Brevetti software: UE da il via alla nuova normativa

UEL’Unione Europea da il via alla regolamentazione dei brevetti softwar. L’obiettivo del Consiglio Europeo sulla Competitività è quello di ottenere una regolamentazione del mercato software “effettiva, trasparente e armonizzata.. in modo da stimolare investimento e innovazione”.


La brevettabilità di un software sembra essere complicata da criteri apparentemente restrittivi. Un software per risultare brevettabile dovrà essere “nuovo, poter essere applicato a livello industriale, e implicare un’attività inventiva. Inoltre, dovrà apportare un contributo tecnico alla situazione dell’evoluzione tecnologica”.


Di fatto un software è brevettabile se cambia le regole (per dirla in parole povere). Un nuovo linguaggio di programmazione è brevettabile, la piattaforma su cui gira questo blog no, dato che non innova in alcun modo le funzioni tipiche degli strumenti che utilizza (linguaggio asp e db Access).
Non è brevettabile un software di gestione se non modifica il rapporto macchina/utente tipico.


Ma (c’è sempre un ma… >  (“> ) a certe condizioni un programma per pc può essere brevettabile. Ed è proprio qui l’inghippo, perchè, dato che spesso le …certe condizioni… equivalgono a criteri oggettivi solo per nomina, il rischio è quello che le major comincino a brevettare con questa scappatoia qualsiasi frammento di codice, che rappresenti o meno una reale innovazione tecnologica. Creando un regime molto simile a quello statunitenze.</P><br />
<P>Al momento introdurre nuovi emendamenti richiederebbe una maggioranza qualificata dei due terzi in assemblea, e dato che questa è un’eventualità assai remota, il rischio, anzi la possibilità concreta, è che lo scontro si sposti a livello nazionale.<BR>Ricordo che dato che si parla di direttiva comunitaria (e non di regolamento) questo deve essere recepito dai vari stati nazionali con relativo provvedimento legislativo.</P><br />
<P>In conclusione? Rischiamo di avere un regime legislativo che come al solito favorisce i grandi gruppi industriali e ci apprestiamo ad avere un altra direttiva comunitaria recepita dagli stati dell’unione in modo del tutto personale.</P><br />
<P><A href=L’articolo su Repubblica.it