Sul Consumo Critico

Tutti i giorni consumiamo una quantità di prodotti, più o meno varia a seconda delle nostre abitudini, dei nostri ritmi quotidiani. Spesso però non ci fermiamo a riflettere su cosa c’è dietro alle 20 Euro di benzina che mettiamo nel serbatoio dell’auto, alla pasta che mangiamo, alle scarpe che portiamo ai piedi.
Per lo più ci interessa soddisfare i nostri bisogni immediati. Se ho fame ora, devo pensare a sfamarmi oggi.
Ma questo tipo di ragionamento, seppur umanamente comprensibile, nella società attuale ha preso una valenza troppo estrema. Se il concetto di consumo è sempre stato (e sarà sempre) alla base della sopravvivenza degli esseri viventi, la spece umana sembra aver perso l’istinto alla sostenibilità.


Dico questo per far capire che consumare in modo critico, non vuol dire fare beneficienza ai popoli dei territori in via di sviluppo, ma vuol dire fare del bene a noi stessi, aiutando la nostra spece ad avere un futuro migliore ed a più lungo termine.


Consumare in modo critico vuol dire conoscere e valutare positivamente tutte le fasi del processo produttivo di un determinato bene, che scegliamo di comprare e consumare. Vuol dire sapere che tipo di effetti collaterali ha il nostro consumo. Se compro un prodotto che per processo produttivo stretto è eticamente inattaccabile, ma poi vengo a sapere che l’impresa produttrice finanzia gli armamenti di un certo stato per ottenere sgravi fiscali, allora non avrò consumato bene.


Non è un bene pensare che le conseguenze di un cattivo, o meglio, poco oculato consumo siano solo e sempre per gli altri, lontane da noi. Un consumo critico porta benessere generale, maggiore capacità di integrazione fra i popoli, e quindi un tasso di pacificazione globale alto. Dico questo perchè parto dal principio che un popolo sano, in salute sarà verosimilmente un popolo che non ha interesse in guerre, ribellioni, ritorsioni contro il diavolo occidentale. D’altronde un occidente che consuma bene, vuol dire un luogo meno assaltato da ondate migratorie illegali ed improvvise, vuol dire una qualità della vita migliore data da una tipologia di consumo a più alto livello qualitativo.


Ma come fare a valutare un prodotto? Che tipo di criteri devo usare?
Beh, i criteri sono tanti, ma l’errore maggiore che si può fare e personalizzare tali criteri. Dire che non si compra il prodotto X perchè l’impresa produttrice “….mi fa antipatia….” non è consumare in modo coerente, ma in modo sciocco.


La valutazione di base che si deve fare può racchiudersi in una domanda: come si comporta l’impresa produttrice nei confronti del prodotto e dei consumatori? E si badi bene, il comportamento nei confronti dei consumatori è da intendersi in accezione ampia. Si parla di comportamenti che spesso vanno molto al di là della semplice produzione e somministrazione del prodotto.


A me personalmente piace molto la selezione dei comportamenti rilevanti fatta da EquaMagliana.











Legenda dei comportamenti indagati












































Trasparenza Disponibilità della società a fornire informazioni su di sé. Costituiscono motivo di giudizio negativo la mancata risposta ai questionari inviati e le iniziative assunte per dare immagine di sé diversa da quella reale. Costituisce motivo di giudizio positivo l’atteggiamento di dialogo e di collaborazione.
Abuso di potere Iniziative assunte dall’impresa, in vrtù del suo potere economico, per condizionare l’opinione pubblica e il potere politico. Costituiscono motivo di giudizio negativo il possesso di mezzi di comunicazione di massa, il finanziamento a partiti o movimenti politici, altre azioni rivolte ad esercitare pressioni sul potere politico.
Terzo Mondo Rapporti produttivi e commerciali con il Sud del mondo. Costituiscono motivo di giudizio negativo il trattamento iniquo dei lavoratori( dipendenti diretti o di imprese appaltate localmente), pagamento iniquo dela materie prime, appropriazione di terre a scapito delle popolazioni locali, trasferimento nel sud del mondo dei rifiuti tossici e attività produttive inquinanti.
Ambiente Comportamento assunto rispetto all’ambiente. Costituiscono motivo di giudizio negativo trasgressioni delle leggi di tutela ambientale, critiche da parte di associazioni ambientaliste e della stampa per violazione ambientale, produzione di sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente, uso di confezioni non riciclabili e che producono molti rifiuti. Costituiscono motivo di valutazione positiva piani aziendali per irdurre al minimo l’impatto ambientale dei rifiuti tossici emessi, uso di confezioni riciclabili e ridotte al minimo, programmi di educazone ambientale per i clienti, piani aziendali di risparmio energetico e di materie prime, certificazione europea EMAS.
Armi ed esercito Produzione di armi e vendita all’esercito di qualsiasi prodotto.
Vendite irresponsabili Vendita di prodotti pericolosi, quali farmaci con effetti collaterali pericolosi, prodotti con ingredienti pericolosi, prodotti di cui si può fare uso improprio, tabacco, superalcolici, prodotti poco sicuri, promozione del latte in polvere nel Sud del mondo.
OGM Produzione o utilizzo di organismi geneticamente modificati. Costituiscono motivo di giudizio positivo la dimostrazione di aver assunto iniziative efficaci per evitare la presenza di ogm o di loro derivati nei propri prodotti.
Sicurezza e diritti dei lavoratori Misure assunte a salvaguardia della sicurezza dei lavoratori e al rispetto dei loro diritti previsti dai contratti e dalla legge. Costituiscono motivo di giudizio negativo incidenti gravi o mortali dovuti ad elevati ritmi di lavoro o a scarse misure antinfortunistiche avvenuti negli ultimi cinque anni, multe subite da parte delle autorità antinfortunistiche, multe e condanne per evasione dei contributi previdenziali e per trasgressione di altre leggi sul lavoro, licenziamenti senza giusta causa, atteggiamenti antisindacali.
Regimi oppressivi Possesso di attività economiche in paesi amministrati da governi oppressivi, in quanto tali attività assicurano una fonte di finanziamento ai governi oppressivi. Sono definiti oppressivi tutti quei regimi colpevoli di uno o più dei seguenti crimini: esecuzioni extragiudiziarie, tortura, scomparsa di persone, pena di morte, limitazione della libertà di parola, limitazione dei diritti politici, deenzione di prigionieri politici, limitazione della libertà di associazione e di culto, limitazione dei diritti dei minori, assenza di processi equi, limitazione dei diritti delle minoranze, limitazione dei diritti delle donne. La graduatoria utilizzata per classificare i regimi oppressivi è quella effettuata dall’associazione inglese Ethical Consumer(“The Observer” 23 Luglio 1998). Paesi amministarti da governi estremamente oppressivi: Algeria, Corea del nord, Birmania, Indonesia, Libia, Colombia, Siria, Iraq, Cina, Jugoslavia. Paesi amministrati da regimi moderatamente oppressivi: Arabia Saudita, Iran, Sri Lanka, Turchia, Afghainistan, Bahrein, Cuba, Egitto, Nigeria, Messico, Guatemala, Liberia, Croazia, Venezuela, Kuwait, Pakistan, Kenya, Bielorussia, Perù, Cambogia, El Salvador, Russia, Tunisia, Tajikistan, Sudan, Brasile, Filippine, Repubblica Domenicana, Qatar, Bosnia.
Illeciti e frodi Produzione di beni contraffatti, forme di inganno commerciale, raggiri finanziari, uso della corruzione.
Animali Condizioni di allevamento degli animali e sperimentazioni sugli animali.
Etichette e pubblicità Messaggi forniti ai consumatori tramite le etichette e la pubblicità. Costituiscono motivo di giudizio negativo i casi di pubblicità ingannevole e scorretta( riconosciuti dagli organi di controllo antitrust e Iap), le accuse motivate di pubblicità irrispettosa di persone razze sesso e religione, le etichette prive di informazioni utili per la sicurezza del consumatore, le etichette prive di informazioni sul produttore o sul gruppo di appartenenza, la scarsa leggibilità delle etichette.
Paradisi fiscali Registrazione della capogruppo o di altri filiali importanti in paesi che garantiscono alle imprese la più completa segretezza e un regime fiscale molto conveniente. Il ricorso ai paradisi fiscali costituisce un danno finanziario a tutta la collettività e impedisce il controllo democratico sulle imprese.
Giudizio complessivo Il giudizio complessivo sull’azienda è stato ricavato in base ai giudizi particolari sui “comportamenti indagati”, conferendo punteggi diversi ai singoli comportamenti: trasparenza 0.5, abuso di potere 2, terzo mondo 6, ambiente 2, armi ed esercito 2, vendite irresponsabili 2, ogm 1, sicurezza e diritti dei lavoratori 6, regimi oppressivi 2, illeciti e frodi 2, animali 1, etichette e pubblicità 0.5, paradisi fiscali 1. E’ stata calcolata una media pesata sulle valutazioni dei singoli comportamenti. Il risultato totale è stato comparato con una valore di soglia al di sopra del quale l’impresa ha ottenuto giudizio complessivo negativo. I punteggi dei singoli comportamenti indagati e il valore di soglia sono stati stabiliti in base alla sensibilità degli autori di questa rielaborazione. Il giudizio complessivo sull’impresa dovrà essere stabilito dal consumatore in base alle proprie priorità sociali e morali.



E’ vero che la valutazione in questi termini non è semplicissima. E’ vero che bisogna avere buone fonti informative. Ma è vero pure che il vantaggio che se ne può trarre è sicuramente notevole:

  • Noi aumentiamo la nostra qualità della vita consumando prodotti sicuri.
  • I nostri figli, fratelli minori, nipoti, insomma, il nostro futuro ha una possibilità in più di riuscire.
  • Il mondo diventa in toto un posto più vivibile.

Poi basta aiutarsi con il Motore di ricerca del consumo critico.


Pensiamoci……..

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