Diritto d\'autore: se l\'ha fatto un blogger si può fare!

Più o meno il titolo del post rivede il pensiero prevalente dell’editoria italiana. Quando poi questa diventa locale allora sembra tutto sia permesso. In particolare le foto, ancor più se postate in un set su flickr, secondo qualcuno sono di dominio pubblico. Mentre si dovrebbe capire che essendo stato io con le mie manine a schiacciare il tasto della fotocamera digitale, ci terrei proprio a sapere chi le usa.

Tempo fa sono stato contattato dalla redazione della Sicilia per l’utilizzo di una foto presente nel mio flickr. Mi hanno chiesto il permesso preventivamente. Nessun compenso per carità, anche perchè metto tutto in Creative Commons e mi fa piacere qualcuno trovi bello qualcosa che faccio non per soldi.

Caso unico quello di sopra: figlio unico di madre vedova! Da allora mi capita spesso di trovare foto mie sparse per il web. Riesco a soprassedere sul fatto che venga usata da un ragazzetto nel suo account live.com. Altri siti non editoriali invece mi hanno sempre citato nei credits.

Chi fa informazione professionale invece se ne sbatte alla grande. Ed allora vorrei capire perchè in questo articolo del Giornale di Ragusa è presente una mia foto (scattata a Marzo del 2008 il giorno di Pasqua). La foto è stata scaricata dal mio account flickr, ricaricata sul loro server ed utilizzata all’interno dell’articolo.

Ma quello che mi fa specie è la scritta in basso alla pagina:

Il Giornale di Ragusa, prima di pubblicare foto, video o testi ottenuti da internet, mette in atto tutti gli oppurtuni controlli al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non ledere i diritti d’autore o altri diritti esclusivi di terzi […]

Ma siam sicuri? Io direi che qualcosa scappa…

Ovviamente ho fatto processare da hashbot.com sia la pagina dell’articolo che il link diretto all’immagine.

2 thoughts on “Diritto d\'autore: se l\'ha fatto un blogger si può fare!”

  1. guarda Davide, pur comprendendo e condividendo le tue osservazioni, sulla crisi delle professionalità all'interno delle redazioni potremmo parlare per anni senza raggiungere il minimo risultato.

    Le ragioni? prossime all'infinito, ma con una sola matrice comune: la superficialità.

    Che ne dici, ci facciamo un barcamp a luglio a Marzamemi (o, in alternativa, a Catania)?

    Non prendertela.

    M.

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