Info-Card

L’ultima trovata del colosso dell’imformatica è quella di gestire in modo centralizzato tutti i dati sensibili che l’utente usa solitamente durante la tradizionale navigazione su internet.
Punto Informatico stamattina porta la notiza che un nuovo mega progetto di MS dovrebbe prendere piede da qui a poco. Il tutto consiste nell’integrazione nel sistema operativo di una Info-Card che gestisca l’accesso utente a tutti i siti dove solitamente è richiesta un’identificazione sotto forma di username e password.
L’intera gestione dell’Info-Card avverrà in locale sui pc degli utilizzatori finali e permetterà di accedere alla miriade di servizi disponibili dietro identificazione, con un’unico login ed unica registrazione.


Mi viene il dubbio se sia veramente tanto più sicuro centralizzare i nostri dati in un unico sistema. Quanto sia sicuro il sistema stesso, seppur debitamente criptato, quanto è incolume da attacchi cracker?


Quanto è giusto che sia Microsoft di fatto a gestire i nostri dati personali? Vero è che la gestione in locale della Info-Card dovrebbe dare una maggiore sicurezza totale. Ma di fatto le informazioni sensibili contenute nel tool saranno disponibili agli ambienti Microsoft. Non dimentichiamoci che ad ogni update software di Windows, Microsoft ha di fatto accesso potenziale a tutti i contenuti del nostro pc.


Ad ogni modo, godo ancora di buona memoria per cui tengo bene in mente la miriade di username e password che uso tutti i giorni :  D e penso di fare così ancora per molto tempo :  D


L’articolo su Punto Informatico

Altro assurdo provvedimento antipirateria

Stamattina apprendo da Punto Informatico che il nostro legislatore ormai ha dei deliri cavalcanti, uniti a spasmi di totale incompetenza giuridica e completa ignoranza di tutto quello che è la giurisprudenza di secoli :  o


Tale delirio di scemenza ha partorito il Decreto n. 35/2005 con il quale si punisce severamente il passaggio di proprietà (a qualsiasi titolo) di materiale prodotto in violazione dei diritti d’autore.
Va bene punire, ma con quali presupposti e conseguenze? Cito l’atricolo 7 comma unico del decreto.



7. Salvo che il fatto costituisca reato, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l’acquisto o l’accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza.


Di seguito le mie considerazioni:



1. L’accertamento della legittima provenienza di un bene può farsi al 100% SOLO sui beni immobili e sui mobili registrati. Per i quali esistono appositi registri “anagrafici” attraverso i quali gli interessati possono prendere visione dei vari passaggi di proprietà e dei diritti reali di terzi gravanti sul bene. Per gli altri beni si applica il principio della buona fede!!!! Ovvero, chi compra si ritiene innocente fino a prova contraria, e tale prova deve essere fornita SEMPRE dall’accusa. Solo in casi del tutto sporadici si applica l’inversione dell’onere della prova. E non solo, chi ha acquistato in buona fede un bene diverso da un mobile registrato o da un immobile, ne diventa legittimo proprietario anche se la transazione si dimostra successivamente illecita (in parole povere i cazzi sono di chi ha venduto e sapeva di non poterlo fare).


2. I presupposti sul quale si fonda la presunzione di illeicità della transazione sono talmente generici da essere inutili. Sono costituiti da prove circostanziali che non tengono per niente conto della miriade di situazioni particolari che si possono venire a creare. Ciò vuol dire che di fatto sarà il giudice a decidere ARBITRARIAMENTE e senza nessun parametro regolamentare, se io avrei dovuto accorgermi che la transazione era, quanto meno sospetta o meno (la certezza del diritto ce la siamo giocata a carte).


3. Applicandosi alle transazioni via internet, è ancora più difficile il controllo preventivo della provenienza del bene. Come faccio io a risalire a tutti i passaggi di proprietà di un bene molte volte composto solo da un codice binario di tanto 0 e 1 in fila? Ergo, si comprerà sempre di meno su internet per paura di incorrere in una sanzione di 10.000 Euro.


Nessuna certezza del diritto come sempre in Italia E  )