Eurochocolate Modica (RG) – 18/20 Marzo 2005

EuroChocolate ModicaSi terrà a Modica dal 18 al 20 Marzo la prossima edizione dell’EuroChocolate. Dopo il gemellaggio con Perugia, quello che dal comitato organizzatore è stato definito il Polo del Sul del Cioccolato avrà l’immenso onore di ospitare una fra le maggiori attrazioni nazionali del cioccolato
Inutile dire che protagonista assoluto sarà il cioccolato modicano : - D con cui io praticamente sono crescito : -

E’ chiaro che in un iniziativa che a primo impatto può apparire del tutto consumistica e poco etica non poteva mancare anche il lato sociale del cioccolato modicano, rappresentato dalla Cooperativa Quetzal – La Bottega Solidale, cooperativa costituita da un gruppo di ragazzi che hanno deciso di vivere nel rispetto del prossimo, facendo di un’attività storicamente egoistica (come quella del commercio) un’opportunità di lavoro etico. Tutto il processo produttivo è sottoposto a rigidi controlli di qualità, finalizzati alla certificazione di NON sfruttamento della manodopera e degli altri fattori produttivi. Ciò vuol dire che il cioccolato è acquistato da produttori che facciano propria la filosofia dell’equosolidale, così come per lo zucchero, così come per tutto il resto.
Il risultato è un prodotto che rispetta il lavoro di tutti, venduto ad un giusto prezzo, ed il quale ricavato è equamente diviso fra tutti i componenti del processo produttivo. Senza poi parlare della bontà del prodotto, che è assolutamente eccezionale : - D

Breve storia del cioccolato di Modica tratta da modica.info
Cioccolato ModicanoLa storia del cioccolato modicano comincia intorno al 1600, quando la Sicilia era dominata dagli Spagnoli. Una storia che ha origine dopo il 1492, quando l’Europa iniziò a conquistare l’America. Si dice che Montezuma avesse offerto a Cortes una coppa di una bevanda densa e scura, amarissima e profumata, preparata con una polvere ricavata dai semi di un frutto giallo. L’originaria ricetta del cioccolato Azteco oggi in Europa si è conservata solo a Modica ed in una cittadina spagnola, Agramunt. Per gustare un tipo di cioccolato simile a quello che trovarono gli spagnoli al loro arrivo in Messico bisogna venire a Modica. Il procedimento venne introdotto proprio dagli spagnoli durante la loro dominazione in Sicilia e non è cambiato. I semi di cacao vengono macinati e ridotti a farina, mescolati con pasta di mais cotta e lavorati insieme con vaniglia e cannella, fino a quando il burro di cacao non ha amalgamato tutto. Il cioccolato modicano entra anche nel ripieno degli ‘mpanatigghi, singolarissimi pasticcini di pasta frolla farciti con controfiletto di manzo cotto in forno, tritato e unito a cioccolato fuso, mandorle tritate, zucchero, uova e chiodi di garofano.

Per avere maggiori informazioni sulla manifestazione : - )

Open Source | Software Libero | GPL

FSFSempre più spesso si sente parlare di Open Source, di Free Software, di licenza GPL. Ma spesso si fraintendono i significati reali di ciò che sono.
Spesso si pensa all’Open Source come sinonimo di Free Software, o si traduce malamente il Free Softare come Software Gratuito.
Beh, mi sembra sia il caso di fare un po’ di chiarezza, usando il solito taglio molto pratico e poco tecnico che ho deciso di utilizzare per tutti i miei articoli : - )


Prima di tutto, Free Software NON vuol dire software gratuito, ma software libero e la libertà non va intesa in termini puramente economici, ma concettuali. Di fatto il software libero consiste nell’esercitare delle libertà di specifiche su un prodotto intellettuale senza limitazioni d’uso, di destinazione e soprattutto senza limiti di sviluppo. In pratica “…..si pensi alla libertà di parola e non alla birra gratis…..”
Al fine di poter considerare un determinato software “libero” devono verificarsi 4 condizioni, specificate in 4 libertà esercitabili sul software:



  • Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).
  • Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
  • Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).
  • Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

Importanti sono i termini di redistribuzione del software: è possibile ridistribuire il software, modificato o meno, senza dover pagare nessun tipo di diritto e/o dover chiedere il permesso a qualcuno. La circolazione del software libero è totalmente libera : - )
Il software libero può essere utilizzato da chiunque, persone fisiche e giuridiche, istituzioni…….e per qualsiasi scopo, che sia professionale o meno.
Se si modifica un software libero, affinchè anche il software modificato possa considerarsi libero, devono verificarsi le condizioni di cui sopra ; - )
Se prendo il codice sorgente di un programma qualunque, lo personalizzo e dopo cerco di commercializzarlo, rendo indisponibili i sorgenti e impongo termini di redistribuzione e utilizzo restrittivi avrò semplicemente sfruttato un software libero, programmandone uno proprietario.
Non è fatto divieto di commercializzare il prodotto.


I programmi liberi sono talvolta distribuiti gratuitamente, e talvolta ad un prezzo consistente. Spesso lo stesso programma è disponibile in entrambe le modalità in posti diversi. Il programma è libero indipendentemente dal prezzo, perché gli utenti sono liberi di utilizzarlo.
Chiaro che le dinamiche di mercato porteranno ad un fallimento della commercializzazione di software facilmente reperibile a costo zero. Va da sè che spesso il prezzo è giustificato da un supporto tecnico professionale. Cmq modi e luoghi di distribuzione, se NON limitano le libertà 0 – 1 – 2 – 3 sono perfettamente lecite in una logica di free software.


Di fatto, tutto quello fin qui detto per il Free Software, vale metodologicamente anche per l’Open Source. Si badi bene, Free Software e Open Source sono movimenti separati ed indipendenti, anche se hanno un nemico comune: il software proprietario!!!!


Quello che distinghe il Software Libero dall’Open Source è la filosofia di base. Open Source si traduce leggeralmente con “Sorgente Aperto”. Praticamente un programma Open Source per essere tale deve garantire la distribuzione del codice sorgente. Ciò al fine di permettere a tutta la community di contribuire attivamente alla crescita del software considerato.


Per cui, se per la FSF (Free Software Foundation) la disponibilità del codice sorgente associata alle altre condizioni necessarie, è una questione etica, che permette agli utilizzatori di esercitare tutte le libertà possibili sul software, per il movimento Open Source la disponibilità del codice è un metodologia di sviluppo sostenibile dei software.


Chiaramente le metodologie pratiche sono molto simili, per cui normale che nascano tantissimi progetti di collaborazione FSF/OpenSource  ; - )


Tutti questi concetti sono stati fusi nella General Public License. Ovvero una licenza generale applicabile a tutti i software che rispettano le condizioni di cui sopra, anzi la FSF impone che si utilizzi la licenza GPL, e NON una licenza propria del software, anche se questa fosse del tutto simile alla GPL.


Per cui, concludendo, non pensate al software libero e all’open source come un grande pentolone di merce gratuita : - D
Sono filosofie fra loro diverse, ma spesso convergenti per metodologie applicative. Non sono sinonimo di gratuità!!!


Link Utili:
Free Software Foundation 
Open Source
GNU/GPL Project
Traduzione non ufficiale della GPL in italiano