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	Comments on: Repubblica democratica fondata sul paraculismo	</title>
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	<description>devi apparire ridicolo se vuoi essere preso sul serio</description>
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		By: Claudio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 16:53:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so se la colpa &#232; nostra che forse non facciamo abbastanza per alzare la testa ed imporre idee e volont&#224;, oppure se &#232; colpa delle generazioni precedenti che hanno raschiato il barile e che per paura che ora possa essere la nostra generazione a prendere le decisioni facciano di tutto per tarparci le ali.&lt;br /&gt;Di certo &#232; un bel concorso di colpa, ma di sicuro, ormai, gli unici che si trovano la strada aperta (&lt;i&gt;a met&#224;&lt;/i&gt;) sono quelli tra noi che accettano questo sistema, quelli che sono &#034;porta-borse&#034; nell&#039;animo. Agli altri si profila solo la difficolt&#224; di raggiungere la susistenza. Le uniche alternative sembrano davvero le fughe all&#039;Estero alla ricerca di un posto di lavoro retribuito appena il giusto.&lt;br /&gt;Qui alla fine rimane solo un sistema che sfrutta il lavoratore, costringe alla creazione di microimprese (che spesso sono solo lavoratori dipendenti sotto mentite spoglie) e tutto questo per continuare una politica macroeconomica nata con gli Agnelli, i De Benedetti ed i Cuccia, dove l&#039;impresa ricca &#232; l&#039;impresa che non spende, anche se non guadagna. Un&#039;intera economia basata sul risparmio a scapito della ricerca (pubblica e privata) che va avanti da almeno trent&#039;anni, affiancato ad un metodo assurdo nella pubblica amministrazione che prevedeva negli anni &#039;70 ed &#039;80 assunzioni in massa per abbattere le soglie di disoccupazione. Risultato? Un comparto privato debole ed un comparto pubblico con personale con incarichi doppione.&lt;br /&gt;Su una cosa sono daccordo con Davide: la generazione che c&#039;ha preceduto &#232; stata abituata all&#039;idea del posto fisso nell&#039;amministrazione pubblica, il sogno del &lt;i&gt;posto al comune&lt;/i&gt;, vivo ancora oggi in tante amministrazioni locali soggetti a veri casi di nepotismo allargato ad amanti ed amici, e non c&#039;&#232; da scomodare le organizzazioni criminali: ormai viviamo in una nazione dove tutti ragionano come un&#039;associazione di muto soccorso, come una Mafia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se la colpa &egrave; nostra che forse non facciamo abbastanza per alzare la testa ed imporre idee e volont&agrave;, oppure se &egrave; colpa delle generazioni precedenti che hanno raschiato il barile e che per paura che ora possa essere la nostra generazione a prendere le decisioni facciano di tutto per tarparci le ali.<br />Di certo &egrave; un bel concorso di colpa, ma di sicuro, ormai, gli unici che si trovano la strada aperta (<i>a met&agrave;</i>) sono quelli tra noi che accettano questo sistema, quelli che sono &quot;porta-borse&quot; nell&#039;animo. Agli altri si profila solo la difficolt&agrave; di raggiungere la susistenza. Le uniche alternative sembrano davvero le fughe all&#039;Estero alla ricerca di un posto di lavoro retribuito appena il giusto.<br />Qui alla fine rimane solo un sistema che sfrutta il lavoratore, costringe alla creazione di microimprese (che spesso sono solo lavoratori dipendenti sotto mentite spoglie) e tutto questo per continuare una politica macroeconomica nata con gli Agnelli, i De Benedetti ed i Cuccia, dove l&#039;impresa ricca &egrave; l&#039;impresa che non spende, anche se non guadagna. Un&#039;intera economia basata sul risparmio a scapito della ricerca (pubblica e privata) che va avanti da almeno trent&#039;anni, affiancato ad un metodo assurdo nella pubblica amministrazione che prevedeva negli anni &#039;70 ed &#039;80 assunzioni in massa per abbattere le soglie di disoccupazione. Risultato? Un comparto privato debole ed un comparto pubblico con personale con incarichi doppione.<br />Su una cosa sono daccordo con Davide: la generazione che c&#039;ha preceduto &egrave; stata abituata all&#039;idea del posto fisso nell&#039;amministrazione pubblica, il sogno del <i>posto al comune</i>, vivo ancora oggi in tante amministrazioni locali soggetti a veri casi di nepotismo allargato ad amanti ed amici, e non c&#039;&egrave; da scomodare le organizzazioni criminali: ormai viviamo in una nazione dove tutti ragionano come un&#039;associazione di muto soccorso, come una Mafia.</p>
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		<title>
		By: Marco		</title>
		<link>https://www.davidonzo.com/2011/10/03/repubblica-democratica-fondata-sul-paraculismo/#comment-101</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 11:17:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davide, permettimi di dissentire: &#232; colpa nostra.&lt;br /&gt;Siamo noi (anche se ho qualche anno pi&#249; di te) che dobbiamo assumerci la responsabilit&#224; di percorrere nuove strade, non c&#039;&#232; organizzazione che possa resistere quando una forza &#232; compatta e decisa nel riprendere quel cammino democratico e civile che si &#232; interrotto verso la met&#224; degli anni Ottanta.&lt;br /&gt;Questo, a mio modesto parere, &#232; il problema: avere poca chiarezza di che cosa significhi vivere in una Repubblica; avere una sottocultura che pone la sopraffazione al vertice della scala sociale; avere una scarsa voglia di impegnarsi a fondo, sudando davvero, affinch&#233; le condizioni possano cambiare.&lt;br /&gt;Non &#232; un discorso politico o politicizzante, &#232; la triste considerazione di chi sa che, continuando cos&#236;, le piccole isole di civilt&#224; che molti di noi rappresentano sono destinate a essere invase, inquinate e cancellate.&lt;br /&gt;Ma la colpa, &#232; nostra, come potrebbero diventarlo i meriti se riuscissimo a restituire alla nostra nazione ed al nostro Paese, cio&#233; a noi tutti, quegli elementi che ne hanno permesso la nascita e la crescita.&lt;br /&gt;Con sincera stima,&lt;br /&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davide, permettimi di dissentire: &egrave; colpa nostra.<br />Siamo noi (anche se ho qualche anno pi&ugrave; di te) che dobbiamo assumerci la responsabilit&agrave; di percorrere nuove strade, non c&#039;&egrave; organizzazione che possa resistere quando una forza &egrave; compatta e decisa nel riprendere quel cammino democratico e civile che si &egrave; interrotto verso la met&agrave; degli anni Ottanta.<br />Questo, a mio modesto parere, &egrave; il problema: avere poca chiarezza di che cosa significhi vivere in una Repubblica; avere una sottocultura che pone la sopraffazione al vertice della scala sociale; avere una scarsa voglia di impegnarsi a fondo, sudando davvero, affinch&eacute; le condizioni possano cambiare.<br />Non &egrave; un discorso politico o politicizzante, &egrave; la triste considerazione di chi sa che, continuando cos&igrave;, le piccole isole di civilt&agrave; che molti di noi rappresentano sono destinate a essere invase, inquinate e cancellate.<br />Ma la colpa, &egrave; nostra, come potrebbero diventarlo i meriti se riuscissimo a restituire alla nostra nazione ed al nostro Paese, cio&eacute; a noi tutti, quegli elementi che ne hanno permesso la nascita e la crescita.<br />Con sincera stima,</p>
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