Caro scudo ti schivo, così ti distraggo un po\'

Da oggi è possibile usufruire dello scudo fiscale per far rientrare capitali illecitamente detenuti all’estero. Pagate il 5% di sanzione e lo stato vi garantisce anonimato e impunità per i reati di falsa dichiarazione. Oltre questo si garantisce che per almeno 24 mesi non verrà fatto nessun accertamento sulle somme rientrate.

Quindi se avete 10 milioni di euro in qualche banca all’estero, fatene rientrare uno, vi costerà 50.000 euro, ma per 2 anni vi assicurate il totale disinteresse del guardia di finanza per i restanti 9 milioni.

Un provvedimento che ha come ratio il recupero di capitali può essere usato per impedire alle autorità il controllo su tali capitali, favorendo di fatto il reato stesso.

This is banana republic!

6 thoughts on “Caro scudo ti schivo, così ti distraggo un po\'”

  1. Una volta che dichiaro il milione e pago il condono l'unica cosa da controllare sarebbe la provenienza. Ovvero l'unico modo per capire se ho fatto la furbata di far rientrare solo parte del capitale o meno.

  2. Sapere da dove vengono non ti permette di sapere quanti soldi non sono stati fatti rientrare: una Banca delle Cayman o Svizzera non concederebbe mai il permesso di saperlo, ed il fatto di possedere un conto lì ancora aperto non significherebbe assolutamente nulla e non sarebbe un reato.
    Di fatto lo stato usa un metodo tanto assurdo perché non ha materialmente la capacità di superare l'ostacolo del segreto bancario di paesi esteri.

    Gli USA hanno impiegato anni per ottenere dalla Svizzera di sapere se cittadini statunitensi indagate per reati in patria disponessero di conti presso la Confederazione, e questo dopo che i costituzionalisti elvetici hanno dato il benestare. Un'analoga richiesta fatta dalla Francia che chiedeva di sapere la stessa informazione anche per quei cittadini francesi che non erano indagati in patria, è stata rifiutata.

  3. @ Claudio: i capitali che sono all'estero legalmente sono fuori dal discorso. Mi pare ovvio.

    Quello che dici è corretto ed è proprio il nocciolo della questione. Si vuole vincere facile con una sanatoria farlocca, quando invece il fulcro erano attività investigative e accordi stile USA per mettere alle strette gli evasori.

    Gli USA non mi risulta abbiano impiegato anni, visto che tali accordi sono nati con l'amministrazione Obama.

    Per il resto, che la Francia abbia fallito non può essere una scusante per l'Italia il che non ci ha nemmeno provato.

    PS: investigare porterebbe a capire anche *come* fanno somme tanto grosse ad uscire misteriosamente dai confini. Così facendo la prossima soluzione non potrà che essere l'ennesima sanatoria.

  4. Davide, sinceramente non sono convinto che non si sappia il come vengono trasferiti all'estero. I metodi credo che siano invece arcinoti, al punto che vengono addirittura descritti in romanzi, fumetti e film: tu credi che esistano anche altri metodi? Può darsi, ma credo che perfino quelli siano noti alle forze dell'ordine.

    Il punto, secondo me, è che da noi in Italia si fa lotta all'evasione fiscale andando a guardare sempre lì dov'è più facile: la GdF può intervenire solo se esiste una denuncia; il Fisco controlla principalmente professionisti e PMI (eppure le statistiche parlano chiaro: i "piccoli" sono responsabili di 8,8 miliardi l'anno di imposte non pagate su 120,6 miliardi: sempre tanti, ma non tutti – fonte Krls Network of business ethics). Le indagini iniziano quando ci si accorge che qualcuno ha evaso, ma se non vengono effettuati controlli "a tappeto" non si potrà mai stabilire niente se non che qualcuno non ha fatto lo scontrino.

    Per quanto riguarda l'accordo Svizzera/USA a me risultava che fosse stato avviato nel 2007, ma potrei sbagliare.
    Invece per la statistica sull'evasione mi sono riferito a quest'articolo: http://www.lineaedppmi.it/01NET/HP/0,1254,5_ART_98245,00.html?lw=10012%3BCHL

  5. Claudio, pensio che io e te siamo molto più d'accordo di quanto si possa immaginare.

    Che i metodi siano noti la si sa a prescindere dai romanzi. Ma allora, visto che si parla di somme ingenti perchè non ci cominciano a far dare i record dalle banche? Per legge va sotto controllo ogni singola transazione maggiore o uguale a 20.000 euro.

    "si fa lotta all'evasione fiscale andando a guardare sempre lì dov'è più facile"

    E' proprio questo il problema. Io ho avuto il primo accertamento fiscale da parte di un ispettore dell'agenzia delle entrare appena 3 mesi dopo aver aperto partita IVA. Per carità a me possono controllare quanto vogliono. Dichiaro anche le molliche. Ma è indicativo di come si cerchi di beccare il più facile.

    Ed è proprio per questo che critico il provvedimento. Una inutile sanatoria data in pasto ad un'opinione pubblica che in gran parte la pensa come me e te.

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