Perche\' non mi piacciono gli abiti clericali

Premessa
I principi cristiani riportati nella bibbia ed in altri testi (sacri e non) sono cosa molto buona e se fossero seguiti veramente il seguente post non avrebbe senso di esistere.
Non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Mi scaglio solo contro chi pensa di poter affermare il giusto in maniera assoluta per il solo fatto di avere un crocifisso appeso al collo.

Antefatto 1
La mia infanzia, dal primo anno d’asilo alla quinta elementare, è stata trascorsa in una scuola gestita da salesiane.

Antefatto 2
Ieri mattina mi trovato al centro di Modica a prendere un caffè con degli amici. Verso mezzogiorno la piazza si riempe di gente che aveva preso parte ad una marcialonga organizzata proprio dallo stesso istituto che ho frequentato per 8 (lunghissimi) anni durante la mia infanzia.

Dopo i soliti discorsi di ringraziamento a politici ed altri paraculi simili, l’oratrice comincia a fare un discorso sulla famiglia con frasi del genere:

  • "Perchè è solo la famiglia secondo il modello cristiano il giusto modo di far crescere una società"
  • "Oggi siamo qui per difendere la famiglia ed i valori che rappresenta"
  • "Per proteggere il modello tradizionale della famiglia"

A me ed a tutti gli altri è sembrato un chiaro riferimento ai DICO. Però accettare moralismi del genere da loro mi sembra alquanto ridicolo. Io conosco bene i loro modi 🙂

Segue un piccolo escursus sulla realtà  clericale della Sicilia.

Vocazione o Dotazione?
Dalle mie parti, risalendo alla generazione dei nostri nonni (ma a volte anche dei nostri padri) più è grande la famiglia, maggiore è la probabilità che ci siano delle improvvise vocazioni.
Il motivo è abbastanza semplice, nonchè noto: la donna per sposarsi doveva avere una dote. Ma le risorse erano molto limitate, soprattutto per famiglie che vivevano di mezzadria la costituizione della dote non era possibile per più di una, massimo due figlie.
E le altre? Come fare per evitare che restassero a carico del nucleo familiare paterno, col rischio di rimanere senza sostentamento nel momento della dipartita dei genitori? La donna non aveva altro lavoro che sposarsi, un alternativa? Ma basta indurre un’improvvisa vocazione 🙂

Non è casuale che negli ultimi 50 anni, con la costante crescita del benessere sociale e l’aumento della forza lavoro femminile, le vocazioni siano tanto drasticamente diminuite.

La mia esperienza
La scuola da me frequentata per un qualche strano motivo aveva la parificazione solo per gli ultimi tre anni di corso (terza, quarta e quinta elementare). Per gli altri anni l’escamotage era di dichiarare una preparazione privata e fare gli esami presentandosi come esterni in una scuola pubblica.

Difatti ho sostenuto gli esami di prima e seconda elementare presso il vicino istituto di istruzione primaria pubblico.

L’istituto pretendeva una retta, da pagare mensilmente (mi sembra fossero 50Mila Lire al mese, che negli anni 80 pochini non erano, poi in famiglia eravamo in due).
Ma guai a chiamarla retta! I miei genitori a settembre erano invitati a firmare un documento dove dichiaravano che le somme versate erano a titolo di donazione volontaria.

Certo, se la donazione ritardava Suor X non mancava di chiamare a casa e ricordare di mettere mano al portafoglio 🙂

Qualcuno dirà: ma sti soldi, seppur incassati in nero, saranno serviti per comprare tutto il necessario ai bambini!
Non direi proprio 😀 . Sentite un po’ cosa doveva fornire alla scuola ogni bambino ad inizio anno:

  • Un asciugamano in tessuto spugna;
  • Vari saponi, sia solidi che liquidi;
  • Carta igenica, confezione grande;
  • Spazzoloni per il bagno.

Ovviamente, l’asciugamano nel bagno non c’era mai, il sapone era una figura mitologica dell’istituto, la carta igienica veniva fornita su richiesta e prelevata da appositi cassetti chiusi a chiave e degli spazzoloni si perdeva traccia…

Ma non solo. Il contratto di sudditanza finanziaria prevedeva anche l’obbligo di acquisto di minimo 2 grembiuli con il logo della scuola. Anche la tuta per fare educazione fisica era personalizzata, e se non la compravi era la pubblica gogna!
I primi anni gli acquisti avvenivano direttamente all’istituto. Gli ultimi miei anni di permanenza nel lager cattolico, vista la crescita del business, hanno esternalizzato la cosa affidandosi a fornitori esterni. Hanno praticamente regalato il monopolio della vestizione ad altri, ma mica gratis… Ora non so gli accordi, ma se i prezzi sono aumentati improvvisamente di un terzo un motivo ci sarà.

L’obbligo di contrarre con chi dicevano loro non era limitato alla vita normale dell’istututo, ma anche agli eventi straordinari!
In un anno si organizzavano almeno due recite. Brevi rappresentazioni orchestrate per dimostrare ai genitori che "la mia scuola è differente".
Gli abiti di scena erano forniti da un unico monopolista temporaneo. La cosa belle è che spesso non si trattava di abbigliamento stravagante. Per i componenti del coro (il 95% dei bambini) si trattava di un paio di pantaloni blu, scarpe blu, camicia bianca ed ogni tanto un gilet.
Qui ogni tanto le famiglie mormoravano, non capendo perchè dover pagare al doppio del prezzo di mercato degli abiti che nulla avevano di stravagante ed introvabile! La risposta era sempre la stessa: "perchè in questo modo siamo sicuri che tutti i bambini abbiano gli stessi vestiti".
Sarà, ma come diceva mio padre "una camicia bianca è una camicia bianca in tutto il mondo!"

Ma la scuola forniva anche tanti servizi aggiuntivi!

1 – Iscrizione obbligatoria ad un associazione nazionale per i genitori delle scuole cattoliche, con conseguente obbligo di devolvere, oltre il pizzo… emh… la quota di iscrizione, anche periodiche donazioni.

2 – Servizio di trasporto da casa a scuola andata e ritorno. Da pagarsi separatamente a tutto il resto. L’autista dell’autobus a richiesta forniva anche il panino per la merenda (con un piccolo soprapprezzo).

3 – Lezioni di inglese! A partecipazione obbligatoria in quanto parte integrande del piano di studi, ed a pagamento separato.

4 – Educazione Fisica. Dato che non era una suora a fare la materia, si pagava separatamente.

Come vivevo la cosa?
Male, malissimo! Era un continuo litigare! Passai quasi per anticristo per una frase del genere:

"Maestra, ma se mio padre fosse stato musulmano, io oggi sarei musulmano e non ci troverei niente di strano. Perchè allora abbiamo ragione noi e loro torto?"

Conclusioni
Allora mi chiedo, l’attacco alle coppie di fatto lo fanno perchè la loro religione impone il matrimonio secondo certi crismi oppure perchè la famiglia come la intendono loro è la principale fonte di reddito?!?!?!

Chiarimento post premessa
Quello che ho scritto non voglio offenda la sensibilità di chi, anche sotto il nome di una croce, vuole veramente fare del bene. Parlo di tutti quei missionari che aiutano gente in difficoltà senza chiedere di che religione siano, senza pretendere di portare verità assolute, ma cercando solo di dare un po’ di sollievo.

Ovviamente, anch’io DICO Si’ 😉
dicosi

9 thoughts on “Perche\' non mi piacciono gli abiti clericali”

  1. Premetto che pur stando dallo stesso lato politico la vediamo in modo differente, non posso che dirti… c’hai ragione. Certi “organismi” sono più macchine mangiasoldi, che organizzazioni legate alla dottrina e al pensiero Cattolico. Poi ci lamentiamo che la gente si allontana dalla chiesa. Vabbè.

    Sul chiarimento finale condivido in pieno. Un esempio lo abbiamo molto recente, come Madre Teresa e le sue suorine o per restare in Sicilia, con la comunità di Fratel Biagio.

    Però… io Di.Co. no…

  2. ho fatto la scuola media dai salesiani a brescia , il professore di matematica mi molestava sessualmente. gli altri professori preti ti davano un insegnamento ossessivo ideologico contro il divorzio contro l’ateismo e i” comunisti” parlando in continuazione dei segreti di fatima, e dei miracoli della madonna. erano gli anni “60”. cresciuto ho capito il marciume che regna in quel mondo (silvio è uscito da quella scuola). tra tutti i miracoli annunciati qualcuno mi può dire se ha visto che a qualche fedele sia cresciuto un pezzettino di arto mancante?

  3. Un’altro bel post di Davidonzo : - D !
    Per quel che concerne la prima parte, sul fatto che la Bibbia contiene tante belle cose … Beh, il vecchio testamento e’ pieno di stupide leggi, morte e guerre in nome di dio X - |
    A volte pero’ fa anche ridere, come ci insegna Il Messia: http://ilmessia.blogspot.com/ : - P
    Il nuovo testamento va gia’ meglio, ma il fatto che sia stato “rimaneggiato” dalla stessa chiesa mi lascia perplesso … Per quel che mi concerne, io seguo il culto del Flying Spaghetti Monster : - ) !
    E per i DICO, sono d’accordo con te, anche a costo di litigare pubblicamente con il mio capo (Italiano) ; - )

  4. Io condivido appieno il POST. E’ ora di finirla di mischiare la politica con la religione. Sta cosa esiste in Italia!
    Comunque io sono per i DICO! Perchè devo essere dichiarato sposato e quindi famiglia solo se vado davanti ad un prete o ad un sindaco? Non posso farlo anche davanti ad un notaio o in anagrafe del Comune senza tante rotture di scatole???
    Spiegatemelo!

  5. Anche a me all’epoca non piaceva l’ambiente suoresco…però poi ho cambiato e me ne sono andato in quello comunale. Ed è stata la mia salvezza. Mi chiedo perchè Tu non abbia fatto lo stesso.

    Vorrei far notare che (almeno nello città di Modica) chi frequentava benedettine e compagnia bella diciamo che era “marmelated”($€£)…questo loro (le suore) lo hanno sempre saputo e quindi si sono regolare di conseguenza. I genitori di no ad un pagamento extra non lo avrebbero detto. Bisognava mantere il buon rango familiare.

    Certo tra gli iscritti c’è pure chi ha bisogno di flessibilità di orari e questo dalle suore c’è. Per cui devono sopportare costi più alti per avere un servizio in più.

  6. io ho fatto un anno d’asilo dalle suore. A giorni alterni, perchè ogni volta che entravo c’era una canzone sulla vergine maria così triste che io mi mettevo a piangere e finiva che vomitavo. Avevo l’asciugamano col cane ricamato. Sono traumi.

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