto in un periodo in cui l'inflazione &egrave; ai minimi storici. Dagli ultimi dati, <a href="http://www.rivaluta.it/" target="_blank">sembra si attesti su una stima di 1,3%</a>. Ed &egrave; verosimile pensare che sia tutto dovuto al nuovo aumento dei carburanti.</p>
<p>L'aumento di FFSS niente ha a che vedere con l'aumento del greggio, visto che loro stessi parlano di un <em>adeguamento</em> conseguenza di un accordo contrattuale. Ovvio che non &egrave; dato sapere su qualche base sia stato calcolato l'adeguamento. Non &egrave; dato sapere quando ed in quale forma &egrave; stato stilato l'accordo (mesi fa &egrave; un po' poco...) e quindi non &egrave; cos&igrave; facile capire cosa ci aspetter&agrave; nel futuro.</p>
<p>Mentre l'Italia resta con il suo monopolio dei trasporti, che avrebbe una logica buona solo se i servizi fossero venduti in regime di efficienza produttiva e con la volont&agrave; di coprire solo i costi, ci sono altri posti come la Sicilia (<strong>che evidentemente non &egrave; parte dello Stato Italiano</strong>) dove un treno vero non &egrave; mai arrivato.</p>
<p>Un esempio? La tratta Modica - Catania con le mitiche Ferrovie dello Stato:</p>
<ul>
    <li>Partenza da Modica, con <strong>littorina diesel</strong>.</li>
    <li>Littorina mono percorso, ferma in tutte le stazioni. Ma proprio tutte... A volte si ferma anche dove la stazione non c'&egrave;.</li>
    <li>Arrivo a Siracusa dopo talmente tanto tempo che durante il viaggio ti sei ricostruito una nuova vita.</li>
    <li>La littorina si ferma a Siracusa, senza possibilit&agrave; di fare un altro metro, perch&egrave; viaggia sul Binario Modica (non sto scherzando), che muore alla stazione ferroviaria di Siracusa. Se volete andare a vederlo, &egrave; un binario posto pi&ugrave; in basso degli altri. Seguite le indicazioni (che un tempo c'erano) &quot;linea Modica&quot;.</li>
    <li>A Siracusa cambio, di solito su una freccia del Sud. Quei sudici vagoni cos&igrave; gentilmente prenotati dal ministero della difesa ai ragazzi che dalla Siculandia dovevano recarsi a Taranto per la visita militare.</li>
    <li>Da Siracusa a Catania hai il tempo di farti un'altra vita, includendo in questa zecche, zanzare ed altra fauna simile. Si consiglia di affrontare il viaggio con una pianta carnivora (meglio se insettivora).</li>
</ul>
<p>I tempi? Adeguati ad un normale viaggio Modica - Catania durante la prima guerra mondiale: da un minimo di 3 ore e 28 minuti, fino a 4 ore e 5 minuti. Fonte dati <a href="http://orario.trenitalia.com/b2c/nppPriceTravelSolutions.do?car=0&amp;stazin=Modica&amp;stazout=Catania&amp;datag=07&amp;datam=04&amp;dataa=2010&amp;timsh=10&amp;stazin_r=Staz_DA&amp;stazout_r=Staz_A&amp;timsm=53&amp;timsm_r=53&amp;lang=it&amp;nreq=5&amp;channel=tcom&amp;npag=1&amp;lang_r=it&amp;nreq_r=5&amp;channel_r=tcom&amp;npag_r=1&amp;x=32&amp;y=12" target="_blank">Ferrovie dello Stato</a>. Ovviamente i tempi di percorrenza non includono i ritardi e la possibilit&agrave;, in caso di ritardo dalla linea Modica, di poter perdere la coincidenza.</p><p>Tags: <a href="http://technorati.com/tag/FFSS/" rel="tag">FFSS</a></p>]]></description>
<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 11:03:05 +0200</pubDate>
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</item>
<item>
<title>Interpretazione paraculista: ovvero secondo me vuol dire che posso fare come mi pare</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1178/interpretazione-paraculista-ovvero-secondo-me-vuol-dire-che-posso-fare-come-mi-pare/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Menomale che c'ho la residenza in Sicilia e non voto. Che se pure si fosse votato dalle mie parti, io avrei preso la ormai consolidata strada dell'astensione. Dalla regia mi ricordano sempre che &quot;se non vado a votare faccio decidere gli altri per me senza poter far niente&quot;. Ma secondo me se vado a votare &quot;<em>faccio decidere per me un paracarro figlio o nipote di qualche paraculo, che a sua volta &egrave; stato messo l&igrave; da tirapacchi vari ed eventuali, il quale alla fine, nonostante le promesse di facciata, far&agrave; sempre il cavolo che vuole fregandosene altamente degli elettori</em>&quot;.</p>
<p>Che pi&ugrave; passa il tempo, pi&ugrave; me ne accorgo. <a href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/ernesto_menicucci_roma_la_prefettura_non_chiarisce_le_regole_scontro_tra_i_partiti_e8712e96-3afc-11df-80d0-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Leggete un po' questa notiza sul Corriere</a>. Gi&agrave; litigano per come interpretare una circolare <strong>CHIARISSIMA</strong>. Cosa dice? Facile: <strong>se voto qualcuno che non &egrave; in lista, il mio voto &egrave; nullo, almeno che non sia chiara la mia intenzione di voto nei confronti di uno della lista</strong>.</p>
<p>Cosa vuol dire? Mi sembra ovvio: se in lista ci sono Tizio e Caio ed io scrivo Sempronio, il mio voto &egrave; nullo. Se invece scrivo Tazio, il mio voto va a Tizio perch&egrave; &egrave; abbastanza banale pensare che abbia semplicemente sbagliato una lettera del nome e la mia volont&agrave; di voto &egrave; dritta per Tizio.</p>
<p>I nostri politici, che dovrebbero essere massima espressione della vita sociale in un popolo, invece cercano di fregarsi l'un l'altro per un cavillo che manco tanto cavillo &egrave; (basterebbe smetterla di fingere ogni tanto). Visto che entrambi lavorano oggi fregandosi fra di loro, per poter domani fregare il cittadino, sinceramente mi vien da dire: ma fate un po' quello che volete, tanto da raschiare c'&egrave; rimasto solo il fondo.</p>
<p>Con sincero disprezzo.</p>
<p align="right"><strong>Un Italiano</strong></p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 14:57:00 +0200</pubDate>
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</item>
<item>
<title>Dona il tuo buono pasto ad Alfredo</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1168/dona-il-tuo-buono-pasto-ad-alfredo/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Dalle mie parti si dice che la <em>panza &egrave; putenza</em>. Di solito &egrave; pure vero, ma in certi casi, la panza pu&ograve; essere di una putenza <strong>devastante</strong>, soprattutto se ti hanno incaricato <strong><a href="http://www.corriere.it/politica/10_marzo_01/roncone-Io-minacciato-non-mi-hanno-fatto-rientrare_6f3f7f2a-2501-11df-98c5-00144f02aabe.shtml?fr=correlati" target="_blank">di presentare una lista elettorale</a></strong>.</p>
<p>Che se il povero Alfredo riuscisse a fare dei pasti regolari, non gli verrebbe la lupa alle 11.40 e sarebbe riuscito a consegnare quei fogliettini tanto importanti per i suoi capi. Ed invece no! Il povero Alfredo, quasi stroncato dai morsi della fame, nelle stanze della giustizia, non &egrave; riuscito a resistere alla tentazione di un tramezzino con insalata di pollo. Totalmente governato da un appetito che &egrave; proprio solo dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serrasalminae" target="_blank">serrasalminae del Sud America</a>, ha cannato l'appuntamento con la lista, ed ora si trova nella bufera.</p>
<p>Per evitare che altre volte si ripetano cose del genere, <strong>dona anche tu il tuo buono pasto ad Alfredo</strong>!</p>
<p align="center"><img height="300" width="499" style="border: 1px solid rgb(204, 204, 204);" src="http://www.davidonzo.com/public/image/sciocchezze/buono_pasto.jpg" alt="buono pasto" /></p>
<p>Perch&eacute; si sa, i politici italiani pensano solo a mangiare ;)</p><p>Tags: <a href="http://technorati.com/tag/LOL/" rel="tag">LOL</a></p>]]></description>
<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:24:11 +0100</pubDate>
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</item>
<item>
<title>Non sappiamo pił quando stiamo andando su questa tera...</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1166/non-sappiamo-piu-quando-stiamo-andando-su-questa-tera/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Io non so cosa stia succedendo ad Ubuntu, o meglio ai suoi progettisti, visto che cose del genere non dovrebbero mai vedersi:</p>
<pre>root@mac:/etc/tomcat6/Catalina/localhost# vim docs.xml <br />The program 'vim' can be found in the following packages:<br />&nbsp;* vim<br />&nbsp;* vim-gnome<br />&nbsp;* vim-tiny<br />&nbsp;* vim-gtk<br />&nbsp;* vim-nox<br />Try: apt-get install &lt;selected package&gt;<br />vim: command not found</pre>
<p>Datemi del buzzurro, ma io quando installo una distro mi aspetto un sistema che non mi invata la macchina di pacchetti inutili, ma dovrei ancora capire perch&eacute; devo trovarmi l'inutile (per me) Open Office e rischio di non poter usare vim.</p>
<p>Sia chiaro, basta un secondo ad installarlo, ma se non avessi avuto una connessione disponibile al momento? Uso gedit? Ma perch&eacute; dovrei privarmi DEL text editor in favore di UN text editor?!</p>
<p>Sar&ograve; estremo in certe cose, per&ograve;...</p><p>Tags: <a href="http://technorati.com/tag/Ubuntu/" rel="tag">Ubuntu</a>, <a href="http://technorati.com/tag/VIM/" rel="tag">VIM</a></p>]]></description>
<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 18:35:20 +0100</pubDate>
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</item>
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<title>Software educati</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1164/software-educati/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Mi &egrave; sempre piaciuta sta cosa che uscendo dalla shell di mysql, questo ti saluta.</p>
<pre>mysql&gt; exit<br />Bye</pre>
<p>Lo umanizza, e quasi ti vien voglia di rispondere &quot;see ya!&quot;.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:07:07 +0100</pubDate>
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</item>
<item>
<title>MacBook e triple boot - Snow Leopard, Ubuntu 9.10, Windows XP PRO sp3</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1161/macbook-e-triple-boot-snow-leopard-ubuntu-910-windows-xp-pro-sp3/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Stan tutti sempre a dire che i MacBook non si rompono mai. E pure io lo dicevo fino a qualche giorno fa, quando improvvisamente il disco rigido ha deciso di piantarsi. Con ogni probabilit&agrave; un problema meccanico, visto anche il continuo tintinnio della testina.</p>
<p>Poco male. Il Macbook &egrave; il pc di rappresentanza e ci tengo nessun dato rilevante. Quei pochi li avevo comunque backuppati qualche tempo prima e di fatto ho perso solo qualche foto (un po' mi spiace per&ograve;) e alcuni documenti non fondamentali.</p>
<p>Ho approfittato della cosa per fare l'ormai rimandato da mesi, passo a Snow Leopard. Ed alla fine ho pure deciso di fare del mac il mio futuro centro di gravit&agrave;, installandogli nello stesso HDD 3 sistemi operativi: Snow Leopard of course, Ubuntu 9.10 (l'ultima disponibile) e Windows XP Pro sp3. In questo modo dovrei essere abbastanza in grado di testare ogni view prodotta in tutti i browser dei tre principali sistemi operativi.</p>
<h3>Sostituire il disco rigido</h3>
<p>Il procedimento &egrave; molto semplice, ma partiamo con la sostituzione del disco rigido. Fortunatamente, nonostante sia un notebook, l'accesso alla RAM ed al disco sul 13'' di casa Cupertino &egrave; abbastanza agevole. Le specifiche hardware consistono in un semplicissimo HDD da 2.5'' SATA. Costo IVA compresa sui 40 Euro, ma ce n'&egrave; di tutti i prezzi. Basta poi seguire le facili istruzioni <strong><a href="http://manuals.info.apple.com/en/MacBook_13inch_HardDrive_DIY.pdf" target="_blank">riportate in questo documento rilasciato da casa Apple</a></strong> ed il gioco &egrave; fatto. Nuovo HDD vergine per il sistema :)</p>
<p>Sembra che nei nuovi MacBook da 13'' il vano RAM - HDD sia inaccessibile. Io ho fatto l'operazione in un macbook versione 3.1</p>
<h3>Installazione Snow Leopard</h3>
<p>Avviate il MacBook tenendo premuto il tasto ALT, con il cd di Snow all'interno del lettore. Si avvier&agrave; la schermata riportante la lista dei sistemi operativi disponibili. Ovviamente uscir&agrave; fuori solo l'unit&agrave; CD-Rom. Prima di poter avviare la partizione, aprite l'utility disco e create una partizione per Snow Leopard (io gli ho dato 100GB su un disco da 250GB) e lasciate il resto come spazio non partizionato.</p>
<p>Seguite l'installazione &quot;dritto per dritto&quot; ed alla fine avviate il sistema, scaricate <strong><a href="http://refit.sourceforge.net/" target="_blank">rEFIt</a></strong>, installatelo seguendo la procedura guidata, togliete il DVD di Snow Leopard, inserite quello della distro che volete installare e riavviate il sistema.</p>
<h3>Installazione Linux</h3>
<p>Al riavvio del sistema, rEFIt vi mostrer&agrave; i sistemi operativi disponibili per il boot. Fin qui sar&agrave; listato Snow Leopard e la distro bootabile da CD-Rom. Avviate questa (nel mio caso ho usato il cd di Ubuntu 9.10).</p>
<p>Scegliete l'installazione guidata. Specificate manualmente la partizione in cui decidete di installare il sistema creandone una nuova nello spazio non partizionato lasciato precedentemente. Nel mio caso ho scelto di dare altre 100GB a Ubuntu, creando una partizione di root /. Non create la partizione di swap, visto il limite massimo di 4 partizioni.</p>
<p>Seguite l'installazione guidata <em>as usual</em> ed alla fine riavviate li sistema avendo avuto cura preliminarmente di sostituire il CD della distro con uno di installazione per Windows.</p>
<h3>Installazione Windows</h3>
<p>Ancora una volta usiamo rEFIt per scegliere il sistema da avviare. In questo caso ci verr&agrave; mostrata fra le disponibilit&agrave; l'icona di windows facente riferimento al CD-Rom.</p>
<p>Facciamo partire la procedura guidata di installazione, anche in questo caso specificando la partizione da utilizzare. Nel mio caso gli ho dato i 50GB rimanenti.</p>
<p>Dopo aver creato la partizione e copiato i file per l'installo, il sistema si riavvier&agrave; e far&agrave; partire l'installo vero e proprio. Conclusa questa procedura, riavviate nuovamente il sistema, via rEFIt scegliere ora di fare il boot della partizione windows ed alla fine dell'avvio inserite nel CD-Rom il cd di Snow Leopard. Automaticamente dovrebbe avviarsi l'assistente Bootcamp, che si occuper&agrave; di installare tutte le periferiche.</p>
<h3>Infine...</h3>
<p>Se avviando la partizione di Ubuntu avete perso il Grub, non scoraggiatevi e date un rapido occhio alla <a href="http://wiki.ubuntu-it.org/AmministrazioneSistema/Grub/Ripristino?action=show&amp;redirect=RipristinoGrub#head-907ef154a6937f4864c2de55b1626c9a40a1c4d1" target="_blank">guida per il ripristino del boot loader di default per la distro umana</a>.</p>
<p>Devo ancora testare il funzionamento di iSight su Ubuntu, mentre su windows sembra funzionare tutto a dovere. Anche il telecomando su Ubuntu sembra non andare. Tutto il resto (touchpad e tasto destro compreso) va senza troppi sbattimenti.</p><p>Tags: <a href="http://technorati.com/tag/Snow+Leopard/" rel="tag">Snow Leopard</a>, <a href="http://technorati.com/tag/MacBook/" rel="tag">MacBook</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Ubuntu/" rel="tag">Ubuntu</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Windows/" rel="tag">Windows</a></p>]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 20:32:18 +0100</pubDate>
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<title>Ma io mica sono morto</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1158/ma-io-mica-sono-morto/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Lo so che non si dovrebbero scrivere i post che dicono che non si ha tempo per scrivere, ma alla fine chi se ne frega, mica &egrave; reato!</p>
<p>Avrete notato una mia certa latitanza, sia qui sia su <a href="http://www.0932blog.it" target="_blank">0932Blog</a>. Bene, nessuna chiusura, nessuna spugna gettata, &egrave; solo che nell'ultimo periodo &egrave; successo un po' di tutto.</p>
<p>Mi sono licenziato dal mio vecchio lavoro con in programma grattarmi il basso ventre fino a dopo Pasqua, mentre invece dopo nemmeno un mese m'han chiamato per un lavoro a Roma ed al momento sto qui. Non ho ancora idea di niente, perch&eacute; &egrave; stato tutto abbastanza veloce nei tempi. Tutto molto pi&ugrave; rapido di come mi era stato prospettato.</p>
<p>Quindi, piacere se qualcuno che mi legge di tanto in tanto vorr&agrave; prendere un caff&egrave;, e per tutti gli altri (soprattutto i ragazzi di 0932Blog), beh, un attimino di pazienza per riorganizzarmi e poi si riparte :)</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:48:43 +0100</pubDate>
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<title>No presa per il culo day - Io ne organizzo uno al giorno</title>
<link>http://www.davidonzo.com/post/1139/no-presa-per-il-culo-day-io-ne-organizzo-uno-al-giorno/</link>
<description><![CDATA[<p></p><p>Tutte le volte che guardo la TV, capisco perch&egrave; ne gardo cos&igrave; poca. E s&igrave; che stavolta tocca ad un giornalista che apprezzo: <strong><a target="_blank" href="http://www.gadlerner.it/">Gad Lerner</a></strong>. Pure lui stasera &egrave; caduto nell'inghippo di presentare internet e la blogosfera con enfasi schifosa, come se si trattasse di chiss&agrave; quale strano mondo. Ma la cosa peggiore &egrave; che a dargli corda c'erano un sacco di blogger (pseudo)autorevoli. Di quelli che se si scaccolano i lettori via feed salgono di 1000 al minuto. <strong>I guru italiani della comunicazione digitale</strong>. Gente che addirittura riceve un compenso per andare in giro per emittenti televisive, universit&agrave;, master di formazione a dire sempre la stessa menata della comunicazione dal basso. Ovvio che prima di diventare qualcuno che vive elogiando la comunicazione dal basso, devi stare un po' pi&ugrave; in alto degli altri.</p>
<p>Ma torniamo all'infedele. Si parla con un gruppo di blogger del <a target="_blank" href="http://noberlusconiday.org">No Berlusconi Day</a>. Una manifestazione organizzata &quot;<em>dal basso</em>&quot; per chiedere le dimissioni del premier. Andate sul sito e se volete partecipare ad uno dei pi&ugrave; grandi eventi demagogici degli ultimi 10 anni, buon divertimento per sabato prossimo.</p>
<p>Mentre si parla della manifestazione, ovviamente ci si chiede di chi sia stata l'idea. Come questa &egrave; nata e come si &egrave; sviluppata.</p>
<p>A ben vedere c'&egrave; un comitato promotore, che con il passa parola su internet &egrave; riuscita a far conoscere la propria iniziativa anche ad alte sfere della politica italiana. Niente di sconvolgente quindi, oppure s&igrave;, perch&egrave; &egrave; strano vedere una cosa del genere in Italia.</p>
<p>I promotori hanno voluto dare un tocco di colore all'iniziativa, dandone la paternit&agrave; ad un non meglio identificato &quot;<strong>San Precario (Blogger)</strong>&quot;. E mi sembra abbastanza chiaro che tale persona non esista. Sta ad indicare l'idea di fondo, la base da cui &egrave; nata l'iniziativa. Nata da un gruppo di blogger, che si identifica in San Precario. Il santo dei lavoratori a progetto.</p>
<p>Sembra chiaro semplice, ma Gad Lerner cavalca l'onda di San Precario e comincia a chiedere se qualcuno lo avesse mai conosciuto, domandandosi come abbia fatto costui dal nulla ed in <strong>totale anonimato</strong> a creare un'iniziativa da centinaia di migliaia di fan su facebook.</p>
<p>E i promotori? Pensavo chiarissero, invece danno corda a Lerner limitandosi a dire di non averlo mai visto. Ed alla fine il massimo. Un intero servizio dedicato a San Precario Blogger, che ha creato una pagina su Facebook, messo on line un sito per la manifestazione ed attirato tantissima gente in pochissimo tempo.</p>
<p><strong>TUTTO FALSO!!!</strong></p>
<p>Non esiste nessun utente registrato come San Precario su Facebook. Tanto &egrave; vero che la dicitura &quot;Fondatore&quot; nella fan page di Facebook &egrave; stata inserita l&agrave; dove era possibile usare testo libero, ovvero &quot;<strong>Interessi Personali</strong>&quot;.</p>
<p>A riprova della cosa c'&egrave; il whois <a target="_blank" href="http://whois.domaintools.com/noberlusconiday.org">sul nome a dominio noberlusconiday.org</a>.</p>
<p align="center"><img width="443" height="145" alt="noberlday" src="http://www.davidonzo.com/public/image/politica/noberlday.png" style="border: 1px solid rgb(204, 204, 204);" /></p>
<p>C'&egrave; un nome ed un cognome. Per la verit&agrave; molto di pi&ugrave;, ma sono i dati normalmente reperibili in un public whois di un dominio. Niente di strano, niente di sconvolgente, soprattutto niente che un giornalista non possa verificare in pochi secondi.</p>
<p>Ma a prescindere da tutto, &egrave; chiaro come il sole che deve esserci un'organizzazione che gi&agrave; in partenza doveva essere molto pi&ugrave; grande di un anonimo che crea una fan page su google. E vista la colonna &quot;in collaborazione con&quot; si capisce abbastanza bene che &egrave; gente che gi&agrave; lavora nel settore dei media, quindi di miracolo dell'anonimo proprio non parlerei.</p>
<p>Ci son rimasto male per&ograve;. Tutta la pappardella di San Precario che ha svuotato per un quarto d'ora buono di significato la trasmissione &egrave; un normale prodotto della pattumiera televisiva italiana. Per&ograve; vedere gente che sul web si scaglia contro certe pratiche (dis)informative, far finta di niente per giustificare l'inutile servizio lanciato da Lerner mi fa riflettere parecchio.</p>
<p>I promotori della giustizia senza compromessi, hanno accettato la parte goliardica e trash della trasmissione per poter parlare della propria iniziativa, anche se questo voleva dire farcirla di grandi banalit&agrave; e qualche menzogna ben strutturata.</p>
<p>Allora mi chiedo, io perch&egrave; dovrei andare dietro le vostre strampalate idee? Organizzate una manifestazione fingendo che provenga dal basso, quando &egrave; chiaro che non &egrave; cos&igrave;. Volete le dimissioni del premier, quando sapete benissimo resteremme lontani anni luce dal vostro obiettivo. Manifestate contro, ma non rappresentate alternativa. Avete solo un nemico, non un'idea. Esistete perch&egrave; esiste il vostro problema. Siete complementari, ma non necessari a quello che state combattendo.</p>
<p>Infine quando vi fa comodo vi comportate come chi volete si dimetta. Insomma, io di no presa per il culo day ne faccio uno al giorno quando vi leggo.</p><p>Tags: </p>]]></description>
<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 00:52:27 +0100</pubDate>
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</item>
</channel>
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