Sono sempre più convinto che la crisi in corso stia semplicemente riassestando gli equilibri naturali del mercato. In realtà mi verrebbe da pensare che la crisi sta passando nella misura in cui oggi ne vediamo gli effetti più devastanti.
Economisti a parte mi piace fare valutazioni empiriche vissute in prima persona. E quindi porto ad esempio il mio schifosamente ripetitivo comportamento d’acquisto.
Dal 1998 sono a Catania e da allora vado a fare la spesa quasi sempre nello stesso supermercato. La SMA di Via Giacomo Leopardi. Se nel 98 con £ 12.000 riuscivo a fare la spesa per una settimana (pane e piccolezze escluse) oggi per comprare qualcosa da mangiare per la sera (comprando quindi una quantità notevolmente inferiore di prodotto) spendo non meno di 6 Euro.
Questo sconfinato aumento di prezzi c’è da sempre. Ha avuto un accellerata negli ultimi mesi, questo è vero, ma la cosa è figlia di un incattivimento della mala economia, quella che ha pensato bene di redistribuire la ricchezza tutta in un lato.
La contrazione dei consumi non è data dalla crisi in quanto tale, ma è l’andamento oligopolistico della distribuzione che ha determinato questa. Come a dire che i commercianti che ora si lamentano e chiedono a spron battuto la detassazione delle 13esime, sono la causa del loro male.
Qualche altro esempio sul nostro supermercato di fiducia può aiutarci. A dicembre 2007 un kg di pasta barilla lo compravo a 1.10 Euro. Prezzo che consideravo già caro. Ieri il prezzo dello stesso kg di pasta era di Euro 1.87. C’è bisogno di aggiungere altro? In realtà no, ma noi lo facciamo perchè si vuole introdurre un altro elemento.
La SMA qualche mese fa è diventata PuntoSMA. Hanno riaggiornato il display dei prodotto ed è stata eliminata completamente la gamma di prodotto *primo prezzo*. Un vero e proprio sottomarchio SMA definito in questo modo a voler attirare l’attenzione sul prezzo del prodotto più basso per quella categoria.
Sinceramente la cosa mi ha fatto girare vorticosamente i coglioni. Perchè oltre al prezzo basso spesso si riuscivano a trovare anche prodotti di buona qualità. Anche perchè i primi prezzi sono spesso prodotti da grandi aziende trade leader, che con questa tecnica riempiono il visuale dei supermercati con più marchi, ma con una sola catena produttiva.
La mia reazione è stata quella di cambiare la mia abitudine d’acquisto. Mi sono spostato immediatamente verso gli ipermercati di Misterbianco dove al costo di qualche Euro in più di benzina, riuscivo a trovare prodotti a più basso costo di uguale qualità. Altro cambio di abitudine conseguente è stato quello di programmare il giorno della spesa e farla una volta ogni 15gg.
Evidentemente non sono stato il solo a comportarmi così, perchè qualche mese dopo i prodotti primo prezzo sono magicamente ricomparsi al supermercato di cui sopra. E’ evidente che la dirigenza, accortasi di avere incassi inferiori (e forse accortasi via fidelity card – che io non uso mai – di aver perso parte della clientela abituale) ha deciso una brusca retromarcia riammettendo in vendita i prodotti a basso costo ed abbassando di conseguenza il prezzo medio delle categorie di prodotti.
Cosa ha causato il fatturato inferiore del punto vendita? La crisi mondiale? Ma non prendiamoci in giro. E’ evidente che la distribuzione in tutto quello che sta succedendo ha un ruolo più che rilevante. E la crisi dei consumi è da imputare ad una corsa all’aumento del prezzo con chiare manovre coordinate fra diversi distributori che avrebbero potuto tranquillamente farsi concorrenza ed invece aumentavano i prezzi in concomitanza.
Adesso la crisi c’è perchè la gente ha mutato le proprie abitudini di consumo. Se si rivendono macchine per fare il pane in casa, sarà mica perchè il costo della fatica casalinga è ormai inferiore al prezzo del pane al kg? Evidentemente qualcuno pensa di si.
Dobbiamo anche dare atto ai nostri distributori che costi di produzione e distribuzione sono fortemente influenzati dai prezzi del greggio. Ma se è vero che benzina e diesel sono al livello di tre anni fa e negli ultimi 3 mesi il trend è stato sempre decrescente, perchè i prezzi al consumo non sono scesi di conseguenza?
Siamo truffati e la cosa oggi è ancora più evidente. E’ evidente anche che abbiamo un’arma molto potente in mano: il nostro portafoglio. E non sarebbe male guardarci bene intorno prima di aprirlo e cominciare anche ad effettuare acquisti che premino il merito di chi vende, produce e per contro ci chiede solo il giusto.
Hai centrato il problema, in tutto questo però devi considerare che i consumatori di massa sono plagiati da un sistema mediatico(micidiale) che spinge ai consumi sconsiderati, e dalla scarsa volontà di far funzionare decentemente il proprio cervello.
Tanto più si ha accesso a mezzi di comunicazione differenziati, tanto più facile è non farsi fregare da Buffon e il CantaTU.
Il marketing vuole plagiarci facendoci convincere di qualcosa di non vero.
Basta pensare a cosa realmente sia utile ed informarsi per bene sul come ottenerlo al minor prezzo.
Se poi la gente pensa che il cell nuovo sia più importante del cibo, sarà pure un problema loro…
Condivido.
E infatti ho linkato questo post alla mia vignetta di oggi.