Vi racconto la storia di una persona che ha lavorato da precaria per 13 anni presso una pubblica amministrazione. Per riuscire a lavorare da precaria, non avendo nessun appoggio politico, ci sono voluti solo 10 anni di graduatoria.
Dopo questi fatidici 13 anni di precariato, che si sono consumati in 4 Mesi l’anno di lavoro, finalmente esce un bando per l’assunzione a tempo indeterminato.
Dato che il luogo della nostra storia è la Sicilia, il bando è stato invalidato un paio di volte, per permettere ai soliti noti di entrare. La notra protagonista è comunque tranquilla, perchè dopo 13 anni di punteggio accumulato, abbinato ai 10 precedenti di graduatoria, dovrebbe risultare nelle primissime posizioni.
Al terzo bando la prima sgradita sorpresa: non saranno dati 80 posti in full time, ma 160 in part time. Praticamente conveniva continuare a lavorare da precaria per 4 mesi l’anno e prendere il sussidio di disoccupazione per i restanti.
La cosa sembra essere successa in concomitanza di certe elezioni regionali… Un caso?
All’uscita della graduatoria definitiva, la nostra protagonista (che nel frattempo è rimasta pure vedova e percepisce una pensione di poco più di 300 Euro al mese) trova una sgradita sorpresa: per un qualche motivo un simpatico dipendente ha dimenticato di contare qualche annetto di servizio, relegandola agli ultimi posti della graduatoria.
Il figlio della nostra protagonista, un po’ incazzato, un po’ disilluso, scrive un ricorso amministrativo di tre pagine, allegando tanto di contratti firmati dalla protagonista e dal dirigente della pubblica amministrazione.
Fortunatamente il ricorso viene accettato e si comincia a lavorare per quelle mitiche 500 Euro al mese.
Passa il tempo e la nostra protagonista sembra trovarsi bene nel settore a cui è stata assegnata. E’ un posto ambito da molti, ma la sua anzianitàal momento sembra avere la meglio.
Purtroppo si avvicinano le elezioni comunali ed il dirigente improvvisamente, decide di spostare senza giusta causa la nostra protagonista, destinandola ad un settore del tutto nuovo da un giorno all’altro.
Nel settore (ormai ex) della nostra protagonista, vanno a finire gli amici degli amici degli amici.
Smaltita l’incazzatura, arriva il tempo della dichiarazione dei redditi e la nostra protagonista dichiarerà:
- La pensione percepita da vedova
- Il contributo di disoccupazione percepito nel 2006 per l’anno 2005
- Stipendio percepito dall’ente per il quale lavora (da pochi mesi)
Sono tutti redditi tassati alla fonte. Il loro totale è di poco superiore ai 14.000 Euro. La nostra protagonista, oltre ad essere vedova, ha tre figli nel nucleo familiare, due dei quali auto sufficienti, ma uno minorenne.
Bene. La nostra protagonista ha appena saputo che ha un debito con lo stato di 2.500 Euro.
A questo punto vorrei dire una cosa ai nostri governanti. La voglio dire ai governanti comunali, provinciali, regionali, nazionali… A tutti…
Facce di merda, andate a fare in culo!
Alla nostra protagonista non mi resta che dire: tranquilla mamma, ci sono i tuoi figli che ti aiutano 😉
Molto triste, molto vero. Purtroppo. Appoggio pienamente il ringraziamento finale verso i nostri cari governanti (destra o sinistra, sono da buttare tutti nel mucchio!).
In questo caso è la Sicilia ma succede un po’ dovunque (almeno qui nel sud, da altre parti non so).
Come?!? Non sei contento? Il precariato è il futuro!Bello eh…

Quoto Luca.. succede anche al nord.. a volte ci si stupisce perche’ la gente impazzisce e fa delle cose da matti… ma io a volte li capisco..
Hai tutta la mia solidarietà. Invito tutti i lettori a cliccare l’OK affinche’ rimanga in linea il maggior tempo possibile.
Vogliamo saper il nome del dirigente per “pubblicizzarlo” adeguatamente.
Te pensa che ci lavoro, da precario, nella Pubblica Amministrazione…
sono cose veramente deprimenti … non ci sono parole!!!
Triste..e deprimente. E una giovane laureata siciliana/tirocinante forse lo sente ancora d +………ki li vede 500 € al mese?
M viene quasi da sorridere…..già.